L’imprevisto

purtroppo

ferrovia

Quando i lavori per la costruzione delle Grandi Ferrovie Occidentali terminarono, a poco a poco tutte le maestranze presero quel treno e andarono oltre. Verso quell’ovest che sentivano di avere costruito, per ricominciare un’altra vita con qualche soldo e qualche anno in più.
Joseph Everson Stable invece rimase. La Compagnia li aveva già i suoi capistazione. Li aveva fatti arrivare dal capoluogo e li stava spargendo lungo tutta la nuova tratta a distanze regolari, come semi di girasole. Ma oltre a questi impiegati in maniche di camicia, serviva personale per i lavori di manutenzione. Personale da cercare sul posto.
Controllare che la cisterna dell’acqua fosse sempre piena, per riempire la caldaia delle locomotive a vapore; spalare il carbone nel silos di riserva, rimettere le tegole di legno sulla piccola stazione, convincendole a martellate dopo ogni dispetto stagionale del vento. Questo era il lavoro. Oltre che, naturalmente, tenere in piena efficenza…

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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4 risposte a L’imprevisto

  1. ilmiosguardo ha detto:

    Davvero bello ma un pochino triste e malinconico…

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  2. Ti sei presa la briga di riprendere il mio scritto. Questo mi lusinga (anche se dirlo è un po’ strano)

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