Sibilo

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[Racconto non pendolare]

Mi accompagna sin da bambina. Non ricordo esattamente la prima volta, ma so che da allora la gente si è chiesta sempre la stessa cosa e si é data spiegazioni molteplici, a seconda della situazione, del luogo o della fantasia. La mia famiglia certo lo sa e non ci fa più caso ma per molto tempo mia madre ha cercato valide giustificazioni per chetare l’altrui curiosità. Al parco guardava per aria additando fantomatici aerei, al supermercato svitava bevande gassate per confondere le acque, in banche e uffici si scusava per un millantato raffreddore che le faceva fischiare il naso. Col tempo poi ha lasciato a me il compito di giustificare quel prolungato e sinistro sibilo che mi usciva dal sedere.
Mi hanno portata da ogni sorta di specialista, sottoposta ad una multitudine di esami, mi hanno persino fatta segnare e se non fosse stata per la militanza comunista di mio padre, mi avrebbero portata anche dal prete. Ho sperimentato ogni sorta di dieta, terapia convenzionale e alternativa, fino all’agopuntura ma nulla è servito. Continuo ad emettere sibilanti peti inodore.
Capirete che la mia vita sociale non ne ha tratto giovamento. Il mio zaino scolastico era pieno di fischietti e palloncini da sgonfiare spernacchiando con cui dissimulavo il mio disturbo. La mia paghetta settimanale veniva spesa per farne scorta visto che gli insegnanti me ne sequestrato almeno tre al giorno. I primi tempi passavo per una burlona poi i compagni cominciarono ad evitarmi e il preside mi mandò a casa i Servizi sociali, con grande disappunto dei miei genitori.
Il periodo delle superiori fu il peggiore. Mi feci esonerare da ginnastica perché l’attività fisica moltiplicava, con gli sforzi, anche le mie produzioni sibilanti. Arrivai persino a chiedere al dentista di estrarmi un dente sano per poter emettete un fischio nel parlare, una zeppola genuina. Ma quello si rifiutò e io lo simulai per tutta la durata del liceo.
All’Università andò meglio. Non frequentavo le lezioni e solo agli esami mi trovavo a contatto con la gente. Ma lí bastava muovere la sedia o strisciare i piedi per coprire le mie emissioni.
Il mondo del lavoro mi aprí nuove fantasiose vie per dissimulare. Stampavo centinaia di pagine inutili, fotocopiavo all’inverosimile e lsnciavo chiamate dal mio cellulare per far squillare sempre un telefono. Ma quello spreco non passó inoservato e venni presto invitata a licenziarmi.
La mia vita amorosa, poi é stata un disastro. Il primo bacio lo diedi con un risucchio rumoroso perché l’agitazione mi smosse dentro e il mio sibilo aumentó d’intensità. Le cene a lume di candela erano fuori discussione e i miei incontri li organizzavo in locali chiassosi o discoteche. Facevo sesso con musica assordante ma non durava mai per più di un paio di incontri. Venivi irrimediabilmente e vergognosamente scoperta.
Ora sono felice. Ho finalmente trovato la mia dimensione. Faccio interviste di gradimento ai pendolari, sui treni regionali, per conto di una società affiliata a Trenitalia. Ho un bellissimo rapporto con un uomo meraviglioso. Fa il capotreno e ci incontriamo ogni giorno sulla tratta Firenze-Roma. Facciamo sesso solo sui treni in corsa e mai una volta lui mi ha chiesto “cos’è questo sibilo?”

——-

Questo racconto partecipa all’EDS (Esercizi Di Scrittura) de La donna Camel Cos’è questo rumore  (I 5 sensi) come pure:

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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18 risposte a Sibilo

  1. filippomariafabbri ha detto:

    Peti letterari… Meraviglioso

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    • Pendolante ha detto:

      Per quanto lo possano essere i peti… Mi è anche scappato il dito sul “mi piace” mentre dallo Smartphon condividevo su Facebook il post… qualcuno sa come si toglie un “mi piace” che non volevo mica auto incensarmi…

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  2. ladonnacamell ha detto:

    Ma che bello! Surreale e magico, hai scritto un raccontino extraterrestre!🙂

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  3. MaiMaturo ha detto:

    Quoto in pieno LDC: surreale e magico. Mi hai fatto divertire; brava!

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  4. Melusina ha detto:

    Ma come ti è venuto in mente??? Son qua che non so più come smettere di ridere :-))

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  5. lillinachLillina ha detto:

    Rido anche io….
    Però mi permetto di fare un appunto, sappiamo che le regole di LDC non sono ferree e che infrangerle non è reato però….. dov’è finita la seconda persona singolare?
    E lo so che noi tutti non siamo Calvino! Pareva facile questo esercizietto alla cara LDC, però bastava poco per perdersi!
    Non volermene.

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  6. Pingback: Il pallone

  7. romanalacuoca ha detto:

    Posso dire che qualcuno l’ho sentito anch’io ,bello il racconto! meno i sibili…..

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