L’ultimo

Bambini-in-fila-indianaLa fila allo sportello per fare l’abbonamento è stranamente lunga. Ho strategicamente scelto la fine di dicembre, nonostante le ferie, contando sul deserto in stazione. Ma pare che, come per le partenze intelligenti di agosto, tutti abbiano sviluppato strategie diversive che, in fin dei conti, non lo sono poi tanto. Ormai ci sono e tanto vale munirsi di santa pazienza e aspettare il mio turno; se non altro non devo prendere nessun treno. Mi accodo quindi alla fila più corta con l’aspettativa di un’attesa minore, ma sono certa che la legge di Murphy sarà rispettata anche questa volta e mi toccherà vedere le altre file smaltirsi rapidamente mentre io pianterò radici, per un qualsiasi problema a vostra scelta.

Al mio ingresso nella coda la coppia davanti a me, si volta a guardarmi. La bambina che stringe la mano della madre si illumina di gioia e urla “Mamma guarda, non siamo più le ultime!” La madre ne conviene ma la bambina non è ancora soddisfatta e sottolinea felicemente l’evento più volte. Questo getta nuova luce sulla mia posizione che io avevo considerato soltanto in termini di attesa, ma ora mi è ben chiaro che non è tanto il tempo che devo passara ad aspettare, quanto la posizione dalla quale aspetto ad essere importante. Gli occhi trionfanti della bambina me lo confermano e il suo atteggiamento gongolante sottintende commiserazione per me.

Non passa molto che viene anche il mio turno di abbandonare l’ultima posizione, soppiantata da un nuovo venuto, ma la cosa non mi da nessun sollievo visto che i miei tempi di attesa non si sono minimamente accorciati, ma sono sconcertata dal trionfo della bambina che, già in tenera età ha assimilato che essere ultimi è da evitare in ogni modo ma, in fin dei conti, non ha fatto altro che gridare al mondo che il re è nudo.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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