Viaggiatore molesto: a corpo morto

Dal sedile di fronte il tizio mi fissa. Gli occhiali da sole come inutile albi: troppo chiari per nasconderlo e pobabilmente non gliene importa molto. Impegnata in conversazione telefonica, dissimulo, ma quando guardo lo trovo a fissarmi.

Lo lascio sul sedile.

In attesa, sulla pedana davanti alla porta, mi accorgo di averlo dietro e me ne accorgo prima di vederlo, perché lo sento. La mano morta è ormai abitudine consolidata sui mezzi pubblici, ma perché limitarsi a soddisfare la propria mano quando si ha un intero corpo a disposizione? Così il simpatico giovanotto mi si struscia addosso, ma con prudenza: sfiora, lambisce, tocca appena ma è proprio questa leggerezza che suggerisce l’intenzione perché l’urto occasionale è altra cosa … oltre al fatto che siamo solo in 5 a dover scendere e nulla giustifica tale intimità.

Cos’è che spinge un uomo a palpeggiare una donna furtivamente su un mezzo pubblico, nella ressa, nascostamente? Quale desiderio soddisfa? Perché non considera, questo gentiluomo, che il suo gesto non provoca solo fastidio, ma è un’aperta violenza all’intimità di un altro essere umano. E perché la “mano morta”, molestia a tutti gli effetti, è ormai considerato italico gesto, segno di apprezzamento, tanto simpatico che si creano sedili di design (vedi foto) che vi alludono goliardicamente?

Ora, io non mi sono rivolta alla polizia, non ho malmenato il “signore” in questione e nemmeno mi sono voltata scandalizzata prendendolo a male parole. Ho semplicemente scartato a sinistra frapponendo tra me e lui un altro viaggiatore e sono scesa dal treno. Ho sbagliato. Avrei dovuto denunciare questo galantuomo, perché non facendolo ho tollerato una violenza che in altri paesi non sarebbe accettata. Sin dall’infanzia le piccole italiane sono abituate a subire questo tipo di amorevoli attenzioni. Ho ricordi che risalgono alle scuole elementari di bambini che assediavano la più “dotata” della classe. Non ricordo però l’intervento di insegnanti, di genitori, di bidelli che spiegassero quanto quell’atteggiamento fosse sbagliato e lesivo della dignità della bambina e anche dei bambini che lo mettevano in atto. Magari ho vissuto l’infanzia nella preistoria e qualche giovine sotto gli “anta” può consolarmi dicendomi che ora le cose sono cambiate. Fatto sta che questa consolista tradizione, ha reso le donne italiane troppo tolleranti. Rivalutiamo l’intransigenza verso parole, azioni e anche solo allusioni che mettano il nostro genere/sesso davanti alla nostra individualità. Così facendo gli “sporcaccioni” (parola cara alla mia nonna, ora caduta in disuso) avranno vita più difficile, non avendo nemmeno più rappresentanti al Governo.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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9 risposte a Viaggiatore molesto: a corpo morto

  1. Fabio ha detto:

    Non vorrei essere troppo pessimista, e forse, come diceva Allen, non ne so abbastanza per essere incompetente, ma ho l’impressione che in questo campo le cose siano addirittura peggiorate. L’educazione sentimentale degli adolescenti ha subito un brusco arresto. Ora l’approccio con l’altro sesso è un mix fra Jersey Shore, Uomini e Donne e Youporn. Tre istituzioni in cui il ruolo femminile non è esattamente dignitoso. Certo si può dare la colpa alla televisione, a internet, a Berlusconi ma secondo me quello che impressiona è vedere padri incapaci di essere tali, aridi di valori ed esempi, che perpetuano una visione dell’universo femminile e dei rapporti sessuali e sentimentali che una volta era relegata a certe conversazioni da bar oltre una certa ora. Adesso è tutto sdoganato, anche a livello di linguaggio e non sono sicuro che sia tutto questo progresso.

