Morte sui binari/2

Ci risiamo! Ecco di nuovo il funesto annuncio dell’altoparlante: “Il treno regionale è in ritardo di trenta minuti per accertamenti dell’autorità giudiziaria a seguito dell’investimento di una persona”.
Sono allo sportello per rinnovare l’abbonamento mensile. Dall’altra parte del vetro, l’impiegato, nell’udire l’annuncio sbotta: “Ma se si buttassero dal decimo piano di un palazzo! Darebbero meno fastidio e le famiglie avrebbero meno spese!”
Raggelata dall’assoluta mancanza di pietà o di umana considerazione che il dipendente delle FFSS, dimostra, mi allontano basita.
Eppure la sua frase continua ad aleggiare. E’ stato cinismo il suo? Pragmatismo? Abitudine? Forse un mix dei tre ma mi ha aperto la mente a considerazioni che non ho mai affrontato, per il semplice fatto che non è bello affrontarle, non è piacevole e nemmeno utile, forse. Ora però, eccomi qua, a pensarci.
Il tizio dà per scontato che si tratti di suicidio. In effetti, difficile passare sulle rotaie per coincidenza, sebbene gli incidenti, soprattutto in stazione, avvengano, eccome! Allora ammettiamo si tratti di suicidio. Che cosa implica un suicidio sui binari? Sicuramente un problema per la circolazione dei treni e un disagio per i viaggiatori.
Ho fatto una piccola indagine sul web e scoperto che questo “problema di circolazione” comporta: blocco dei treni nei due sensi di marcia, successiva riattivazione della circolazione a senso alternato, cancellazione di alcuni treni e fermate supplementari per altri, sostituzione con mezzi su ruote. D’accordo. L’impiegato su questo punto non ha avuto, oggettivamente, torto.
Ma queste ipotetiche spese supplementari per le famiglie? Sempre sul web scopro, allibita, che la famiglia di un suicida sui binari, è tenuta (in caso di denuncia) al risarcimento danni, alle ferrovie, per interruzione di pubblico servizio.
D’accordo, anche su questo “il cinico” ne sa più di me. Allora? Adesso che facciamo? Chi lo dice ai futuri suicidi sui binari che devono essere più oculati, saggi, avveduti? Chi li informa che le loro famiglie soffriranno più delle altre? Che ci saranno pendolari incazzati e il sistema ferroviario in fermento?

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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9 risposte a Morte sui binari/2

  1. Sonia ha detto:

    Purtroppo ogni atto che ciascuno di noi compie comporta delle responsabilità verso altri. Decidere di suicidarsi sui binari è sicuramente un modo irresponsabile di scegliere la morte, tuttavia ce ne sono di peggiori. Penso per esempio a chi apre il gas di casa senza pensare a chi gli abita vicino o magari sopra e sotto. Insomma, pur con il massimo rispetto per il dolore insopportabile che deve aver provato chi è arrivato a non poterne più di vivere, direi che nonostante tutto il suicidio fa ancora parte della vita, sottostà quindi anch’esso alle regole della responsabilità verso gli altri. Certo che l’impiegato, anche se ha detto cose vere, poteva avere un po’ più di riguardo nell’esprimersi.

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  2. felicitamodna82 ha detto:

    Uhm, io sono stata pendolare per 3 anni e mezzo Modena-Bologna e devo dire che se la prima volta avevo reagito come te in questo post, dopo un po’ sono arrivata a pensarla come l’impiegato (o meglio, come un blog goliardicamente mooooolto scorretto che mi diverte parecchio, che ha fatto una sorta di vignetta dal titolo “Muori molesto”). Non so quanti suicidi in quei tre anni di laurea triennale hanno rallentato o bloccato i miei ritmi. Probabilmente una quindicina. Prima o poi al dispiacere per la tristezza e alla morsa al cuore che viene a sentire il controllore che spiegava che “finchè non trovano la testa, non ripartiamo” si sostituisce il calcolo di quello che avremmo potuto fare arrivando puntuali. Egoismo? Sì, sicuramente in buona parte, ma una piccola dose di egoismo è quello che ci permette, alle volte, di sopravvivere. Concordo anche che aprire il gas è un’idea ancora peggiore (non a caso citata nel manifesto “Muori molesto” del suddetto blog). Se io in un breve lasso di tempo sono arrivata a non poterne più, l’impiegato probabilmente è ancora più provato di me – e non dimentichiamo che lui si prende pure i cancheri dei viaggiatori!
    La mia “critica” non esclude un’ammirazione per il blog, da un’ex pendolare modenese 😉

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    • Pendolante ha detto:

      Non sono ancora arrivata al punto che tu scrivi e il fatto che io pendoli dal 14 dicembre 2004, probabilmente indica che ho tempi più lunghi dei tuoi. Fastidio e noia prendono anche me, inevitabilmente, ma ancora sono sovrastati da dispiacere e tristezza. Ma ti do atto che, dopo questa mia piccola indagine, ho elementi in più per non apprezzare i suicidi sui binari … e non.
      Benvenuta sul mio blog. Spero di incontrarti spesso.

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  3. Giovanni Senile ha detto:

    Considero il suicido un atto di estremo egoismo. Ma ciò, finché non coinvolge altre vite umane, non riesce a limitare la mia compassione.

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  4. berbotto piergiorgio ha detto:

    oggi sapete dirmi se si paga ancora ?

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