L’Inghilterra torna in terza

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In questa settimana ho parlato di Classe diverse volte; riprendo l’argomento riportando questa notizia, di una decina di giorni fa. Ve ne presento due diverse versioni:

E in Inghilterra torna la “terza classe”

Tratto da Il Corriere del Ticino del 14 novembre 2012.

È stato lord John Richard Attlee – nel corso di un’interrogazione parlamentare – a diffondere la notizia che ha suscitato un bel po’ di reazioni stizzite tra molti viaggiatori che in questo periodo denunciano un aumento di ritardi e disfunzioni: le Ferrovie Britanniche si apprestano a reintrodurre la terza classe. Questo, almeno, è quanto ha lasciato intendere il politico conservatore che per ironia della sorte è pure nipote del Clement Attlee, premier laburista eletto nel 1945, il cui governo nazionalizzò proprio le Ferrovie. Non sono bastate le accorate smentite e i frettolosi aggiustamenti di tiro di ministero e Ferrovie secondo i quali si è deliberatamente mistificata la realtà: pure Hansard, il repertorio degli atti parlamentari, ha registrato la discussione tra lord Attlee e chi lo interrogava, con il titolo: “Ferrovie, viaggi di terza classe”. Il Dipartimento dei trasporti ha provato a insistere nello smentire, ma niente da fare: lettori inferociti del Daily Mail si sono ironicamente chiesti perché le ferrovie “non faccino viaggiare direttamente le persone sui tetti dei treni” e hanno amaramente convenuto che comunque “nulla cambierebbe, visto che già si viaggia in terza classe”.I sindacati hanno immediatamente bollato l’iniziativa sostenendo che in questo modo “si spostano le lancette indietro di 50 anni”. In effetti, l’eliminazione della terza classe dai treni britannici data proprio dal 1956, dopo che per decenni gli inglesi erano stati costretti a viaggiare in piedi su carri scoperti, senza luce e privi di qualsiasi comodità. Nel 1846 una legge aveva imposto alle ferrovie di dotare di tetto i carri di terza classe. E a meta del secolo scorso le cose si erano normalizzate, quando la seconda classe era divenuta la ‘standard’, prendendo di fatto il posto della terza.Proprio ieri uno studio di un osservatorio laburista sulla situazione dei pendolari britannici suonava campane a morto per la categoria, affermando che di media ciascun pendolare perde almeno 75 minuti al giorno (equivalenti a cinque settimane l’anno) per andare e tornare dal lavoro e che in questo quadro le donne sono come al solito più disagiate.

Effetto crisi sui treni, Inghilterra verso il ripristino della terza classe

Tratto da Il fatto quotidiano
di Daniele Guido Gessa | 16 novembre 2012

Nel Regno Unito alcune compagnie ferroviarie stanno pensando di reintrodurre la terza classe e una di queste lo ha già chiesto ufficialmente al Dipartimento dei Trasporti. Così, complice la crisi economica e complici tariffe sempre più alte, per una parte dei cittadini britannici con meno risorse sarà presto disponibile una modalità molto “basic”, come si usa dire in Gran Bretagna, di viaggiare. Carrozze ferroviarie senza fronzoli e senza troppe comodità, ma prezzi sicuramente ridotti, per consentire a chiunque di prendere un treno. Così, se andare e tornare da Londra a Edimburgo, in treno, può arrivare a costare anche 400 sterline, quasi 500 euro, per un biglietto comprato all’ultimo momento, presto sarà possibile abbattere questa spesa, almeno secondo le intenzioni di compagnie come la First, una delle tante che si spartiscono il network britannico. La privatizzazione delle ferrovie, voluta fortemente e ottenuta dall’ex primo ministro degli anni Ottanta e primi Novanta, Margaret Thatcher, si appresta così a percorrere una nuova tappa. Quella del viaggio concesso anche a chi non ha il denaro nemmeno per un normale biglietto standard.I sindacati, tuttavia, sono in allarme. I gruppi organizzati di viaggiatori e pendolari, allo stesso modo, sono sull’attenti. Bob Crow, leader dell’RMT, il principale sindacato dei trasporti, intervistato dal Telegraph, è stato il più duro: “Era dal 1956 che non vedevamo la terza classe sui nostri treni. E sinceramente non ne sentivamo la mancanza. Sapevamo già che questo governo stava picchiando forte sull’occupazione, sul welfare e sui diritti civili delle persone. Ma ora anche queste decisione, che ci riporta indietro agli anni Cinquanta e alle diseguaglianze tipiche di quel periodo”. Ma il Dipartimento dei Trasporti ha tenuto a precisare: “Il governo di David Cameron non ha intenzione di reintrodurre la terza classe”, suggerendo tuttavia che la richiesta, forte, arriva dalle compagnie ferroviarie. “Per noi – ha proseguito il portavoce del dipartimento – la classe normale è quella standard e siamo aperti solo a proposte che tendano a migliorare il servizio”.I gruppi organizzati di viaggiatori, come ad esempio Passenger Focus, non sono comunque rimasti soddisfatti dalle risposte governative. “Già oggi – spiega un comunicato congiunto – è difficile trovare un posto a sedere sul treno e solo la metà dei pendolari è soddisfatta dal servizio offerto dalle compagnie ferroviarie. Aggiungere una terza classe significherebbe aggiungere un terzo livello di complessità, di cui sinceramente non ne sentiamo il bisogno. Oggi abbiamo la necessità, invece, di investimenti a lungo termine, che migliorino il servizio, la puntualità e la frequenza dei nostri treni”. Le associazioni di pendolari sono contrarie anche all’introduzione di una classe intermedia, fra la standard e la business, altra opzione al vaglio del Dipartimento dei Trasporti e prospettata da alcune compagnie. Più o meno quanto avviene in altri Paesi europei, in alcuni dei quali è possibile avere fino a quattro classi di viaggio diverse. Anche in Italia la prima, timida privatizzazione in atto ha portato a nuove modalità di viaggio e a tariffe molto diverse fra loro.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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10 risposte a L’Inghilterra torna in terza

  1. julka75 ha detto:

    Caspita. In Inghilterra si perdono in media 75 minuti al giorno per andare e tornare dal lavoro in treno e viene considerata un’enormità di tempo. Se perdessi 75 minuti al giorno tra andare e tornare, lo considererei un guadagno nella qualità della vita…

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  2. Niko ha detto:

    Sì, avevo già sentito parlare del progetto “terza classe”… non credo che verrà mai ripristinata o ricreata in modo mistificato. Credo che il governo Inglese attuerà una riduzione significativa delle tariffe..
    Buona domenica, Carissima 🙂

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  3. Giovanni Senile ha detto:

    “faccino”?!?
    Ma chi l’ha scritto l’articolo? Filini?!? 😀

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  4. fausto ha detto:

    In effetti io impiego 90 minuti (o poco più) per fare andata – ritorno in treno + piedi + bici. E considero questa cosa un miglioramento eccezionale, dopo 15 anni di ingorghi demenziali. La terza classe qui da noi esiste già: è costituita dai carrozzoni che viaggiano a portiere aperte in mezzo ad una bufera di neve su e giù per la Pianura Padana.

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    • Pendolante ha detto:

      Non posso che essere d’accordo. Ma io vedrei il lato positivo della questione:le Ferrovie Italiane ci tengo a mantenere la popolazione viaggiante giovane e in buona salute, per questo ci tempra cercando la temperatura ottimale di refrigerazione.
      Buon viaggio

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