Il treno che viene dal Sud

Il treno che viene dal Sud di Sergio Endrigo, Dall’album Endrigo, 1967

Il treno che viene dal sud
Non porta soltanto Marie
Con le labbra di corallo
E gli occhi grandi così
Porta gente gente nata tra gli ulivi
Porta gente che va a scordare il sole
Ma è caldo il pane
Lassù nel nordNel treno che viene dal sud
Sudore e mille valigie
Occhi neri di gelosia
Arrivederci Maria
Senza amore è più dura la fatica
Ma la notte è un sogno sempre uguale
Avrò un casa
Per te per meDal treno che viene dal sud
Discendono uomini cupi
Che hanno in tasca la speranza
Ma in cuore sentono che
Questa nuova questa bella società
Questa nuova grande società
Non si farà
Non si farà

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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8 risposte a Il treno che viene dal Sud

  1. Fabio ha detto:

    Endrigo: uno dei più grandi, il più sottovalutato. Poeta popolare nell’accezione più alta. Scusate la mia antica passione per l’uomo di Pola, autore di un paio delle più belle canzoni italiane. Forse più di un paio.

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  2. Fabio ha detto:

    Naturalmente il fatto che tu non conosca le canzoni di Endrigo e io si non fa che rimarcare il divario generazionale ed anagrafico. E questo non e’ carino da parte tua. Comunque per rispondere alla tua domanda direi su tutte ( e sono molte) io metterei “Io che amo solo te” e “Canzone per te” e anche “Te lo leggo negli occhi” (anche se qui il testo credo fosse di Bardotti.)Poi ci sono le meravigliose canzoni per bambini nate dalle collaborazioni con Rodari e Vinicius De Moraes. Piacerebbero senz’altro anche alla tua ragazza.

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    • Pendolante ha detto:

      Non necessariamento si tratta di divario generazionale, magari solo di gusti diversi. Certo, è innegabile che qualche annetto in più tu lo abbia… comunque ammetto che mi hai aperto un mondo. Ti farò sapere. Grazie

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    • Pendolante ha detto:

      Canticchiavo una canzone della ma infanzia alla mia pupattola, Un signore di Scandicci. Vado a cercarle il testo e scopro che la cantava Endrigo, scritta da Rodari. Così come Per fare una albero… e mica lo sapevo io. Devo assolutamente trovare il disco “Ci Vuole Un Fiore” (1974)

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  3. Fabio ha detto:

    Bè, si scherzava. Endrigo è un pò vecchiotto anche per me, ma come ho detto nutro una certa venerazione per quest’uomo. Anche per lo stile con cui ha accettato i lunghi anni dell’oblio senza piegarsi a mode del momento o a squallidi revival. Memorabile l’edizione del Premio Tenco nell’anno della morte quando ogni partecipante cantò una canzone di Endrigo raggiungendo in alcuni casi vette molto alte. Forse rintracciabile nelle teche RAI, io l’ho visto a spezzoni in orari antelucani.

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  4. Fabio ha detto:

    Comunque, restando in ambito ferroviario, se mi posso permettere avrei da suggerirti un titolo che non può mancare sul tuo blog: http://www.youtube.com/watch?v=3rT_zpueZ9k
    Ora, se mi chiedi informazioni anche su Jannacci metti a repentaglio la nostra amicizia quindi…

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