Cafè Express

cafè expressCafé Express. Film italiano, di Nanni Loy del 1980.

  • Soggetto: Nanni Loy, Elvio Porta
  • Sceneggiatura: Nanni Loy, Elvio Porta, Nino Manfredi
  • Produttore: Franco Cristaldi, Nicola Carraro
  • Musiche: Giovanna Marini

Il film ha ricevuto il Nastro d’Argento (riconoscimento assegnato annualmente dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani a partire dal 1946) per il migliore attore protagonista e per il migliore soggetto.

Sul treno notturno per Napoli si ritrovano viaggiatori occasionali, operai pendolari,  militari che rientrano in caserma, amanti, ladruncoli, finti preti, pie suore che scrutano incontri amorosi, piccoli truffatori e maneggioni, famiglie di ritorno dal funerale di un loro congiunto pagato dal “buon padrone” che lo ha sfruttato, in nero. L’Italia degli anni ’70, non molto diversa da quella di oggi che, in più, ha solo una miseria multietnica. Un’Italia che sopravvive, fatta di gente più o meno ai margini della società, che vive di lavoro o di espedienti, come il venditore abusivo di caffè, protagonista di questa pellicola. Abusivo per necessità, ma onesto e di buon cuore. E alla fine, il buonismo all’italiana vince sul senso del dovere di tutti i preposti, dai controllori all’alto Ispettore del Ministero e quello che rimane, in fondo, è l’umanità, la solidarietà tra povera gente che forse sì, quella un po’ si è perduta perché nessuno vuole più essere “povera gente”. Bella la scena dei due che, invalidi l’uno al braccio destro, l’altro al sinistro, si lavano a vicenda l’unica mano valida. E l’italianità di questo film sta tutta nella battuta:”Voi siete cattolico? No, sono disoccupato”.

Trama

Michele Abbagnano è un invalido di mezza età che per sopravvivere e mantenere il figlio quattordicenne in un collegio, si improvvisa venditore abusivo di caffè viaggiando clandestino sulla tratta ferroviaria notturna da Vallo della Lucania a Napoli. Il film narra delle sue vicissitudini e degli espedienti per sbarcare il lunario mentre è braccato dalla polizia ferroviaria e da un gruppetto di ladruncoli che lo vorrebbero come complice coatto per consumare i loro borseggi.

Interpreti

  • Nino Manfredi: Michele Abbagnano
  • Adolfo Celi: Ispettore capo Ramacci Pisanelli, del Ministero dei Trasporti
  • Vittorio Caprioli: Improta (capo dei borsaioli)
  • Vittorio Mezzogiorno: Diodato Amitrano detto ‘o pazzo (borsaiolo)
  • Antonio Allocca: Califano (borsaiolo)
  • Silvio Spaccesi: Giuseppe Sanguigno (capotreno)
  • Gerardo Scala: Nicola Scognamiglio (controllore raffreddato)
  • Luigi Basagaluppi: Vigorito (controllore ubriacone)
  • Giovanni Piscopo: Cazzillo (figlio di Michele)
  • Gigi Reder: Antonio Cammarota (portantino ospedaliero)
  • Maurizio Micheli: Il ragioniere
  • Clara Colosimo: Imprenditrice Valmarana
  • Vittorio Marsiglia: Picone, concessionario napoletano dell’imprenditrice
  • Marzio Honorato: Ferdinando
  • Tano Cimarosa: Panepino, Maresciallo della Polfer
  • Marisa Laurito: Liberata
  • Lina Sastri: Suor Camilla
  • Leo Gullotta: Imbastaro, passeggero strabico
  • Ester Carloni: La vecchia passeggera
  • Nino Terzo: Zappacosta, capostazione di Vallo della Lucania
  • Italo Celoro: Operaio con mignolo fasciato
  • Franca Scagnetti: Passeggera che esce dal bagno
  • Nino Vingelli: un ladruncolo travestito da prete, conoscente di Michele

Inoltre

Il soggetto nasce sul successo della miniserie televisiva Viaggio in seconda classe (1977), ideata sempre da Nanni Loy; una candid camera tra gli scompartimenti dei treni italiani, di cui parlerò più ampiamente nel post di domenica 30 dicembre.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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