Povero treno

Povero treno, di Edoardo Bennato, dall’album Se Son Rose Fioriranno, 1994.

 

 

La notte era ancora li
quando lei uscì di casa
pensando solo alla sua fuga
tu ce l’avevi messa tutta
per portarla fin su a Torino
dove il suo amore l’aspettava

Povero treno, povero treno, povero treno

E quelle faccie così vissute
siciliani lontani un miglio
che tu portavi così a nord
che più a nord non si può
e quelli andavano per tornare
un Natale si e un Natale no

Povero treno, povero treno, povero treno

Povero povero povero te
che hai viaggiato per tanto tempo
e stai ancora viaggiando
povero povero povero te
che continui a sentirti sempre
cittadino del mondo

Povero povero povero te
che hai sognato per tanto tempo
e stai ancora sognando
povero povero povero te
che continui a sentirti sempre
cittadino del mondo

Lasciarsi dietro quei dialetti
le case con i letti
e quella luna che era la
saltare tutte le frontiere
le differenze le paure
colpire al cuore le città

Povero treno, povero treno, povero treno

Povero povero povero te
che hai viaggiato per tanto tempo
e stai ancora viaggiando
povero povero povero te
che continui a sentirti sempre
cittadino del mondo

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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