Frammenti di umanitá pendolare/4

Lapshin Nikolaj Dalla serie metropolitana di mosca, La fermata Paveleckaja Kol'cevaja 1952

Lapshin Nikolaj Dalla serie metropolitana di mosca, La fermata Paveleckaja Kol’cevaja 1952

Le otto del mattino. Sulla panchina del primo binario un uomo fa colazione; da una sporta estrae formaggio, wurstel e cipollotti dispensando morsi ora all’uno, ora agli altri.
Gli passo davanti in compagnia d’una arruffata chioma biondo platino che mi precede fino al nostro binario. A ben guardare quello strano gatto arrototolato su una testa, appare bicolore e scopro essere un bizzarro cappello con visiera. Una rivisitazione in chiave moderna del cappello di procione del Comandante Mark, dei Lupi dell’Ontario, eroe del fumetto bonelliano che leggeva mio padre quando ero bambina.

All’arresto del treno la massa in attesa non fa eccezione alla principale consuetudine, nonché sport d’elezione, dei viaggiatore da stazione: la ressa. Tutti si stringono davanti alla porta senza lasciare nemmeno un varco per il passaggio.
La prima che tenta di scendere é un’anziana con borsone che nella pendenza acquista spinta e travolge il tizio in polposition per la salita. La signora, imbarazzata dall’accaduto, reagisce inveendo: “Fate spazio, lasciate scendete, insomma!”. L’investito non si fa intimorire e restituisce le grida: “Non spinga eh signora! Ma guarda che roba! Giusto perché ha settantanni non le dico niente. Perché io c’ho rispetto dei vecchi”.
Il concetto di rispetto sarà questione di opinione…
Superata la calca, guadagnato un posto nel vagone, il viaggio ha inizio, ma sento come uno sciacquio continuo, un defluire d’acqua in un rivolo insomma un suono anomalo per il contesto. Se il mio cervello ha qualche lentezza nell’identificarlo come l’originale, fastidiosa suoneria di un cellulare, il mio corpo reagisce in un repentino bisogno di urinare. Acqua chiama acqua. Come se non bastasse la vicina sente l’impellente bisogno di aggiornare qualcuno telefonicamente sulla sua gastroenterite: sintomi, diagnosi, terapia. Poi, evidentemente sollecitata, cambia radicalmente argomento: “Sai, io ero in reggiseno e mentre le ballerine facevano l’inchino con i costumi d’epoca io non potevo mica. Avevo paura che si vedesse tutto. Poi quella é gente strana e io ho prefetito dormire da sola”.

In effetti dormire con gente strana è sempre sconsigliabile.

Alla fermata successiva un uomo si accomoda con un’enorme valigia che ingombra il passaggio. Non stonerebbe affatto su un peschereccio; un capitano col viso segnato, lo sguardo lontano, la cuffia da marinaio insomma la versione seria della pubblicità tonno. Parla da solo. “Basta America. 7 anni in giro per il mondo, ora basta! Cambiamo continente”. Per un momento sono tentata di sollecitarlo al racconto, ma non ne ho il coraggio e mi rimane la curiositá di saperne di piú, di frugare nella vita di un altro.

—————-

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
Questa voce è stata pubblicata in Storie di banchina, Storie di treno e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

10 risposte a Frammenti di umanitá pendolare/4

  1. stravagaria ha detto:

    Io vorrei saperne di più anche della signora che si accompagnava alle ballerine in costume d’epoca. Le frasi colte in sé e per sé, estrapolate da un contesto comprensibile, hanno qualcosa di onirico e misterioso…

    "Mi piace"

  2. Miss Fletcher ha detto:

    Questo sì che è osservare e raccontare le persone!
    Mi è sembrato di essere lì con te 🙂

    "Mi piace"

  3. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 08.04.13 | alcuni aneddoti dal mio futuro

  4. Fabio ha detto:

    Certo, colazione con formaggio, wurstel e cipollotti alle otto di mattina. E a mezzogiorno…topi morti (cit.)

    "Mi piace"

  5. Veronica Adriani ha detto:

    “In effetti dormire con gente strana è sempre sconsigliabile”. Verissimo: è il motivo principale per cui a volte non ho il coraggio di addormentarmi in treno 🙂

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...