L’uomo del treno

L’uomo del treno (L’homme du train). Film francese del 2003 di Patrice Leconte.

  • Sceneggiatura: Claude Klotz
  • Scenografia: Ivan Maussion
  • Montaggio: Joëlle Hache
  • Suono: Paul Laine, Dominique Hennequin, Jean Goudier
  • Musica: Pascal Esteve
  • Costumi: Anne Perier

Una commedia dolce/amara dove alle risa si accosta una tristezza di fondo. Al loquace professore che sogna da sempre l’evasione dalla monotonia del quotidiano, si contrappone il silenziosissimo ladro, che vorrebbe fermarsi in un posto mettere radici. Da sempre l’erba del vicino è sempre più verde… Il treno qui non è solo il mezzo che avvicina due persone, permettendo loro di incontrarsi e sognare ognuno la vita dell’altro, ma rappresenta anche il viaggio del cambiamento e dell’incontro dell’altro da sé, della vita che non si è vissuta. E’ sequenza iniziale e finale del film.

Trama

In una piccola cittadina della provincia francese due uomini si incontrano casualmente: uno è Milan un avventuriero di passaggio giunto in città per rapinare la banca locale, l’altro è Manesquier, un professore in pensione. Tutti e due aspettano il sabato come un giorno cardine per le loro vite future, tutti e due devono far passare il tempo fino ad allora, tutti e due sono soli ed innamorati del sogno di una vita diversa, ambedue invidiano la reciprova vita, i due diventerenno amici. Per una strana coincidenza del destino, Manesquier verrà operato proprio mentre Milan compie la rapina. Ma finirà male per entrambi: il ladro verrà ferito a morte, il professore avrà una crisi cardiaca sotto i ferri. Un attimo prima di morire, i due, in una sorta di scambio telepatico, fingeranno di vivere ognuno la vita dell’altro.

Interpreti

  • Jean Rochefort: Professor Manesquier
  • Johnny Hallyday: Milan

Remake

Ne è stato fatto un remake nel 2011, una coproduzione Irlanda-Canada. Ambientato in Ontario, Man On The Train è diretto da Mary McGuckian, interpretato da Donald Sutherland e Larry Mullen Jr (degli U2) che ne ha curato le musiche insieme a Simon Climie, oltre ad esserne il produttore. Non l’ho visto e non vi so dire nulla su questo film che non ho trovato disponibile in italiano. Vi rimando quindi alle recensioni della rete.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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10 risposte a L’uomo del treno

  1. Fabio ha detto:

    Dato che mi hai virtualmente nominato correttore di bozze devo rilevare un piccolo (bè, non tanto piccolo) refuso. Il caldo fa brutti scherzi. Un giorno poi ci racconti il criterio con cui scegli i film. Casuale, mi sembra di capire.

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    • Pendolante ha detto:

      Che termine diplomatico “refuso”… i refusi mi perseguitano. Rilevato e corretto, grazie assai. Non ho criteri per la scelta dei film, non voglio fare una classifica di gradimento perché se da un lato il gradimento è sempre personale, dall’altro questo implicherebbe un lavoro a monte di scelta dei film che io invece faccio quando ho tempo. Poi mi diverto a frapporre generi e stili… e stupidaggini a serietà. Ma qui manca il tuo commento al (ai) film…

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      • Fabio ha detto:

        Veramente il giudizio sul film era implicito nella domanda, ma evidentemente il sarcasmo era troppo velato. No, scherzo. In verità un film discreto, di un regista francese abbastanza atipico, imperniato sulle due belle facce di Rochefort e Halliday. Uno ci mette la classe, al secondo basta mettere la faccia, che oltralpe e’ vero oggetto di venerazione malgrado il tempo che passa.

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  2. plus1gmt ha detto:

    gran bel film!

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  3. julka75 ha detto:

    Ho amato molto L’uomo del treno (l’originale, perché il remake mi sono rifiutata di vederlo, per principio). Mi ricordo bene un commento, poco prima della visione. Ero con un amica, a cui non avevo minimamente accennato la nazionalità del regista. Non appena partono i titoli di testa, commenta ‘ma è un film francese!’. Non appena viene inquadrato il nome della stazione in cui scende Milan, il suo secondo commento è ‘non solo è un film francese! È anche ambientato in Francia!’.
    Per mia fortuna il film le è piaciuto, altrimenti non sarei qui a parlarne…

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  4. julka75 ha detto:

    Reblogged this on Io viaggio in treno… purtroppo and commented:
    Consigli cinematografici a tema

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  5. Sonia ha detto:

    Un bel film, un po’ triste e molto francese… ma che ci posso fare: io adoro i film francesi!!! 🙂

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