Strana gente

imageIl viaggio si annuncia caotico sin dall’inizio: il capotreno sulla pedana d’ingresso discute con un uomo invitandolo ad esibire il suo titolo di viaggio oppure a scendere. La seconda opzione sarà la preferita dal reo confesso che abbandonerà quindi il convoglio, ma intanto la donna accasciata sul sedile di fianco sta tranquillizzando il figlio che, esausto dal viaggio, occupa due posti sdraiato comodamente. Dolcemente la mamma comunica che nel giro di mezz’ora si arriverà a destinazione, poi porge l’orecchio alla disputa in pedana e con verbo pedagogicamente selezionato annuncia: “certo che ce ne sono di strozi al mondo” e non è dato sapere se si riferisca al capotreno o al viaggiatore clandestino. In ogni modo il figlio non fa una piega e si limita a far notare che la sua bottiglietta d’acqua è vuota. Amabilmente la genitrice sottolinea il suo egoismo che non solo si è bevuto tutta l’acqua lasciandola indebolita dall’arsura, ma pretende pure di essere il centro del di lei mondo.
A treno partito il capotreno entra agguerrito nel vagone e subito esige gli si porgano i biglietti. Il mio abbonamento non soddisfa la sue intenzioni bellicose, ma subito si avventa sul mio vicino che mostra un biglietto elettronico per il treno successivo. Il pubblico ufficiale gli fa notare che non può anticipare il suo viaggio e a supporto della sua tesi ricerca sul biglietto stampato la frase giustificativa. Sbigottito si trova a decifrare strane locuzioni in inglese, ma senza perdere la faccia insiste sul suo punto di vista soffermandosi sul motto “impossibile anticipare”. Il ragazzo allora, più ferrato in lingue straniere, addita sul foglio la parola incriminata sostenendo si tratti di impossibile “cambiare”, non “anticipare”. Un’ombra di smarrimento passa sul volto del capotreno che chiosa sostenendo che la versione italiana è senz’altro diversa, ma nel dubbio abbandona il duello passando ad occuparsi del viaggiatore vicino ed è su quello che sfoga la sua vendetta. Pare infatti che il di lui titolo di viaggio non sia adatto alla tratta percosa dal treno. Il capotreno sostiene arditamente che il biglietto sia stato timbrato in stazione ancora da raggiungere, quindi probabilmente il giorno prima. L’imputato s’inalbera all’istante sottolineando la tendenza alla menzogna del suo antagonista. La parola “bugiardo” viene usata come fendente, ma il linguaggio non verbale pare contraddittorio, infatti il viaggiatore si alza e scende alla stazione nel frattempo raggiunta, non mancando di spargere nel tragitto il mantra: “bugiardo”.
A treno ripartito i viaggiatori superstiti ridacchiano, scambiandosi sguardi di divertita complicità. La madre pedagoga scuote il capo con cappello a visiera e sentenzia “che strana gente c’è al mondo! Bisognerebbe scriverci un libro.” Il capotreno intanto si è eclissato, probabilmente giudicando virale il nostro vagone e il treno finalmente entra nella mia stazione. Appena messo piede sul marciapiede del binario incrocio due viaggiatori in partenza. Quello di nero vestito, con anello taurino al naso, esprime la sua intenzione di salire dove io sono scesa. Il compagno, ammantato di bianco su camicia hawaiana dissente: “noo, qui ci sono solo degli sfigaaati”, trascinando la vocale come il suo trolley. I due superano quindi la porta per infilarsi in quella successiva, dello stesso vagone.
Forse qualcuno dovrebbe davvero scriverne di questa strana gente.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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25 risposte a Strana gente

  1. ilmiosguardo ha detto:

    Apperò, grande e vario l’assortimento in cui quel povero capotreno deve arrabattarsi quotidianamente … 🙂
    Spero per lui ci siano giorni più tranquilli.

    Buona settimana entrante,
    con un sorriso
    Ondina 🙂

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  2. vagoneidiota ha detto:

    È bello leggerti perché sei in grado di afferrarmi e portarmi su quei vagoni.
    Ed Io ho sono riuscito a vedere quel capotreno. L’ho visto con la sua divisa un po troppo larga e la faccia tesa, stanca. Gli occhi, fessure lunghe che scacciano il mondo, quello cattivo. Il mondo ammalorato, privo di biglietto. Immancabilmente.
    -tu si, tu no. Tu aspetti il turno perché il biglietto segna “Prossima stagione”.
    E lo vedo masticare.
    Una cicca, una caramella, un titolo di viaggio cartaceo. Non importa cosa.
    Perché deve sedare e controllare le mascelle in tensione – glielo ha detto il medico – preludio di alta pressione e perché no, colpo apoplettico, che sto lavoro di merda, sta gente coipiercingsulnaso chenonoblitera.
    Padre di famiglia stressato, povero uomo sudato, ha davvero un compito infausto.
    Mi hai regalato un bellissimo quadro, una tela su cui poter fissare le tue immagini che, adesso, sono divenute anche le mie.
    Buona giornata.

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  3. Gintoki ha detto:

    I vagoni sono degli esperimenti sociologici

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  4. oh, qua ci hanno pure provato. http://www.trenord.it/it/stampa/sala-stampa/scrittori-in-carrozza-vincitori.aspx ma non ti dico che tristezza (a cominciare dall’orribile incipit catto-styled)

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    • Pendolante ha detto:

      Mi era arrivata una mail che mi annunciava i vincitori di questo concorso. Sinceramente non ho mai letto i racconti, più che altro per mancanza di tempo, ma visto il tuo commento non è che abbia una gran voglia di cimentarmi 🙂

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  5. Niko ha detto:

    😀 😀 .. va là che sei brava anche tu a sopportare tutto questo quasi tutti i giorni!
    Grande Pendola.. che, anche se si trovava nel vagone “sfigati”, non lo è affatto! 🙂

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  6. stimadidanno ha detto:

    Rido molto. Lo Sdraiato, figlia di Sdraiata: tra tutti, sono il meglio. Ma che ne so io, che sarei ancora là a Camnago se non mi fosse venuto a prendere il sindaco di C. in persona.

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  7. Miss Fletcher ha detto:

    Stavo per scrivere la stessa cosa di Niko…che fatica, cara! Però non possiamo godere di questi splendidi post! Un bacione!

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  8. tiptoetoyourroom ha detto:

    Questa strana e varia umanità… di materiale letterario, sul tuo “osservatorio itinerante”, ne hai un bel po’!! 🙂

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  9. Calikanto ha detto:

    Ahahahahahhahahahahahahahahah… non smetto di ridere… “il verbo pedagogicamente selezionato” è il massimo… :-)))

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  10. stravagaria ha detto:

    Certo che anche per scegliere il posto a sedere ci vuole una certa competenza pendolare 😉
    Ps. Auguri alla tua bimba :)))

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  11. Vitadapendolare ha detto:

    Sono d’accordo con Calikanto, il “verbo pedagogicamente selezionato” è bellissimo! Ti fa già capire come andrà a finire e ti strappa già una bella risata.

    Comunque ti capisco cara, ogni tanto ci sono quelle giornate. Quelle che ti fanno pensare “ma oggi sono saliti tutti qui?”. Non puoi fare molto in questi casi, o ti fai infastidire da tanta maleducazione oppure ci ridi su e scrivi un bel post per esorcizzare lo stress! 😉

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  12. annasurace90 ha detto:

    anche io “pendolo” e mi sembra di rivedere alcune scene a cui ho avuto la fortuna/sfortuna di assistere xD a rileggerci!

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