…baciare, lettera e testamento

imageStamattina appesi ai manubri delle biciclette, nelle rastrelliere della stazione, ho trovato una marea di cartellini che invitavano ad andare in biblioteca per i BiblioDays (7-13 ottobre). L’idea di una biblioteche in stazione mi ha sempre allettata, ma in alternativa mi piace che la stazione venga invitata ad andare in biblioteca. Incuriosisce però il contenuto degli inviti:

Le storie d’amore non piovono dal cielo. Vieni a viverli in biblioteca…. tra e-book, video, film, foto, documentari, quotidiani, album musicali e una sezione speciale dedicata ai Romanzi Harmony.

Che siano i romanzi d’amore a dover attrarre i lettori in biblioteca è sicuramente frutto delle statistiche della stessa; probabilmente rappresentano la maggior parte dei libri presi a prestito. E se sui gusti non si discute, si può però ragionare su che tipo di lettori siano gli italiani. Non fatemi dire che esistono splendidi romanzi d’amore, perché mi pare scontato, ma se la biblioteca in questione ha creato e pubblicizza una sezione speciale dedicata agli Harmony, significa che non stiamo parlando di alta letteratura. E a dire il vero forse nemmeno di romanzi d’amore perché gli Harmony non sono solitamente consigliati ai minori e parlo a ragion veduta perché da adolescente, in piena tempesta ormonale, li divoravo a merenda finchè mia madre, allertata, mi costrinse a smettere. Un motivo in più per essere grata a mia madre.

Eppure, a prescindere, un italiano in più portato in biblioteca è un italiano recuperato. Se è vero che il 70% degli italiani possiede soltanto il vocabolario base della nostra lingua, l’analfabetismo di ritorno non è più un pericolo, ma una realtà. Quella percentuale si trasforma in persone che non sono in grado di comprendere le istruzioni per compilare una richiesta di rimborso spese, un modulo alle poste o in banca, per non parlare della dichiarazioni dei redditi, ma nemmeno sanno leggere un quotidiano. E aveva ragione chi sosteneva che l’uguaglianza passa attraverso la conoscenza della lingua, ed essere capaci di esprimersi con un vocabolario più ampio di quello di base, significa dar voce ai propri pensieri, emozioni, sentimenti. Riconoscerli innanzitutto, poi chiarirli a sé stessi e infine agli altri, non solo per farli valere, ma anche per evitare che, inespressi, prendano il sopravvento e si trasformino in azioni sproporzionate, violente.

Oggi mi sono portata a casa un invito ad andare in biblioteca e spero lo abbiano fatto in molti … anche se non credo che gli Harmony usino un vocabolario più ampio di quello di base, ma è sempre un bel ripasso.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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21 risposte a …baciare, lettera e testamento

  1. Bisus ha detto:

    Accidenti qui siamo nel mio campo 😉 Scherzi a parte, in base alla mia esperienza è vero che c’è di nuovo una forte richiesta di rosa, ma anche da parte di lettori forti. Capita spessissimo che arrivino in biblioteca a rendere libri abbastanza “impegnati” (odio la parola ma al momento non me ne viene un’altra) e che ti dicano “ora però mi dia qualcosa di leggero, magari una storia d’amore rigorosamente a lieto fine”. Certo, non parliamo di Harmony, ma non siamo nemmeno molto lontane 🙂 E ogni volta che succede io vivo la mia personalissima rivincita. Già perchè nella nostra biblioteca non abbiamo moltissimi romanzi rosa e soprattutto non abbiamo una sezione a parte, per cui bisogna proprio conoscerli i libri. E dopo essere stata per anni presa in giro per la mia “passione”, vengo spesso chiamata in aiuto!. Io li terrei gli Harmony anche da noi, non classificati e catalogati, certo, ma comunque a disposizione. E questa di cui parli è una bellissima iniziativa e cercherò di proporla anche da noi… togliendo il termine Harmony altrimenti non me la passeranno mai. P.S. Mai letto “Romanzo rosa” della Bertola? E’ una godibilissima (ma in fondo anche un po’ affettuosa, perchè secondo me piacciono anche a lei) presa in giro del genere.

