Gente in treno di Gianni Rodari

imageUn brano di una novella di Gianni Rodari, raccolta ne I cinque libri. Einaudi.

– Lei fa collezione di tasti di pianoforte? – mi chiese con vivo interesse il viaggiatore con cui avevo attaccato discorso sul treno delle Ferrovie Nord che porta da Milano a Laveno, in riva al lago Maggiore. – In che senso, scusi? Qual’è la sua tecnica? Ruba i tasti prima o dopo i concerti?

Per sfuggire all’inquisizione dovetti confessare di aver scherzato. Egli accolse la mia confessione con gran gentilezza.
– Deve perdonare se ho mostrato tanta curiosità, disse. – Il fatto è che anche io sono collezionista. Per me, anzi, non si tratta di un semplice hobby, ma di una tradizione di famiglia, una sorte di malattia ereditaria.
– E chi è stato, se non sono indiscrito, il primo portatore del bacillo?
– Il mio nonno patrno. Le capita mai di passare per Ascoli Piceno?
– Raramente, purtroppo. Ci sono stato, è una bellissima città,  ma un po’ periferica, alquanto eccentrica.
– Mai più! Con le autostrade, Ascoli è alla portata di tutte le capitali. Ad ogni kodo, se le capiterà di passarci, verrà da me e sarò lieto di mostrarle il baule che contiene la collezione del nonno.
– Non tasti di pianoforte, immagino…
– Biglietti ferroviari. Il nonno faceva collezione di stazioni. Ancora ragazzo, egli aveva concepito il disegno di visitare tutte le, stazioni ferroviarie d’Italia, grandi e piccole, su tutte le linee principali e secondarie, statali o meno. Ad ogni possibile stazione scendeva, comprava il biglietto per la stazione successiva e ripartiva col primo treno, purché fosse un omnibus. Oggi si dice 《accellerato》, ma è la stessa cosa. Per quarantacinque anni ogni giornata di vacanza, ogni festività civile o religiosa, è stata da lui consacrata al completamento della collezione. I biglietti conservati nel baule documentano che non una sola stazione sfuggì all’attenzione del nonno.
– Sarà diventato un esperto in edilizia ferroviaria, – suggerii.
– Nemmeno per sogno. L’architettura era l’ultimo dei suoi interessi. Non aveva bisogno di osservare una stazione per aaggiungerlaalla sua raccolta. Non metteva nemmeno piede in sala d’aspetto, se non per dormire quando non aveva soldi per l’albergo. Al suo scopo bastava lo sportello della biglietteria. Al più confrontava il nome scritto sul muro della stazione con quello scritto sul biglietto.
– Quarantacinque anni… un bell’esempio di attaccamento alla rete nazionale FFSS e affini.
– Egli aveva sessantanove anni e da quattro si trovava in pensione, quando poté acquistare un biglietto nell’ultima stazione che gli mancava e che era quella di Crocicchie, sulla linea Roma-Viterbo. Pensi che era già passato di lì una una volta ventisette anni prima, ma alla stazione precedente, cioè ad Anguillara, aveva preso per errore un treno che a Crocicchie non fermava.
– Immagino la soddisfazione che deve aver provato intascando quel supremo rettangolino di cartone.
– Ha ben ragione. Quel giorno egli perdette volentieri il treno successivo per sostare in un’osteria campestre, dove Si regalò un quarto di vino bianco con gazzosa. Poi fece ritorno ad Ascoli, ripose il biglietto nel baule e annotò nel suo diario, prima di chiuderlo per sempre: 《Geduld ueberwindet alles》. Cioè, in tedesco: la pazienza vince tutto. Il nonno, infatti, non so se gliel’ho già detto, fra un treno e l’altro era professore di lingua e letteratura tedesca negli istituti tecnici.
Il viaggiatore guardò fuori dal finestrino, forse per distogliere dai miei occhi i suoi, nei quali brillava una lacrima.
[…]

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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14 risposte a Gente in treno di Gianni Rodari

  1. umanoidipazzoidi ha detto:

    Davvero è fantastica!

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  2. stravagaria ha detto:

    Splendido assaggio!

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  3. roceresale ha detto:

    Inizia con un inizio che conosco bene 😉

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  4. Miss Fletcher ha detto:

    Da leggere per intero! Grazie Pendolante , un saluto a te!

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  5. skip ha detto:

    Grazie per il bel racconto di Rodari, che non conoscevo. Ahimė , mi ricordo vagamente dei biglietti della foto…

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  6. Francesco Foresta ha detto:

    Per rimandare al discorso dei tuoi libri letti, questo é davvero un ottimo consiglio, tanto quanto é piacevole rileggere rodari da adulti. Quindi grazie per il consiglio, cerco di procurarmelo al più presto 😉

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