Il tempo dell’attesa

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Il grigio dei capelli si fa bianco sulla pelle scura, bianco come il suo occhio destro, senza più colore. Non pare italiano, il Nordafrica è più probabile. Ha un bagaglio a mano, sempre quello, ma non deve partire; non parte mai, almeno non col treno. Si contende la panchina del primo binario con l’ometto, senza mai condividerla. Sono solitari certi uomini.
Sono in tanti ad abitare la stazione, eppure lui è differente. Non nei vestiti, non nel bagaglio, ma nell’attesa. Lui siede con le gambe accavallate strette, al modo femminile, con fare da maitresse, ma senza eccessi. Un chè di fine che c’è stato. Ossserva, riservato. Non deve far passare le ore, non ha una giornata da sprecare, anche se il tempo non gli manca certo. Lui aspetta. Sta e poi sparisce, forse non da solo, e non lo vedi più. Un merci passa e lui scompare. Lo hai lì prima di scendere le scale, poi sali al marciapiede e non c’è più. L’ometto e tutti gli altri li reincontri – al bar, nell’atrio o sui binari – che un giorno è lungo a ciondolare. Quest’uomo no, è un mistero. Eppure io voglio azzardare e una mia ipotesi l’ho fatte tra le righe.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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17 risposte a Il tempo dell’attesa

  1. ladonnacamel ha detto:

    Brava, le ipotesi è sempre meglio lasciarle tra le righe, in quella dimensione infinita del non detto 😉

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  2. umanoidipazzoidi ha detto:

    I nostri complimenti! 🙂

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  3. astralla ha detto:

    Incredibile il numero di vite sconosciute, incontrate passando, che racchiudono dentro molto di più di ciò che mostrano fuori…

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  4. Niko ha detto:

    .. e mi sa che quell’ipotesi nasconde proprio quello stile di vita.. 🙂 Ciaoo

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  5. doze ha detto:

    Sembra uscito da un libro di Kerouac.

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  6. stravagaria ha detto:

    Oggi non riesco a legger tra le righe, torno a settembre… 😉

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  7. Calikanto ha detto:

    Che triste, un’attesa così lunga. Ti rovina la vita.

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  8. Pingback: Camera con vista | Pendolante

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