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    • Pendolante ha detto:

      Non so se è solo colpa dei padri, ma certo i “papi” hanno fatto la loro parte, istituzionalizzando un femminile mercificabile e mercificato. E le madri che hanno sollecitato le figlie a diventare merci, sono state poi da meno? Certo è che gli ultimi anni (20 forse, una generazione) hanno impoverito gli italiani non solo economicamente, ma culturalmente (con l’accezione più ampia) e la TV ha fatto la sua parte. Ma si sta qui generalizzando e quello che risalta, forse, lo fa solo perchè è l’eccezione (speriamo non la punta dell’Iceberg). Quel che è certa è la preoccupazione di chi ha delle figlie da far crescere e non da lanciare sul mercato, perchè le merci sono una proprietà e le proprietà si possono maltrattare, vendere, eliminare. Ogni mese E-il mensile di Emergency, pubblica una rubrica, “casa dolce casa”, due intere pagine di “femminiccidi” italiani. Qualcuno si chiederà come siamo arrivati da una palpata di sedere su un treno a questi estremi. Io il nesso lo vedo chiaro: se sei oggetto da palpare, lo sei anche da violare, e pure da eliminare. Spero di essere smentita.

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      • Fabio ha detto:

        In verità non credo che questo sia il problema. Almeno non quello che intendevo. Malgrado ora sia di moda dire il contrario le violenze sessuali in Italia sono in costante calo negli ultimi 10 anni. Non era il dibattito del momento che volevo innescare. Probabilmente essere il genitore maschio di mezza età di una figlia adolescente non mi garantisce una visuale lucida della situazione. Ma l’agonia morale dei possibili partner sentimentali di mia figlia, la sfera dei sentimenti totalmente inaridita, la pochezza interiore inevitabilmente speculare alla pochezza lessicale, piu’ che spavento mi provocano tristezza. E voglia di metterla su un aereo e mandarla in un paese, forse in un continente, con un orizzonte meno meschino e asfittico. In quanto poi alla creazione di questi nuovi ¨mostri”, quando avremo finito di dare la colpa al solito papi, alle sue televisioni, magari un sano esame di coscienza, anche e soprattutto a sinistra non sarebbe male.
        Poi, magari, se è una bella giornata di sole, uno va dal suo barman preferito, che il gin ce lo mette, e si fa un bel Negroni. E l’umore migliora, di solito.

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        • Pendolante ha detto:

          Non credo nemmeno io che questo sia il problema, credo solo che “questo” lo alimenti. Come giovane genitrice di una bambina di 5 anni vedo spesso, a scuola o nei parchi, l’inconsistenza educativa, l’assenza genitoriale e l’anarchia emotiva a cui sono costretti questi piccoli esseri senzienti che, allo sbaraglio, fanno quello che possono. Ma se nessuno gli insegna il rispetto per l’altro, se non gli diciamo che esiste la compassione, la solidarietà, l’empatia, che il più forte si deve occupare del più debole, non mangiarselo. Se non gli insegniamo a capire i motivi dei loro gesti, se non li spingiamo all’introspezione, o anche “solo” al pensiero (magari anche critico) se non … be, allora, quando sarò mamma di mezza età di una figlia adolescente le comprerò un biglietto aereo per il Canada. Io andò al bar a farmi un Negroni. e ci troverò la sinistra ubriaca da molto, molto tempo.

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  2. Fabio ha detto:

    A questo punto mi sento in colpa per averti contagiato di pessimismo totale globale. Ci vorrebbe una bella canzone. Che ne dici di Pippo Franco?

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  3. tizio ha detto:

    bè oddio hai descritto poco realisticamente la realtà!i bambini che si toccano alle elementari è normale,sono curiosi,io stesso ricordo in prima di una mia compagniuccia che mi palpo non vi dico dove e poi ogni qualvolta c’èera una festa a casa di qualcuno le bambine volevano sempre esibirsi in uno striptease che per fortuna le mamme riuscivano a evitare,ma quella è un altra cosa,non ha nulla a che fare con i pervertiti!fai piu attenzione non puoi dire che un bambino che vai in prima elementare è un maniaco,se no sfioriamo il ridicolo!

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    • Pendolante ha detto:

      Non sostengo affatto che i bambini siano maniace, anzi. Hanno giuste curiositá e vogliono esplorare. Ma ai genitori spetta il compito di moderare le loro pulsioni in modo da renderle socialmente accettabile. Come dici, appunto, le mamme che insegnano a non spogliarsi in pubblico. Senza creare tabú ma facendo capire ai piccoli che c’é un modo, tempo e luogo giusto.

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  4. Pingback: Riflessione spot | Pendolante

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