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    • Pendolante ha detto:

      Lungi da me l’intenzione di bandire gli Harmony o qualsiasi altra cosa dalle biblioteche. La censura non ‘sa da fà! Però è importante il ruolo del bibliotecario nel consigliare i libri e magari deviare leggermente, poi radicalmente, l’attenzione del lettore su pubblicazioni di qualità sempre più alta. Dev’essere un passaggio graduale e so che è difficile nelle grandi biblioteche, ma in quelle di paese è più semplice. Io purtroppo lavoro da anni in una biblioteca specializzata e non mi è possibile farlo, ma ricordo che era una gran soddisfazione far scoprire nuovi mondi ai lettori

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  2. stravagaria ha detto:

    Gli Harmony a casa mia erano banditi perciò mi sono rifatta un’estate ospite da una zia che leggeva fotoromanzi (!) non ti dico mia mamma…
    Credo come te che sia importante leggere sempre e comunque ma qualche anno fa mi era capitato in mano un Harmony ed era scritto talmente male che dubito potesse essere utile a qualsivoglia scopo. Penso di essere incappata in uno dei peggiori ma tant’è, se letteratura rosa deve essere preferisco un chick lit un tantino più costruito.
    La cosa bella invece è che entrando in biblioteca si comincia a familiarizzare con un mondo affascinante e da cosa nasce cosa…
    Ps. Comunque quando hai esordito parlando di manubri di bicicletta ho subito pensato che il fantomatico ladro di manopole si fosse fatto nuovamente vivo 😉

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    • Pendolante ha detto:

      L’unico modo che hanno per rubare le mie manopole è togliere il manubrio, visto che non le ho più montate. Un antifurto perfetto. Comunque hai ragione. L’ambiente biblioteca, per molti così familiare, può intimorire. Farci entrare qualcuno anche solo per leggere la lista della spesa è una vittoria

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  3. hai centrato in pieno “i gusti di lettura attuali”. ti rigiro il post di max su i discutibili: http://discutibili.com/2013/07/30/e-a-p-wish/ gli harmony di ieri sono i softcore di oggi.
    a parte questo, che bella riflessione quella sulla lingua come tramite di parità sociale. mi hai fatto riflettere a quanto io sia stato fortunato a poter seguire un percorso di istruzione e formazione alla comunicazione, a saper articolare frasi di (ancorché minimo, spesso…) senso compiuto. bel post, davvero.

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  4. pendolo0 ha detto:

    In guerra, in amore e per fare entrare un po’ più di gente in biblioteca ogni mezzo è lecito! Nella biblioteca che frequento io qualche anno fa dopo una ristrutturazione hanno iniziato a noleggiare anche i dvd dei film, come per incanto il numero di prestiti di libri ha subìto un’impennata e il comune è diventato quello con più prestiti pro-capite della zona!

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    • Pendolante ha detto:

      Sono d’accordo. Credo che si possano attrarre lettori in molti modi e non sempre legati specificatamente al libro. Poi uno, già che è lì si guarda attorno e magari un libro sullo scaffale delle novità può anche incuriosire …

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  5. the quiet man ha detto:

    Sulla licenziosita’ dei romanzi Harmony cado letteralmente dalle nuvole. Guarderò mia madre con occhi diversi.

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  6. Sonia ha detto:

    Grazie a stravagaria apprendo un nuovo termine (con soli 15 anni di ritardo): chick lit, usato nello slang statunitense. Chick è un termine informale per “ragazza” derivato da chicken (gallina); lit è l’abbreviazione di literature. Insomma, letteratura per pollastrelle. D’altronde, si sa, le galline non sono famose per essere intelligenti perciò a loro si dedica un certo tipo di letteratura. Le donne invece chissà cosa leggeranno?

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  7. Wish aka Max ha detto:

    Leggi questo post. E’ un po’ un “ai tempi miei” ma le considerazioni sono secondo me sacrosante. Sinché non si fa qualcosa per tornare a quei modelli difficilmente usciamo dal problema… 😉

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