Occasioni mancate

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Scendendo dal treno col nonno, un bambino si stupisce di arrivare in luogo simile a quello di partenza. Il nonno gli spiega che “Le stazioni sono tutte uguali, più o meno“, ma credo abbia mancato un’occasione per iniziarlo all’attenzione per i particolari, perché le stazioni non sono tutte uguali.

Certo,  ci sono treni, binari e banchine, ma già gli edifici di servizio raccontano storie diverse. Alcune architetture sono ottocentesche, altre in stile fascista, altre ancora moderni intrecci di acciaio e vetro. Ci sono stazioni che pullulano di vita, mentre altre sembrano il capolinea del mondo, alcune curate, alcune fatiscenti. E andando oltre l’architettura che c’è chi saprebbe parlarne meglio di me, anche la fauna che popola le stazioni è diversa. Non voglio confrontare le grandi stazioni delle metropoli con quelle di provincia, ma io che bazzico soprattutto queste, vedo la differenza. Facendo attenzione si può capire quali città hanno un percentuale di migranti elevata e quali meno, quali sono sede di ospedali o carceri, quali hanno industrie che portano pendolari da fuori (a proposito, leggevo giusto ieri un post di Plus1gmt). Persino il grado di benessere di una città si può intuire dalla sua stazione.

Chi scende da un treno proprio in quella stazione, ha sempre un motivo per farlo, pare ovvio, ma che vada a lavorare, studiare, trovare amici o parenti o fare visita a un malato, si porta appresso il bagaglio della sua esistenza nell’abbigliamento, nei gesti, nell’attività o inattività dell’attesa, nelle domande fatte o risposte date. Capire chi frequenta una stazione significa capire in che tipo di città ci si trova. Ci sarebbe materiale di studio per antropologi, sociologi, etnologi, fin anche per studiosi del folclore. 

Non credo che le stazioni siano tutte uguali.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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12 risposte a Occasioni mancate

  1. stravagaria ha detto:

    Hai ragione sulle stazioni e ancor più sul nonno: non è mai troppo presto per stimolare i bambini ad osservare il mondo, già ci pensano i giochi moderni ad appiattire la loro curiosità 😉 …non tutti e non sempre ma spero si capisca cosa intendo

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  2. chissà, un giorno quel bambino magari leggerà “se un notte d’inverno un viaggiatore”, e si stupirà se la stazione d’arrivo sarà anche solo vagamente somigliante alla stazione di partenza.
    che bel post. forse non volevi metterceli, ma trovo tanti bei significati di vita oltre a quello immediato.

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    • Pendolante ha detto:

      Un’amica mi ha fatto una critica costruttiva sui miei post. Mi ha detto che spesso n8n sono esplicita nello scrivere ciò fhe voglio esprime, che do’ troppe cose per scontate e che rischio di non farmi comprendere da chi mi legge. In parte ha ragione, ma credo anche che chi ha orecchie (o occhi, in questo caso) per intendere…

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      • Sonia ha detto:

        Spesso non sei esplicita e dai per scontate troppe cose quindi rischi di non farti comprendere da chi legge? Meno male che la tua amica ha detto “spesso” e non “sempre”, si è trattenuta per amicizia? Una vera amica… 😉

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        • Pendolante ha detto:

          Il concetto è che a volte si pensano cose che paiono banali (a noi che le pensiamo) e quindi si pensa che non valga la pena approfondirle, a volte nemmeno esplicitarle. ad esempio, se non avessi sentito questo nonno fare l’affermazione di apertura del post, non avrei mai pensato che qualcuno potesse ritenere tutte uguali le stazioni

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  3. Miss Fletcher ha detto:

    Le stazioni non sono tutte uguali e danno davvero un quadro di un luogo e di una città.
    Lo stesso vale per gli aeroporti, secondo me.
    Ricordo di essere rimasta affascinata da quello di Copenaghen, lindo, bianco, con i marmi chiari…stavo persino per perdere l’aereo solo perché gironzolavo lì dentro!
    Bel post Pendolante, ricco di spunti per riflettere e pensare.

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  4. plus1gmt ha detto:

    Ma alcune sono più uguali delle altre. Comunque la mia preferita è “Piano orizzontale dei Giovi”, anche solo per il nome, giuro che esiste.

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  5. skip ha detto:

    sì le stazioni sono diverse e ,osservandole , puoi capire il benessere della città.mi perdo nella stessa riflessione osservando, dal treno o dall’auto,le periferie delle grandi città.Lì c’è tanto, se non tutto.
    Bel post, grazie!

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