ll treno nei libri – Una cosa piccola che sta per esplodere

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Il brano che pubblico oggi è tratto dal racconto di Paolo Cognetti: Tutte le cose che non so di lei.
Ho resistito a lungo a Cognetti, nonostante mi venisse proposto da diverse voci, insospettita da una recensione che ne parlava come di “un uomo che sa scrivere delle donne”. Ho inziato con Manuale per ragazze di successo, che ci ha messo un po’ ad abbattere le mie resistenze, ma alla fine mi ha incuriosita, poi questa raccolta di cinque racconti che consiglio caldamente: Paolo Cognetti. Un cosa piccola che sta per esplodere. Minimum fax, (tascabili) 2013.

Ma non c’è traccia di coscienza di classe nella ragazza che, ogni mattina, arriva in bicicletta alla stazione di Villamaggiore. Dice la nonna che tutti da quelle parti si ricordano di lei. Entrava in bagno con la cerata e gli stivali, sudata e sporca dope cinque chilometri su strade male asfaltate, e ne usciva pronta per la città. Con il grembiule e le scarpe buone. Aspettava la corsa delle sette al centro della banchina, unica studentessa tra gli operai, e poi il treno spuntava in fondo al binario, venivano raccolte le borse e schiacciate le sigarette, la folla dei passeggeri si muoveva in un’onda in cui anche lei scompariva.
Vorrei saperne di più su questo viaggio. Se sceglie sempre lo stesso posto e da che parte si siede, guardando il mondo che arriva o quello che se ne va. Se fa amicizia con qualcuno, e le cose che impara ascoltando i discorsi degli uomini. Se scrive, che cosa scrive.

[pag. 115]
Così ripenso ad Anita la mattina presto, appena le porte si chiudono e risuona il fischio del capotreno. La immagino chiedere permesso nello scompartimento, accettare l’offerta di un posto a sedere. Alcuni compagni di viaggio discutono – stipendi e turni di lavoro, licenziamenti e proteste sindacali – altri ascoltano in silenzio o dormono ancora un po’ prima di entrare in fabbrica. Anita cerca di concentrarsi nonostante la folla e il rumore: apre il suo quaderno e tiene il segno con un dito, mormora la cantilena delle declinazioni osservando la pianura che scivola via nel finestrino. Fuori il buio impallidisce e diventa nebbia. La nebbia si alza scoprendo i campi luccicanti di brina. I fossi in secca, la terra segnata dai cingoli dei trattori. Con il passare dei mesi lei riconsce le attività stagionali, le differenze tra la coltivazione del riso, del frumento, del granturco, della barbabietola da zucchero. Sa queste cose perchè le ha viste fare, che è diverso dall’impararle sui libri: e tutto quello che sa, adesso, è un bagaglio di conoscenza inutile. Qualcosa di cui disfarsi prima di arrivare. Più  inutile dell’algebra, del latino e del greco, del codice anacronisctico del liceo.
Poi la città si avvicina. Le prime fabbriche, i palazzi di periferia tra le scascine, lei si sente eccitata e allo stesso tempo maliconica, ma che cosa le manca di preciso? Le risaie, l’infanzia, che cosa? È solo un posto o davvero si sta lasciando alle spalle una parte di sé? Quando la nostalgia sembra avere la meglio, Anita pensa all’estate che deve arrivare: al momento in cui si strapperà di dosso il grembiule, butterà in un angolo le scarpe e i libri, sarà di nuovo libera come un gatto randagio. Il treno entra in stazione mentre lei è ancora persa in questa sua fantasia, mai pronta ad affrontare il pezzo di città che la separa da scuola.
[pag. 116]

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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15 risposte a ll treno nei libri – Una cosa piccola che sta per esplodere

  1. ladonnacamel ha detto:

    Anche a me era piaciuto molto quel racconto, uno dei miei preferiti. Hai visto che sta pubblicando un nuovo libro su New York?

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  2. tiptoetoyourroom ha detto:

    “…da che parte si siede, guardando il mondo che arriva o quello che se ne va”: non ci avevo mai pensato… io che guardo la parte che se ne va…
    Molto bello il testo, con le stagioni che passano sui campi e insegnano l’agricoltura… 🙂

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  3. Niko ha detto:

    Stile chiaro, diretto, scorrevole. Dev’essere davvero una buona lettura. Ciao Pendola 🙂

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  4. stravagaria ha detto:

    Mai letto nulla di Cognetti ma il suo nome torna spesso tra i miei blogger di riferimento, mi lascerò tentare 😉

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  5. Miss Fletcher ha detto:

    Non lo conoscevo, bello scoprire nuovi autori , grazie cara!

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  6. èda tempo che sento parlare di lui e ancora non mi ero deciso. mi hai convinto, ma davvero tanto. è già scaricato. 😉
    poi, se il libro si fosse intitolato davvero “una cosa piccola che sta per splodere” come il tuo sarebbe stato davvero da plauso 😛
    (infine, siccome sono un noto puntacazzi, 😀 volevo dirti che ti è scappata una i nel verbo scegliere: il post è davvero bello, non merita il refuso. poi cancella pure questa parentesi, eh)

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  7. Sabrina ha detto:

    Grazie mille, penso che lo prenderò anch’io…

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