Capricci sul binario

Percorre tutto il tragitto verso la banchina trascinando con una mano un trolley e con l’altra un maschietto di 4 anni che per tutto il cammino si divincola, urlando “mi fai male!”. Dietro a lui, la moglie trascina un altro trolley e una bambina di un paio d’anni. In silenzio entrambe.

Arrivati sul binario i genitori piazzano, letteralmente, i figli sulla panchina. La piccola, vi si arrampica quieta, il bimbo smette finalmente di urlare, ma subito inizia un mantra ossessivo: “voglio-la-macchinina, voglio-la-macchinina, voglio-la-macchinia …”.

La madre fissa il vuoto, il padre, sbuffando, gli comunica che non avrà il suo gioco e, per quietarlo, gli mette saggiamente in mano il suo IPhone. Il piccolo, ritiene che il nuovo aggeggio sia utile per far risuonare la panchina metallica come un vibrafono e inizia quindi la sua carriera di musicista in erba, senza smettere di invocare la macchinina. Visto fallire il proprio tentativo, il padre estrae dallo zaino della moglie l’ambito giocattolo, la porge al figliolo e con ripicca rivendica il proprio telefono che sparisce in una tasca. Il piccolo musicante riprende quindi le proprie attività sulla panchina, senza troppi turbamenti, ma presto irrompe nuovamente con un “voglio-il-mostro, voglio-il-mostro, voglio-il-mostro …”

Ma quel che è troppo è troppo. Il padre a quel punto si irrigidisce e nega assolutamente la possibilità di avere contemporaneamente il mostro e la macchinina e, nel contempo, rovista nello zaino della moglie chiedendole, a bassa voce, dove sia il mostro. L’arrivo del treno gli evita l’ennesima figura da pirla davanti agli astanti. La famiglia si mette in moto, pronta a salire: la madre afferra la piccola che, docile, le si consegna, il padre richiama il figlio che “non voglio camminare!”. “E mica devi camminare, dobbiamo solo salire sul treno” chiosa, con fermezza il genitore, felice di avere l’ultima parola.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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4 risposte a Capricci sul binario

  1. julka75 ha detto:

    Reblogged this on Io viaggio in treno… purtroppo and commented:
    Ecco, ci voleva un post di alleggerimento, dopo gli ultimi tempi di devastazione, ritardi e scioperi! Si ringrazia Pendolante.

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  2. FMF ha detto:

    Un fantastico esempio di fermezza e decisione!
    Argomento, ahimè, già affrontato pochi post fa. Questo bel mondo dei padri/genitori, (molti, per fortuna non tutti), latitanti, come latitanti sono i famosi “no che aiutano a crescere”… È molto più comodo così, il quieto vivere tenta, (anche se in questo caso mi sembra che quel padre prima si rovini comunque il fegato per poi cedere subito dopo; il problema è, mi sembra, che così non crescono i figli e non crescono neanche i padri…

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  3. aaqui ha detto:

    Sull’argomento treno e suoi frequentatori ti segnalo
    http://plus1gmt.wordpress.com/2012/05/09/scusi-scendo/

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