Al Magalàs (il Magallasso)

Un movimento sulle rotaie, in assenza del treno. Un serpentello striscia tra i ciotoli e sospetto che non ne goda poi molto. Per un attimo la pelle bagnata di pioggia riflette qualcosa e il rettile sembra un drago multicolore. O forse è solo un’allucinazione. Che sia un piccolo di Magalasso? Da queste parti, verso Bologna a dire il vero, leggenda vuole che viva un piccolo drago, un biscione che dorme tutto l’inverno e si sveglia a Marzo. Terrorizza gli abitanti di borghi e campagne, anche se non si sono mai registrati incidenti.
È da un po’ che al Magalàs non si fa vedere, l’ultima volta è stato nel 1982 quando il suo lungo sibilo è stato udito da molti abitanti di Spilamberto che, impauriti, si sono raccolti sul Torrione.
Eccovi la storia cantata dai Modena City Ramblers, con la traduzione “simultanea” di Paolo Rossi, ma si sa che nella traduzione si perde sempre qualcosa e non è solo la rima.

Quasta ché l’è na fola c’la pèrla ed la béssa
l’è nèda in campagna fra al verd e al gris
ades a v’la caunt in mod c’as capessa
par ferev paura e màtrev d’avis
ste ateinti quand a vin sira a ander par la streda
c’a’n gh’è mai nisun in gir
tot i megher, tot i gras
i g’an pòra dal Magalas

Al Magalas l’è na béssa c’l’è neda in’Panera
l’è longa se meter, quelch’d’un giva ot
d’inveren la s’luga in mez a la giera
ma in Merz la vin fora e i ein cas par tot
chi l’ha vesta in curtil, chi in d’l aldamera
chi in canteina tra veine parsòt
tot i zoven, tot i plèe
ades i disen c’l’è turnèe

L’è negher com un cancher, l’è cativ e l’è arabii
ed not a’t selta in testa, a’t magna i oc, a’t magna i di
l’è nascost in sema al graner, l’è là c’al t’aspeta in mez a i sas
la ginta l’an dorem piò a seinter la fola dal Magalas

Fo acsé che un bel dé tot quant al vilag
par pòra d’la béssa i v’liven scaper
quelch d’un al pruveva a fèeres curag
ma in dal meinter sercheva un sit par purtèr
fiol e baioc, gat e cagnin, tàgi e tigin e fin tamaras
tot a scaper in dal turioun par pòra dal Magalas!

In vatta a la tor ig steven tot quant
imbianchein, cuntadein, sert e dutor
sgor, bariagoz, pret e cantant
tot a brigher in cal sit sicur
a avrir n’ustari, na scola, n’impiant
negozi, buteghi e fin baladur
tot i fùreb e i caioun a strichères in dal turioun

Bè, la fola l’ariva a Sasol, a Vgnola
a Cherp e Sulera, in tot al Mudnes
la ginta la scapa, la sèra butega
a’s voda al stredi in tot i paes
acsé quand a vin un quelch furester
e al d’manda perché a’n gh’è nisun a spas
Deg “I ein tot nascost in di turioun
par pòra dal Magalas!”

Perché l’é negher com un cancher…
La storia del malagasso

Traduzione

Questa qui è una storia che parla della biscia
è nata in campagna tra il verde e il grigio
Adesso ve la racconto in modo che si capisca
per farvi paura e mettervi in guardia
State attenti la sera ad andare per strada
perché non c’è mai nessuno in giro
Tutti i magri, tutti i grassi
hanno paura del magalasso

Il magalasso è una biscia che è nata in Pianura
è lunga sei metri, certi dicevano otto
D’inverno si nasconde in mezzo alla ghiaia
ma in marzo viene fuori e sono cazzi per tutti
Chi l’ha visto in cortile, chi nel letamaio
chi in cantina tra vino e prosciutti
Tutti i giovani, tutti i pelati
adesso dicono che è tornato

Ed è nero come un accidente, è cattivo e arrabbiato
Di notte ti salta in testa/ ti mangia gli occhi ti mangia le dita
È nascosto su in granaio, è là che ti aspetta in mezzo ai sassi
La gente non dorme più a sentire la storia del magalasso.

Fu così che un bel giorno tutti al villaggio
per paura della biscia decisero di scappare
Qualcuno provava a farsi coraggio
ma intanto cercare un posto dove portare
figli e soldi, cani e gatti, pentole e pentoline e perfino materassi
Tutti a scappare sulla torre per paura del magalasso!

In cima alla torre ci stavano tutti
imbianchini, contadini, sarti e dottori
Signori, ubriaconi, preti e cantanti
tutti a lavorare in quel posto sicuro
Chi apre un’osteria, chi una scuola o una fabbrica
negozi, botteghe, perfino balere
Tutti i furbi e i coglioni a stringersi sul torrione

Beh, la storia arriva a Sassuolo e Vignola
a Carpi, a Soliera e in tutto il Modenese
La gente scappa, chiude bottega,
si vuotano le strade in tutti i paesi
Così quando viene un forestiero
e ti chiede perché non c’è nessuno a spasso
Digli “Sono tutti scappati sulla torrione
per paura del magalasso!”

Perché è nero come un accidente…

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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18 risposte a Al Magalàs (il Magallasso)

  1. HappyAladdin ha detto:

    Che mi hai richiamato alla mente…! nostalgia 🙂

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  2. “e ognuno poi, ci veda quel che gli pare…” si concludeva, se non ricordo male, la versione nell’album. erano i primordi del ventennio, quando tutti a parole denigravano il “biscione” di B. ma in fondo in fondo, alla sera, cercavano e trovavano il conforto del telecomando sul bracciolo… aaaah, che tempi (…). 🙄

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  3. Niko ha detto:

    Il Magalasso del Panaro… 🙂 tremendissimo 😛

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  4. stravagaria ha detto:

    E qui mi cogli davvero impreparata ché la prima volta che ne sento parlare…di tutto. 😉

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  5. Miss Fletcher ha detto:

    Ecco, questa storia non l’avevo proprio mai sentita, non sapevo neanche che i Modena City Ramblers avessero fatto questa canzone.
    Certo che anche il vostro dialetto è ben complicato 😉

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