Viaggio attraverso l’impossibile

Viaggio attraverso l’impossibile (Voyage à travers l’impossible). Francia 1904. Realizzato interamente da Georges Méliès, Genere: Fantastico. Film muto di 14 minuti.

  • Regia: Georges Méliès
  • Soggetto: Georges Méliès dai lavori di Adolphe d’Ennery e Jules Verne
  • Sceneggiatura: Georges Méliès
  • Fotografia: Georges Méliès
  • Effetti speciali: Georges Méliès

Visionario e fantastico. I primi soggetti dei film continuano ad essere i viaggi, immaginari o reali che siano e il treno, come innovativo e rivoluzionario mezzo di spostamento, è sempre presente. Questo mirabile film è composto a “quadri” o a “stazioni”, singole inquadrature fisse dove si svolge una scena: alcune durano pochi secondi, altre alcuni minuti e sono spesso singoli episodi.

Trama

Il professor Craziloff (da “crazy”, una sorta di scienziato pazzo) ha brevettato un mezzo che raduna tutte le conoscenze in fatto di trasporto (treno, auto, mongolfiera, sottomarino, ecc.). Con questo organizza uno straordinario viaggio con alcuni compagni, tra i quali un giovane assistente pasticcione. Dopo una tappa in Svizzera, il convoglio usa una montagna come trampolino e arriva in cielo, dove viaggia tra stelle di cartone, animate da avvenenti ballerine. Infine giunge nientemeno che sul Sole. Da qui, dopo alcune avventure, il gruppo riparte tuffandosi verso la terra, dove sprofonda nel mare con la cabina sommergibile, e dove fa un incontro con un mostro marino; infine approda a un porto, dove il gruppo viene riconosciuto dalla popolazione locale e, facendo festa, rientra trionfalmente in città. 

Interpreti

  • Georges Méliès: Mabouloff o “Craziloff”
  • Fernande Albeny
  • Mau de Lavergne
  • Jeanne d’Alcy

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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2 risposte a Viaggio attraverso l’impossibile

  1. Sonia ha detto:

    Veramente “crazy”!!! Soprattutto uscire tutti illesi da una castrofe ferroviaria con tanto di incendio e correre ad abbracciare gli altri. La MERAVIGLIA, proprio quella dei bambini, qui c’è tutta. Mi sono spesso chiesta, senza risposta, se anche l’umanità, intesa nel suo insieme, abbia delle età paragonabili a quelle delle singole persone, infanzia, adolescenza, giovinezza, maturità, vecchiaia… morte? Mah. Se sì, direi che l’epoca dei Méliès era decisamente l’infanzia, ora siamo piuttosto in piena adolescenza: depressi, inutilmente aggressivi e incapaci di gestirci e di capire come risolvere i problemi.

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    • Fabio ha detto:

      Probabilmente perché era anche l’infanzia del cinema. C’era tutto l’entusiasmo degli inizi. Tutto da inventare, tante strade da percorrere. Melies poi era mezzo genio mezzo fanfarone, aveva un passato di illusionista che utilizzo’ spesso per inventare trucchi da utilizzare sul set. Se ricordo bene giro’ più di 1000 film, quasi tutti andati perduti. Giusto l’omaggio di un altro genio, Martin Scorsese, nel recente “Hugo Cabret” che, suppongo, entrerà di diritto in questa rubrica.

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