Da dietro le persiane

photo by Filippo Maria Fabbri

Il treno è fermo, in attesa, proprio davanti casa. La stazione è poco distante, troppo vicina. Abito una periferia che si affaccia sui binari, o i binari sulla periferia, non è chiaro.  Il caldo torrido di metà pomeriggio fa vacillare binari e vagoni ma oggi non è fastidioso, non tedia. Mi veste piuttosto, incantevole e seduttivo, in un vuoto di pensieri. Accaldato il mio corpo insorge, si anima, è inebriato, rifiuta l’anonimato. Si vuole esibire, mostrare e quel treno, lì fermo, è platea immobile e mansueta. Ogni mio pensiero ora è estraneo al mio quotidiano pudore d’esistere.

M’avvicino alle persiane, le accosto appena, lasciando entrare la luce che mi investe con l’aria afosa di pianura.

Mi ritraggo con timore, ma poi indugio e mi avvicino nuovamente. Il ventilatore muove le tende, spostando l’aria, a bloccare il respiro e il sudore sulla schiena.

Spio all’esterno e mi pare che una sagoma, dietro un finestrino del treno, vi si accosti guardando me. Ma è solo un attimo, poi il treno riparte.

…  dall’altra parte della persiana …

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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7 risposte a Da dietro le persiane

  1. Melusina ha detto:

    Ti aspettavo. Storia di un incontro sfiorato, storia della vita. Mi piace il tuo mondo.

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  2. Sonia ha detto:

    Il caldo disinibisce, il corpo vuole uscire, che gli importa dei limiti consueti, l’imperativo è vivere, d’estate lo si fa a persiane e occhi socchiusi.

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  3. ladonnacamel ha detto:

    Bellissime tutte e due le versioni, son suggestioni impalpabili come i miraggi che si vedono là in fondo, tremolanti per il gran caldo.

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  4. Pingback: Dietro le persiane | Pendolante

  5. Pendolante ha detto:

    Un grazie cumulativo ai vostri commenti, gratificanti e attesi.

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  6. tiZ ha detto:

    due aspetti dello stesso istante e quella sensazione di poter sbirciare “se stessi” per un attimo … idea affascinante.

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