Il treno nei libri – Monuments Men

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Il brano che presento oggi è tratto da un libro che ha ispirato il mediocre film di George Clooney uscito quest’anno nei cinema, ma che ha il pregio di ricordare un pezzo della storia recente che non a tutti è noto: I “Monuments Men” furono un gruppo di uomini e donne, provenienti da tredici nazioni diverse, che durante la seconda guerra mondiale prestò servizio nella sezione MFAA (Monuments, Fine Arts, and Archives). Molti avevano esperienza come direttori di musei, curatori, storici dell’arte, artisti, architetti e insegnanti e operarono nel tentativo di contenere i danni causati al patrimonio artistico in Europa dagli eventi bellici e di recuperare le opere d’arte trafugate dai nazisti.

Robert M. Edsel con Bret Witter. Monuments men. Sperling & Kupfer, 2013.

I fatti narrati nel Capitolo 21 del libro ( Il treno), sono già stati in parte raccontati – dal punto di vista della Resistenza francese – nel film “Il treno“(1964) di John Frankenheimer.

I veicoli con l’ultimo carico di beni rubati non sarebbero andati direttamente in Germania; vagando per il museo, la Valland aveva scoperto che erano diretti alla stazione di Aubervilliers, alla periferia di Parigi, per essere trasferiti su vagoni ferroviari. Sarebbe stato quasi impossibile rintracciare i camion, mentre nel caso di un treno tutto era più facile. Specialmente perchè lei aveva scoperto anche il numero del convoglio.
Il giorn successivo, il 2 agosto 1944, cinque carrozze contenenti centoquarantotto casse di quadri confiscati furono sigillate ad Aubervilliers. La ERR  aveva fatto una corsa contro il tempo per imballare tutte le opere rimaste al Jeu de Paume, ma dopo diversi giorni il treno non si era cnora mosso dalla stazione. Stava aspettando altre quarantasei carrozze di opggetti rubati da un ente nazista controllotao da von Behr, la M-Aktion (“M” stava per Möbel, “mobilia” in tedesco.) Con grande disappunto del colonnello quei vagoni non erano ancora stati caricati.
Il treno n. 40044 era ancora fermo alla stazione anche qualche giorno dopo, quando la Valland andò a trovare il superiore, monsieur Jaujard. La donna aveva copiato i documenti di spedizione, con il numero del treno e dei vagoni, la destinazione delle casse (il castello di Kogl, vicino a Vöcklabruck, in Austria, e il deposito di Nikolsburg in Moravia)) e il loro contenuto. 《Bisognerebbe ritardare la partenza》 suggerì. Gli alleati sarebbero arrivati da un giorno all’altro.
《Sono d’accordo》 disse Jaujard.
Mentre von Behe sbuffava sul binario, rimproverando i soldati e i civili che cercavano disperatamente di caricare le ultime carrozze, i contatti di Jaujard nella resistenza studiarono un modo per fermare il treno usando le informazioni della Valland. Il 10 agosto il convoglio era pronto ma un migliaio di ferrovieri francesi scese in sciopero, bloccando le partenze da Aubervilliers. Il 12 agosto le line erano di nuovo sgombre, però il treno smistato su un binario secondario per dare la precedenza agli altri convogli carichi di cittadini tedeschi terrorizzati, con i loro beni personali.  […] sorgeva un problema tecnico dopo l’altro, che spingeva il treno al fondo dell’elnco delle priorità nella mappa dei trasporti ferroviari, L’esercito francese non arrivò mai. I tedeschi tirarono un sospiro di sollievo: dopo quasi tre settimane, il convoglio finalmente partì per la Germania.
Ma arrivò solo a La Bouget, dopo aver percorso pochi chilometri. Le cinquantuno carrozze piene di bottino erano talmente pesanti da aver causato un guasto meccanico (almeno, quella era la scusa ufficiale), che provocò un ulteriore ritardi di quarantotto ore. Quando il problema fu risolto, era ormai tardi: la Resistenza aveva fatto deragliare due locomotori in un importante snodo ferroviario e il treno rimase bloccato a Parigi. 《I vagoni e le loro 148 casse》, scrisse la Valland a Jaujard, 《sono nostri》.

[Capitolo 21 – Il treno. Pagg. 163-164]

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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2 risposte a Il treno nei libri – Monuments Men

  1. stravagaria ha detto:

    L’argomento mi interessa, proverò a dargli un’occhiata. Buona serata 🙂

    "Mi piace"

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