Cover-boy

Cover_boyCover-boy. L’ultima rivoluzione. Film italiano del 2006 di Carmine Amoroso.

  • Soggetto: Carmine Amoroso
  • Sceneggiatura: Carmine Amoroso, Filippo Ascione
  • Produttore: Augusto Allegra, Giuliano Gamba, Arturo Paglia
  • Produttore esecutivo: Isabella Cocuzza
  • Casa diproduzione: Filand, Paco Cinematografica
  • Distribuzione(Italia): Istituto Luce
  • Fotografia: Paolo Ferrari
  • Montaggio: Luca Manes
  • Musiche: Marco Falagiani Okapi
  • Costumi: Alessandro Bentivegna

cover bot trenoMolte cose si possono dire di questo film e sicuramente quelle attinente ai treni sono le meno interessanti. Ma credo che il regista, scegliendo il treno come mezzo con cui il protagonista intraprende il viaggio verso una vita migliore, dalla Romania all’Italia, voglia sottolineare non solo che il giovane immigrato non ha nessuna intenzione di illegalità, ma anche fare un richiamo alle nostre migrazioni interne degli anni ’50-’60, allargando i confini nazionali a quelli europei. Lo spaesamento del protagonista all’arrivo alla stazione Termini non deve essere molto diverso da quello dei meridionali italiani in arrivo nelle grandi città del nord.

Più volte, in questo film, la stazione viene presentata come luogo e metafora dello smarrimento, della solitudine, ma anche come luogo di ritrovo, di opportunità, un  punto di partenza. La stazione è anche ritrovo per disperati, per chi, la notte, non sa dove andare, per chi cerca non solo un rifugio per dormire ma anche un bagno per lavarsi, pulirsi, mantenere una dignità anche quando è allo sbando… al di là della finzione cinematografica, incontro quotidianamente un uomo che dorme in stazione e che dai bagni esce rasato, pulito, pettinato, pronto ad affrontare la giornata come chi esce di casa… Ma oltre queste considerazioni, personali e ferroviarie, c’è un film da vedere per tutt’altri motivi e ve lo consiglio vivamente.

Trama

Ioan, 23 anni, convinto da un amico, lascia la Romania per cercare fortuna in Italia. Alle spalle lascia gli episodi della sua infanzia legati alla rivoluzione rumena e alla morte del padre. Dopo un lungo viaggio in treno dove l’amico viene bloccato dalle guardi di frontiera, Ioan arriva a Roma dove, vive qualche giorno da sbandato per poi rifugiarsi alla Stazione Termini. Qui incontra Michele, lavoratore precario di una ditta di pulizie che ha in appalto la pulizia della stazione. L’uomo lo ospita e se ne innamora anche se il ragazzo sembra non accorgersene. La loro vita non è semplice: il precariato del quarantenne italiano Michele, non appare migliore della situazione del ventitreenne Ioan, immigrato irregolarmente. I due sognano di aprire un ristorante in Romania ma mentre la vita di Ioan è ad una svolta, grazie all’incontro con una fotografa di moda, quella di Michele va a rotoli.

Premi

  • Festival Politico di Barcellona 2007: miglior film
  • Med Film festival 2007: miglior film
  • Mostra del Cinema di Valencia 2007: migliore attore (Luca Lionello), migliore fotografia
  • Premi Sergio Leone 2007: miglior film
  • Transilvania International Film Festival 2007: migliore attore (Luca Lionello)
  • Est Film Festival 2008: Arco d’oro – miglior lungometraggio, Arco d’argento – premio del pubblico
  • Candidato italiano per il premio Oscar al miglior film straniero (poi vinto da Gomorra).

Interpreti

  • Eduard Gabia: Ioan
  • Luca Lionello: Michele
  • Chiara Caselli: Laura
  • Francesco Dominedò: Mimmo
  • Gabriel Spahiou: Florin
  • Luciana Littizzetto: padrona di casa

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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6 risposte a Cover-boy

  1. supercaliveggie ha detto:

    Interessante! Ma il ragazzo rumeno che interpreta Ioan è lo stesso che interpreta un personaggio molto simile ne L’industriale, di Montaldo!

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  2. Fabio ha detto:

    Non potendo postare nessun commento al film, perchè probabilmente è passato al 7B in un martedì sera di agosto in proiezione unica quindi mi deve essere sfuggito, mi limito a rimarcare la presenza del protagonista in questo sito specializzato: http://www.gritalia.net/pisellostupendo/2008/03/piselli-famosi-eduard-gabia.html
    Ora, io non sono un esperto, ma da quel poco che si vede nelle foto è una presenza usurpata.

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    • Pendolante ha detto:

      Bastano un paio di scene di nudo perché al volto del protagonista si preferiscano altre parti anatomiche. Il film è anche citato in diversi siti gay perché la tematica è presente, anche se non dominante. Ma etichettare i film può rendergli un buon servizio come pessimo, a seconda dei punti di vista, io quindi consiglio davvero di vederlo, magari qualche seconda visione di periferia farà una rassegna di ferragosto

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  3. ladonnacamell ha detto:

    Non so se il film è bello o no, di certo la tua presentazione lo rende affascinante.

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