Incidenti di percorso

Lasciandomi alle spalle la stazione, con solerzia, ma assonnata , pedalo verso il lavoro sulla pista ciclabile/pedonale. Una macchina in partenza dal parcheggio, mi investe gettandomi contro un platano.

“Mi scusi, stavo guardando il cartello, per capire se potevo uscire”. E intanto usciva.

Recuperando colore e dignità, raccatto anche il contenuto della borsa, sparso sul marciapiede, quando un’ambulanza, in corsa, lì si ferma.

“Serve aiuto? sta bene? La carichiamo?”

No grazie, tutto bene. Ma la bici è messa male e vedendola quelli insistono. Io resisto e per convincerli a desistere ammicco loro dicendo che lavoro in ospedale e, nel caso, so dove andare.

“A be’ se lavora in ospedale saprà senz’altro come sta!”

Sarà scontato che lavorando in ospedale io sia un sanitario…

“E’ un’infermiera?”

Sarà scontato che essendo donna io sia infermiera…

Loro vanno, l’investitore rimane. Considerato il danno minimo gli propongo di non incomodare i vigili (ben felice) ma di rimborsarmi le scarpe nuove, sventrate dall’incontro col marciapiede e la riparazione della bicicletta la cui ruota anteriore ha perso la sua forma originale.

Il tizio accetta e mi accompagna al lavoro, visto che sono scalza. La bici è abbandonata, ferita, attaccata ad un palo. Mi verrà riconsegnata dal camioncino degli elettricisti dell’ospedale, improvvisati ambulanzieri, che hanno assistito al mio patetico tentativo di trasportarla. Un compiacente negozio di scarpe mi fornisce sandali sostitutivi, uno scortese meccanico mi aggiusta la bicicletta e un dispiaciuto automobilista sborsa un cifra a soli 2 zeri per una distrazione che poteva costargli ben di più… e anche me.

Per chi si preoccupasse sottolineo che quest’episodio è avvenuto l’estate scorsa, la bicicletta sta bene e ha riacquistato la sua antica ruggine, l’automobilista si fa curare in altro ospedale per scongiurare il rischio di incontrarmi, l’ambulanza continua a trasportare i feriti veri e gli elettricisti, ogni volta che mi vedono, ricordano l’aneddoto ridendo.

Oltre il danno, la beffa.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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3 risposte a Incidenti di percorso

  1. apierri ha detto:

    tu che lavori all’ospedale, ci avrei un dolorino alla spalla che mi si ripercuote sul braccio…
    ho sbagliato nel votare il tuo post (volevo fare cinque stelle ma sono impulsiva e mi è partito il mouse…forse per colpa del dolorino di cui sopra)
    un bacio
    angie

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  2. julka75 ha detto:

    Ho riequilibrato il voto di apierri con 5 stelle. Adesso la media è accettabile.

    "Mi piace"

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