Un breve viaggio molto lontano

14 km da casa. Poco spazio che non avevo mai percorso, ma che porta lontano. Verde primaverile, vialetti ben definiti, staccionate di legno e silenzio di campagna. Un luogo idilliaco… Costruzioni in rovina perfettamente allineate come villette a schiera. Viene voglia di ristrutturarle e crescerci i figli. Famiglie si sdraiano sui prati, comitive entrano nell’unico edificio ristrutturato, vocianti in ingresso, silenziose in uscita che la commozione della commemorazione non lascia molto da dire. Dentro, tra l’altro, un esposizione di libri sulla storia de posto. “Mamma, ma qui ci stavano i libri?”. “No tesoro, solo letti a castello”. Mica facile raccontare a una bambina, ma poi le parole che non spaventano si trovano.
La banda suona nell’angolo del “parco” intervallando voci di attori che leggono lettere di chi ha abitato qui 70 anni fa, ma per breve tempo, in transito verso altre mete, in Germania o Polonia. Anche Primo Levi c’è stato e ne ha scritto.
Passeggiando tra i viali ci si allontana dal caotico scorrazzare di bambini, si entra nel silenzio, nella pace della campagna circostante nascosta da una fitta boscaglia che un tempo non c’era. Allora era solo terra e polvere. La mia piccola semina foglie sui pali delle staccionate, “per ritrovare la strada, come Pollicino”. Camminando incontriamo solitari esploratori meditabondi, coppie che parlano a bassa voce, anche tre tedesche, turiste forse.
All’uscita la bandiera italiana ci saluta svolazzante, mentre un’altra è abbraccia un albero, ben salda, a ricordare che la memoria deve avere radici e se può sembrare retorica… pazienza.

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Campo di Fossoli
Il campo di Fossoli nacque come campo di prigionia e concentramento, allestito dagli italiani nel 1942. Fu successivamente utilizzato dalla Repubblica Sociale Italiana e quindi direttamente dalle SS come principale campo di concentramento e transito (Polizei- und Durchgangslager) per la deportazione in Germania di ebrei e oppositori politici.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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10 risposte a Un breve viaggio molto lontano

  1. stravagaria ha detto:

    Non lo conoscevo…visitiamo Auschwitz e Mathausen e non sappiamo nulla di ciò che è dietro casa. Un buon modo per introdurre a certi argomenti una bambina.

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  2. elinepal ha detto:

    Grazie di averne parlato. Non riesco a vedere le immagini dal cell. Lo farò dal computer

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  3. Miss Fletcher ha detto:

    Sì, grazie di averne parlato, bisogna ricordare, sempre.

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  4. roceresale ha detto:

    Memoria. Davvero sempre.

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  5. Niko ha detto:

    Bellissimi foto! Ciao Pendolaaa

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