Viaggiatore fedele

imageL’uomo incappucciato percorre a lunghi passi lenti la banchina, avanti e indietro, senza un preciso itinerario. Ogni tanto chiude gli occhi e rimane assorto per qualche secondo per poi riprendere a vagare. A intervalli regolari da un’occhiata fugace ad un libricino di pochi centimetri, nascosto tra le mani; un dito come segnalibro. Ci incrociamo più volte lungo il binario, ma mi ci vogliono alcuni minuti per capire che sta pregando. Certo, è inverno, ma quel suo essere incappucciato, il cipiglio del volto, l’attività stessa in cui è immerso, mi ricordano i Gesuiti de Il nome della rosa e non mette proprio allegria. Ora, non è la prima volta che incontro qualcuno che manifesta la propria devozione sul treno, ma vederlo fare prima della partenza mi da un senso di precarietà, di insicurezza e non mi pare ben augurale. Posso concedere che affidarsi a Dio, invece che a Trenitalia, possa essere rassicurante, ma mi mette ugualmente a disagio.

Annunci

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
Questa voce è stata pubblicata in Ritratti, Storie di banchina e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

8 risposte a Viaggiatore fedele

  1. stravagaria ha detto:

    Se questa devozione rende il devoto più sorridente e ben disposto verso il prossimo una volta che il librino si richiude ben venga… Da parte mia non è un vero disagio è che a volte non capisco la scelta dei momenti, forse la banchina del treno è un luogo sufficientemente raccolto per lui, del resto c’è chi fa ginnastica in attesa dei mezzi 😉

    Mi piace

    • Pendolante ha detto:

      Io sulla banchina leggo senza distrarmi e sono certa che ci si possa concentrare ovunque, ma credo che ci siano luoghi migliori in cui pregare, anche perch il proprio gredo questione privata e non credo si debba per forza manifestarlo in un luogo pubblico, aperto a diverse “sensibilit”. L’uomo in questione poi era inquietante di suo e sembrava davvero un inquisitore

      Mi piace

  2. Niko ha detto:

    😀 sgrat, sgrat e ancora sgrat! Una grattatina non va mai male!! Io oggi pareva dovessi andare a Bologna.. in realtà mi hanno dirottato a Verona per il pomeriggio, ma andrò in auto perchè dista solo 35 km.
    Se il tizio non si calma, gli farei conoscere la mia famosa suora laica, quella del rosario in treno.. magari da cosa nasce cosa… 😀 😀

    Mi piace

  3. Un mio amico recitava il rosario in corriera, perchè diceva per lui era il modo migliore di impiegare il poco tempo che aveva tutto per sè, e la sera quando rientrava era troppo stanco per farlo.

    Mi piace

  4. skip ha detto:

    sono così rari gli uomini che pregano, che mi meraviglio sempre quando mi capita di vederli

    Mi piace

  5. la donna camèl ha detto:

    Ma come, io ti chiedo il peccato e tu mi scrivi la devozione? Che dispettosa! E però la lettura di questo e altri tuoi bozzetti ferroviari mi fa pensare che l’occhio dello scrittore nota cose che gli altri non vedono, non sospettano neanche. E tu, mia cara, quell’occhio ce l’hai.
    L’altro non so 😀

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...