La tranquilla normalitá del camposanto

imageNel mio quotidiano percorso ferroviario, tra città e campagna, incontro due cimiteri di paese. Sfrecciano veloci accanto al treno nella loro ovvia immobilità, ma mi piace pensare che siano loro ad allontanarsi da me e non io a sfuggire loro.

Arginati da alte mura che separano due mondi, nascondendo ai vivi quello dei morti, questi due piccoli cimiteri non turbano solitamente il mio viaggio perché, se li vedo, sono rapide immagini in dissolvenza. Ma oggi il treno ha fatto una di quelle inspiegabili soste in mezzo al nulla e il mio vagone si è fermato proprio davanti al piccolo camposanto. Sorto di fianco al greto del fiume, a poche decine di metri dal basso argine, in una inspiegabile collocazione soggetta a esondazioni, le sue mura disegnano un’insolita figura geometrica: un parallelepipedo con una sporgenza acuta che punta verso le rotaie. Sembra un balloon, una nuvoletta spigolosa di un fumetto moderno, con lumini al posto delle parole.
La posizione soprelevata del treno, inerpicato sulla massicciata, mi dà una vista privilegiata dell’interno. Così eccomi a spiare dall’alto quelli che furono, radunati in poche cappelle private coi nomi di famiglia a caratteri graziati, fiori secchi o finti, ceri elettrici più o meno luminosi.
Sono le 7.30 del mattino, sto andando al lavoro e dovrei forse rattristarmi nel guardare un cimitero, al limite darmi a pensieri scaramantici, invece mi appare rassicurante nella sua familiarità  la solita architettura, il simbolismo conosciuto, i resti di rituali condivisi… Un pezzo di casa, insomma. La normalità che non inquieta.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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10 risposte a La tranquilla normalitá del camposanto

  1. supercaliveggie ha detto:

    A me i cimiteri, quelli raccolti, un po’ decadenti, alle periferie dei piccoli paesi, sono sempre piaciuti…

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  2. filippomariafabbri ha detto:

    Bellissima scrittura, bellissima levità. si sente davvero un grande senso di pace. (sempre fuori da facili battute)

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    • Pendolante ha detto:

      E non ti pago nemmeno per scrivere queste cose… grazie

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      • Fabio ha detto:

        Il solito familismo all’italiana. Piuttosto mi corre l’obbligo di rilevare un altro refuso. Tu e la tastiera ultimamente litigate un po, mi sembra. Comunque bello il pezzo, io confesso che quando mi capita li visito i piccoli cimiteri, specialmente quelli di montagna. Ci si possono raccogliere storie incredibili, o anche solo immaginarle.

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        • Pendolante ha detto:

          Ma se non lo dici tu io non lo svelo mica che è mio marito… e con la tastiera litigo spesso, soprattutto con quella dello smartcoso, ma tu non capisci i francesismi… la “s” non si legge..
          Nei cimiteri ho raccolto gran parte della storia della mia famiglia e comunque danno il senso della Storia

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  3. In un certo senso riportano con i piedi per terra e nella terra … che è comunque casa nostra.

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