Distrazioni mattutine

Corinne, Tif, Josiane, Nina… leggere i loro badges mi è costo la vista, ma ora so come si chiama chi mi prepara il caffè del risveglio, al bar della stazione di arrivo. Sono tutti di diverse nazionalità, nessuno italiano, sebbene le possa solo intuire dai tratti somatici, o dall’accento perché raramente mi fermo a parlare, per la fretta mia e l’impegno loro. Ma sono volti familiari che è bello ritrovare ogni mattina; una routine che tranquillizza, che rasserena, che certifica che tutto è “al suo posto” e che la giornata lavorativa può iniziare.

Gli avventori, del bar, quelli no, non sono mai gli stessi perché di solito chi scende dal treno con me tende ad uscire dalla stazione, non a starci dentro e chi sale sul treno, a quell’ora, o è pendolare (ritardatario) in senso inverso al mio o è viaggiatore occasionale. Così, nel tempo dell’attesa e del sorseggio del caffè, ho un punto di vista privilegiato su varia umanità.

Stamane, al mio fianco, un uomo è in attesa della sua ordinazione. Nelle nebbie della sonnolenza fissa lo sguardo nel vuoto, assumendo quell’espressione assente di chi è perso in sé stesso. In quelle condizioni si tendono a fare gesti automatici, non ponderati e spesso inconsapevoli. Così l’uomo alza entrambe le mani appoggiandole sul petto, sulla sua Lacoste verde, lasciandosi andare a un paio di carezze indolenti. Poi le sue mani scendono a stringere i capezzoli tra pollice e indice, solo per qualche secondo, ma sufficiente ad essere notato e proseguono accarezzando gli addominali. A onor del vero non credo sia cosciente dei suoi gesti; è come se fosse ancora nel suo letto, sveglio da poco, a ripetere una gestualità mattutina intima, privata. A quel punto la mia tazzina è vuota ma mi attardo a sorseggiare l’aria per vedere la conclusione di quel rituale, interrotto però dalla barista che lo risveglia dal suo torpore. Le mani dell’uomo abbandonano il proprio corpo per afferrare la colazione e portarla al compagno di viaggio, seduto al tavolino.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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Una risposta a Distrazioni mattutine

  1. Sonia ha detto:

    Non c’è che dire, se avevamo ancora dubbi sul fatto che le stazioni sono terra di nessuno e che perciò tutti ci si sentono anonimi, questa testimonianza ce li toglie definitivamente!

    "Mi piace"

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