I Viaggi di Giovannino Perdigiorno

Con l’ultima domenica di agosto si chiude lo spazio dedicato alle filastrocche di Gianni Rodari. Non ne ho trovate altre sui treni, ma vorrei concludere con I viaggi di Giovannino Perdigiorno. Non potendo trascriverli tutti, presento solo gli incipit, perché Giovannino non lesina certo sui mezzi di locomozione e visita mondi davvero speciali, sebbene in ognuno trovi qualcosa che non lo convince: gli uomini di zucchero non hanno sale in zucca, quelli di ghiaccio non hanno cuore, sul pianeta fanciullo i bambini hanno troppa paura di crescere e nel mondo degli uomini a vento tutti vanno nella stessa direzione…

Per chi non conoscesse queste filastrocche, consiglio di leggerle per intero e di farle leggere a figli e nonni; ne esistono diverse edizioni.

Giovannino Perdigiorno         Giovannino i_viaggi_di_giovannino_perdigiorno_1_2

Giovannino Perdigiorno
viaggiando in elicottero,
arrivò nel paese
degli uomini di zucchero
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando in accelerato,
capitò senza sospetto
sul pianeta di cioccolato
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando in carrozzone,
capitò nel paese degli uomini di sapone
Giovannino Perdigiorno.
Viaggando a casaccio,
capitò nel paese
degli uomini di ghiaccio
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando in cavallo a dondolo,
capitò nel paese
più elastico del mondo
Giovannino Perdigiorno, 
con tempo piovoso
sbarcò da un’astronave
sul pineta nuvoloso
Giovannino perdigiorno,
viaggiando in supersonico
capitò nella capitale
del pianeta malinconico
Giovannino Perdigiorno
viaggiando per trastullo;
capitò con sorpresa
sul pianeta fanciullo
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando in su e in giù,
capitò nel paese
degli uomini più.
Giovannino Perdigiorno
viaggiando sempre in quarta,
capitò nel paese
degli uomini di carta.
Giovannino perdigiorno,
viaggiando col suo sacco,
capitò nel paese
degli uomini di tabacco
Giovannino Perdigiorno
tra Salamnca e Saronno,
capitò dormicchiando
nel paese senza sonno
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando in bastimento
capitò nel paese
degli uomini a vento
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando da qui a lì,
capitò per combinazione
nel paese dei “ni”.
Giovannino Perdigiorno
Ha perso il tram di mezzogiorno
Ha perso la voce, l’appetito,
ha perso la voglia di alzare un dito,
ha perso il turno,
ha perso la quota,
ha perso la testa (ma tanto era vuota),
ha perso le staffe,
ha perso l’ombrello,
ha perso la chiave del cancello,
ha perso la foglia,
ha perso la via:
tutto è perduto fuorché l’allegria.
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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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4 risposte a I Viaggi di Giovannino Perdigiorno

  1. stravagaria ha detto:

    Mi ricordavo solo l’ultima. Questi viaggi credo di non averli mai letti neppure quando ero bambina, saranno sfuggiti alla ricerca attenta di mia mamma che adorava Rodari. 😉

    Mi piace

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