Il viaggio

La calura era insopportabile anche con l’aria condizionata funzionante e il viaggio sembrava troppo lungo ancora da affrontare. Unico refrigerio il modesto spostamento d’aria provocato dallo sventolio del biglietto ferroviario. Viaggiavo in un vagone semi-vuoto, gli occhi chiusi per concentrarmi su quell’alito d’aria calda, le gambe aperte a non far toccare le cosce. La distanza tra le numerose stazioni locali era insopportabilmente breve e il treno fermava troppo spesso per godere almeno del rollio del viaggio. Nessuno scendeva, nessuno saliva. Solo uno spossato e sudato capo treno. All’ennesima partenza mi addormentai per svegliarmi non so quanto dopo, destata da un cambiamento lieve ma sufficiente: il sedile vuoto davanti me si era, senza sorpresa, popolato di una figura appena ammiccante, quasi sorridente. Un disagio conosciuto e confortante mi fece richiudere gli occhi e i successivi dieci minuti li passai a sbirciare tra le palpebre la sua presenza. Poi mi abbandonai all’insistenza di quella smorfia e mi sveglia definitivamente. Non una parola ci scambiammo, non un saluto, eppure condividemmo una bolla di afosa esistenza sospesa a bordo di un treno. Guardarci non ci turbava, i nostri spazi non potevano essere meno privati, più condivisi. Gocce di sudore colavano dal viso fino alla scollatura, la mia e la sua, respiri profondi a ricercare aria i nostri, gambe abbandonate incapaci di compostezza. Solo una mano per ciascuna si muoveva ad agitare improvvisati ventagli da cui entrambe, caparbiamente, tentavamo di trarre giovamento. Scese alla fermata prima della mia e mi lasciò da sola, incapace di risvegliarmi da quella indecente simbiosi.

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Questo racconto partecipa all’EDS (Esercizi DI Scrittura) della esigentissima La Donna Camel: Il sesto senso, con:

Il dono di Maimaturo

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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31 risposte a Il viaggio

  1. stravagaria ha detto:

    Mi ha incuriosito il tuo riferimento all’esigentissima blogger che ha promosso l’EDS e sono andata a vedere le regole. Credo che quando ci dicono di non usare una certa parola, proprio quella continui a riproporsi nel nostro cervello…

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  2. ladonnacamell ha detto:

    Una storia evanescente e sensuale, sono esigentissima ma tu sai come soddisfarmi 🙂

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  3. Miss Fletcher ha detto:

    Un racconto perfetto, sembra di esserci su quel vagone, brava!

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  4. Pingback: Mercoledì

  5. *cla ha detto:

    L’atmosfera è così dettagliata e precisa che mi sembra di essere lì, ma è l’una meno dieci di notte, ho appena fatto una doccia fredda e sentirsi lì non è affatto un bene, ehehe!
    Complimenti!

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  6. lillinachillina ha detto:

    Prenoto un biglietto….ma vale per qualsiasi tratta quell’effetto?

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  7. Elena ha detto:

    Complimenti per il tuo blog!!!

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  8. Dario ha detto:

    da due settimane, e ancora fino a fine mese, pendolo anch’io… concordo “Meglio leggerlo che esserci” 🙂

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  9. Melusina ha detto:

    “indecente simbiosi” è un suggello notevolissimo. Per me hai reso ottimamente un concetto indefinibile come l’in-definizione, che in fondo è fatta solo di atmosfere. Che brava che sei!

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  10. Pingback: Gli obliterati: Il viaggio | Pendolante

  11. Affy ha detto:

    Capperi è difficile non scrivere una parola … è proprio quella che poi ti salta in testa!
    Il racconto mi è piaciuto molto, brava. 🙂
    Un abbraccio da Affy

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  12. alicejaneraynor ha detto:

    Ciao ^^
    Complimenti per il racconto! Riesci a trasportare il lettore su quel vagone e purtroppo anche nelle pessime condizioni che quel viaggio comporta!
    Davvero complimenti ^^
    Leggerò con piacere altre tue storie 🙂

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  13. Lucky ha detto:

    Ti faccio i complimenti per il racconto. Riesci a trascinare dolcemente il lettore nella location e riesci davvero a comunicare quello che vuoi dire.

    Già che passo di qua approfitto per lasciarti il link della mia categoria principale e ti invito a dare una letta a tempo perso a qualche mia storia. Ogni commento e recensione, cattiva o positiva è sempre ben accetta.
    https://afreeword.wordpress.com/category/5-words-for-one-story/
    Scrivo una storia a settimana partendo da 5 parole che uno sconosciuto mi da.
    Ti aspetto nel mio blog e intanto ti lascio il follow visto che sono sicuro troverò piacere a leggerti anche in futuro

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  14. Lisa Agosti ha detto:

    Bello! Potente e sensuale.

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  15. tiptoetoyourroom ha detto:

    Mi è venuto caldo a leggerlo! Non potevi postarlo in inverno?
    Ciao 🙂

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