Viaggio in treno con suspense

Stefano Malatesta (a cura di). Viaggio in treno con suspense. Ed. Giano, 2012. Collana Nerogiano, p. 128. € 12,00

Solitamente presento libri scritti da pendolari, non solo per interesse ma perché la letteratura ambientata sui treni è talmente ampia da essere impresa titanica tenerne le fila. Ma questo libro presenta racconti originali, scritti appositamente per questa raccolta voluta da Stefano Malatesta, il cui intento era quello di “recuperare il racconto del treno classico, profumato di mistero e di imprevisto”. L’ho letto d’un fiato perché ogni storia è godibile e ben scritta, ogni autore ha espresso momenti e condizioni differenti. Lo consiglio ai viaggiatori, ma non solo. Un’immagine di treni d’epoca precede ogni racconto e non mancano le citazioni storiche, letterarie e cinematografiche. A tal proposito lascio una nota personale a Taccuino22: nel racconto Noccioline, di Vieri Razzini, c’è un omaggio a Wallace e al suo Infinte Jest.

Dal sito dell’editore: I treni hanno qualcosa di magico, un potere evocativo che trascende le distanze. Mezzi di trasporto sempre antichi e sempre moderni, hanno attraversato i tempi e le fantasie di intere generazioni, lasciandosi alle spalle una densa scia di emozioni. Salire a bordo di un treno significa partecipare a una vicenda collettiva e, molte volte, inaugurare un nuovo capitolo della propria storia. Un mosaico di narrazioni che questa raccolta riproduce – con misure e colori differenti – attraverso i racconti di autori celebri e di professionisti della scrittura, impegnati in una corsa all’inseguimento dei propri ricordi e della propria immaginazione, nel tentativo di fermare sulla carta il mistero che ogni viaggio porta con sé. Così, nel racconto di Andrea Camilleri il treno è un miraggio che si materializza al termine di una rocambolesca gincana sulle polverose strade di Agrigento. Quello ricordato da Giovanni Fasanella è l’Italicus, il convoglio della tragedia, fatto saltare il 4 agosto 1974 dai membri di un’organizzazione neonazista. Per Raffaele La Capria è uno splendido fotogramma di viaggio: un dialogo senza parole, una lettura, un pensiero che fugge via ad alta velocità. Per Stefano Malatesta è il mezzo che consente a un giovane gentiluomo di una delle più grandi famiglie del Regno Unito, W. Ch., di prendere parte all’ultima carica a cavallo del ventunesimo lancieri condotta sullo stile classico napoleonico. Per Dacia Maraini il treno è un vagone ristorante battuto da una pioggia ostinata, all’interno del quale si consuma l’incontro notturno tra un’elegante signora e un uomo tanto affascinante quanto pericoloso. Per Dante Matelli è lo scenario di una corsa adrenalinica, una tradotta toscana che corre verso la libertà. Per Vieri Razzini è la presenza importuna di una strana coppia che apparentemente ha deciso di farla finita. Per Sandro Viola è, infine, l’eco di una dorata gioventù dietro cui si annida la violenza della realtà.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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2 risposte a Viaggio in treno con suspense

  1. aaqui ha detto:

    Grazie per la dritta. Metto la raccolta in cima alla pila di libri sul mio ormai virtuale comodino.

    "Mi piace"

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