Interviste Pendolanti – Diario di un Pendolo agreste

giovannisenileEccoci al secondo appuntamento con le interviste pendolanti. Oggi scopriamo Giovanni Senile, o forse Nerdanderthal, che nel suo Il Pendolo. Diario di un pendolante, si presente come un bucolico viaggiatore, che dal paese di Agreste si sposta nella città di Millemondi. Ma non fatevi ingannare: non è un ingenuo campagnolo ma un abile creatore di identità virtuali, osservatore di realtà reali e viaggiatore pieno di sorprese.

Da dove vengono il tuo nickname e il tuo avatar?

Nerdanderthal è un nick precedente al mio blog: è nato per alcuni forum di informatica che frequento per lavoro e per passione. L’avatar con gli occhiali tipicamente nerd è una diretta conseguenza del nickname.
Ad essere sinceri anche Giovanni Senile non è il mio nome vero: è uno pseudonimo nato qualche anno fa, quando mi sono imbarcato nella scrittura di un libro (impresa poi lasciata in sospeso). Lo pseudonimo vuole un po’ essere un omaggio a quello che era il mio gruppo musicale preferito, i Fiamma Fumana, e alla loro cantante Silvia “Fiamma” Orlandi, che si definiva “giovane antica”, definizione in cui mi ci rivedo molto.

Come nasce il tuo Blog?

Il Pendolo nasce in realtà circa cinque anni fa su carta: ho un taccuino pieno delle prime impressioni della mia vita da pendolare. Ne volevo fare un libro di racconti ma nel trascriverlo su computer mi sono reso conto che stava, quasi da solo, diventando un blog.

Perché e come prendi il treno?

Prendo il treno per lavoro.
Abitavo in una città – quella che nel blog è Millemondi – ma, quando è nata la mia prima figlia, io e mia moglie abbiamo deciso di spostarci in un posto più a misura d’uomo (e di bambino): un paesino vicino, che nel blog chiamo evocativamente Agreste.
Il treno ogni giorno colma la distanza tra Agreste e Millemondi: mezz’ora all’andata e mezz’ora al ritorno.
E’ una linea regionale non gestita da Trenitalia: ha i suoi difetti ma, in confronto a tante esperienze che sento di altri pendolari in giro per l’Italia, posso considerarmi un privilegiato.

Come passi il tempo sul treno?

Leggo e scrivo, soprattutto. E spio gli altri naturalmente: i loro dialoghi e le copertine dei loro libri, soprattutto.

Qual è Il miglior libro da treno?

Non credo ci siano letture più o meno adatte sul treno. Finora ho letto di tutto, da libri di informatica a trattati di politica, da romanzi a riviste. Una compagna fissa è la rivista Internazionale ma non è certo l’unica. Grazie ad un Kindle da qualche mese posso leggere anche i miei blog preferiti, tra cui naturalmente ci sono Pendolante e Vita da pendolare.
Se poi devo consigliare un libro a pendolari che scrivono, non posso non citare “Corto viaggio sentimentale” di Italo Svevo: l’ho letto da poco ed è delizioso. Penso che ne parlerò presto nel blog.

Cosa attrae maggiormente la tua attenzione negli altri pendolari?

L’apparente normalità.
Generalmente non mi colpiscono gli “alternativi”; mi colpiscono quelli in giacca e cravatta, quelli con i calli alle mani, gli universitari chini sui libri, gli stranieri.
Quelli che apparentemente sono anonimi ma che a guardare bene portano con sé particolari che fanno intuire tutto un mondo da scoprire.
Come dice una bella canzone dei Mercanti di Liquore: “Stelle comuni, nessuno se ne cura, ma proprio grazie a loro la notte è meno scura.”

Come influisce il pendolarismo sulla tua vita?

I treni che mi ospitano ogni giorno sono addirittura citati nei ringraziamenti della mia tesi di laurea. Ho due figli piccoli e un lavoro a tempo pieno fin da prima di laurearmi: solo grazie alla parentesi di un’ora regalatami dal pendolarismo sono riuscito lo stesso a dare gli ultimi esami, laurearmi e anche studiare la teoria per la patente automobilistica (che ho preso con quasi vent’anni di ritardo rispetto alla media).
Libero ormai da università e autoscuola, ora posso considerare questa parentesi come un momento da dedicare interamente a me e a ciò che mi piace.

Se non scrivessi di pendolari, scriveresti ugualmente?

Scrivo da quando andavo alle elementari, su carta o su tastiera. E non ho intenzione di fermarmi.
Quasi sempre sono comunque riuscito più a fare “schizzi” che vere e proprie storie e in fondo la cosa non mi dispiace del tutto.
Rispetto ad esperienze passate, con Il Pendolo sono almeno riuscito a dare una certa continuità alla cosa: ogni lunedì mattina c’è un post nuovo, tranne che nei periodi delle feste comandate.
Per il momento questo “obbligo” che mi sono auto-imposto è piacevole e stimolante. Quando smetterà di esserlo si vedrà.

– – – – –
Interviste pendolanti – Pendolo fiorentino

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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25 risposte a Interviste Pendolanti – Diario di un Pendolo agreste

  1. Giovanni Senile ha detto:

    Ehi, grazie mille! Sei sempre troppo generosa di complimenti.
    Ancora grazie! 🙂

    "Mi piace"

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