Interviste Pendolanti: Viaggiatore statico

imagePare un paradosso, ma non tutti viaggiando si muovono. Francesco Foresta è un Viaggiatore Statico e nel suo blog ci racconta la sua parte di mondo: La parte di mondo di un viaggiatore statico. Eppure nella sua staticità, Francesco è pur sempre un pendolare e di questo faticoso lavoro scrive ne L’Italia Pendolare. Non pensiate però che sia uno qualsiasi. Come ogni viaggiatore che si rispetti ha le sue piccole manie, il furto, nello specifico: Assieme ad una gang – di cui parlerò prossimamente – lo Statitico-Pendolare è un esperto ladro di letture: Libri in Metro. Tra un blog e l’altro, Francesco ha trovato il tempo di rispondere a qualche domanda:

Da dove viene il tuo nickname?

Il viaggiatore statico è nato da una serie di pensieri e ricordi che mi hanno fatto rendere conto che nonostante il mio amore per i viaggi, mi sono sempre ritrovato a partire con un po’ di tristezza nel cuore a sapere cosa mi lasciavo dietro. L’arrivo al pendolarismo però ha rimescolato le carte in tavola e il viaggio quotidiano è l’ideale per partire, pensare e tornare stanco ma soddisfatto con i chilometri sulle gambe.

Come nascono i tuoi blog?

La parte di mondo di un viaggiatore statico è partito nel 2005, come un semplice blog di un tredicenne, arrivando poi a prendere negli anni varie forme; lì dentro ci posso trovare ancora tutto ciò che sono stato, le persone che ci sono state e ora magari hanno preso vie diverse, amicizie che sono rimaste, amori passati. Ultimamente ho tentato di descrivere per bene quei piccoli dettagli della vita che mi colpiscono, le sensazioni e ciò che le persone e gli avvenimenti lasciano.
L’Italia pendolare invece è appena nato, ho avuto poco tempo per lavorarci sopra, ma sono intenzionato a portarlo a regime entro un paio di mesi; è stato creato per cercare di raccontare scene divertenti, interessanti, magari anche riflessive su cosa significhi fare il pendolare in Italia.
Infine, Libri in Metro è un fantastico progetto di cui faccio parte, nato nel 2010 da un’idea di Mara Marzocchi; idea piuttosto semplice, ma efficace: scovare nei nostri viaggi quotidiani in metro, treno, autobus, i viaggiatori impegnati a leggere e descriverli. Data la mia passione per la lettura e dando per scontata una curiosità fuori dal comune, scovare lettori sui mezzi pubblici è una cosa che ho sempre adorato fare e le scene interessanti e molto spesso divertenti che ne scaturiscono sono piacevoli da condividere.

Perché e come prendi il treno?

Sono uno studente iscritto al corso di Laurea Triennale in Ingegneria Elettronica, Telecomunicazioni e Informatica e ogni mattina dei giorni lavorativi prendo il treno a Faenza per arrivare a Cesena, con ritorno in serata; è la mia prima tratta pendolare ed è il terzo anno che percorro questo pezzo della Ferrovia Adriatica.

Come passi il tempo sul treno?

Per una parte del tragitto, sono in compagnia della mia metà migliore e quindi il viaggio vola via in chiacchiere; per i restanti dieci minuti quasi solitamente mi butto a capofitto a leggere oppure lascio vagare lo sguardo sulla fauna presente alle sette di mattina/sei di sera su un treno regionale ad altra frequentazione.

Qual è Il miglior libro da treno?

Non ne ho uno principale, ma tre libri che sono rimasti legati ai viaggi in treno sono stati “Camminando” di Pino Cacucci, “Panino al prosciutto” di Charles Bukowski e “Lamento di Portnoy” di Philip Roth; non avendo però un genere preferito, mi si può trovare immerso nella lettura di un qualsiasi libro quasi sicuramente tascabile, di seconda mano e ben ingiallito.

Cosa attrae maggiormente la tua attenzione negli altri pendolari/viaggiatori?

La cosa che mi lascia molto incuriosito è come le persone che fanno la stessa tratta tutti i giorni alle stesse ore è come se si conoscessero senza mai essersi rivolte la parola; vedere per caso un altro pendolare fuori dall’ambiente delle stazioni e ritrovarsi a pensare “Ehi, ma lo dovrei salutare?” può essere un effetto collaterale.

Come influisce il pendolarismo/viaggio in treno sulla tua vita?

Certamente essere pendolari ha i suoi difetti, nessuno lo nega, ma ho provato a trarne il meglio sin dall’inizio, iniziando a scrivere di più e forse leggermente meglio di prima, a propormi per il progetto di Libri in Metro, a richiedere a Fanpage di poter aprire un self-hosted sul pendolarismo in Italia…insomma, ha aiutato la mia passione per la scrittura a manifestarsi di più.

Se non scrivessi di pendolarismo, scriveresti ugualmente?

Se non fossi mai stato pendolare, scriverei ma forse con meno passione e senza parole particolari; se invece un giorno smettessi di essere pendolare (si spera per buoni motivi) sicuramente l’influenza del pendolarismo rimarrebbe per anni e anni nelle mie parole: il modo diverso di guardare le cose, vedere i paesaggi scorrere via, ogni giorno prendere un treno, gli abbonamenti, le persone al binario…sono cose che rimangono per molto dentro, forse per sempre.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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14 risposte a Interviste Pendolanti: Viaggiatore statico

  1. Francesco Foresta ha detto:

    Grazie ancora per l’opportunità Katia 🙂

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  2. stravagaria ha detto:

    Mi prenderò del tempo per curiosare tra tutti questi blog 🙂 buona domenica!

    "Mi piace"

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