Due ruote sui binari

Strano a dirsi, ma la ferrovia, deputata notoriamente ai viaggi in treno, ospita spesso veicoli a due ruote comunemente noti come biciclette. I pendolari più fortunati raggiungo infatti la stazione col loro velocipede, assicurandolo a rastrelliere esterne oppure affidandone l’incolumità a depositi a pagamento localizzati in qualche depandance del fabbricato viaggiatori. Le stazioni moderne si sono liberate dell’onere economico dell’addetto al deposito, installando aperture computerizzate a tessera. In alcuni casi un inquietante gabbia antistante la stazione, imprigiona le biciclette per il tempo necessario al loro proprietario, seguendo la contorta logica di chiudere i ladri fuori anziché dentro.
In alcuni casi, come nella mia città, la stazione è anche via di transito per quei ciclisti che ne sfruttano il sottopassaggio per eviare il trafficato cavalcavia che sovrasta i binari.
Tuttavia non mancano i temerari che le due ruote se le portano anche sui treni e il loro coraggio è proporzionato alla scarsità di spazi dedicati. Così qualcuno si accontenta di trasportare una sola ruota, o il sellino, in realtà discutibile antifurto per la bicicletta che li attende all’arrivo. È indubbio però che spesso i viaggiatori convivono sulle pedane dei regionali con ingombranti manumbri e pedali che s’infilano inopportuni in ogni dove. La tecnologia viene allora in aiuto e il proliferare di piccole due ruote ripiegabili permette ai pendolari di depositarle sulle cappelliere, oppure in un angolo del vagone comunque sottratto ai viaggiatori, con l’indubbio vantaggio di non dover pagare il biglietto aggiuntivo per il mezzo. Così un numero imprecisato di pendolari, dopo un apposito corso di formazione Ikea, si trovano a smontare e rimontare la loro ciclo ad ogni viaggio. Ammetto, in qualche raro caso, di aver visto pedane dedicate alle biciclette da appendere per le ruote a sinistri ganci. Ne ho usufruito anche io, dieci anni or sono, per trasportare la mia inossidabile bici alla stazione d’arrivo, ma sarà la fatica d’attaccarla in alto, sarà che non si sa mai dov’è collocato quel vagone nel convoglio, ho deciso di abbandonarla alle intemperie, laggiù, alla meta del mio viaggio. E fedele la ritrovo ogni mattina.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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23 risposte a Due ruote sui binari

  1. stravagaria ha detto:

    Qui cominciano a vedersi sempre più spesso le bici pieghevoli anche in metropolitana. Buona giornata! 🙂

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  2. Cle ha detto:

    La bici pieghevole e nella mia lista della spesa, qualora naufraghi per la seconda volta il bike sharing a bari.
    Sul mio treno ci sono gli appositi ganci che dici e il vagone i cui ci sono è segnalato da fuori con il simbolo della bici appunto. In più sul l’orario dei treni è indicato il simbolo delle bici se il treno è predisposto.
    Forse anche sul tuo treno c’è o c’era il simbolino ma si sarà sbiadito

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  3. Vitadapendolare ha detto:

    Ah.. ricordo un viaggio con la mia super bici nuova (nuova per me, non so in quanti l’avessero già acquistata e rivenduta!). Da Firenze a Livorno, con il biglietto di supplemento per la bici, l’ho sistemata nella carrozza in cima al treno. Non l’ho appena ai ganci di cui parli tu, primo perchè non ce l’avrei fatta da sola e secondo perchè tanto c’era solo la mia bici. L’ho legata a modo e poi mi sono seduta con lo sguardo rivolto verso la bici. Non si sa mai, ste bici vanno sempre a ruba! 😉

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  4. Wish aka Max ha detto:

    “un numero imprecisato di pendolari, dopo un apposito corso di formazione Ikea”
    Devo leggerti non in ufficio, santa pizzetta… ho riso forte su questa frase, confesso. I colleghi penseranno che nustobbene. Non sanno quanto hanno ragione… 😉

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  5. lupus.sine.fabula ha detto:

    Belle immagini, viste quotidianamente, ma solo qualcuno ha la capacità di coglierle…

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  6. Miss Fletcher ha detto:

    Bellissimo! Le ho viste anch’io le bici pieghevoli, anche nella città delle salite abbiamo temerari che pedalano volentieri!
    Bacioni cara!

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  7. tiptoetoyourroom ha detto:

    La bici sul treno è una cosa che sogno da tempo ma non ho mai realizzato. Non so perché ho l’immagine di una città precisa da raggiungere, per poi attraversarla in bicicletta ed è Parma. Misteri delle nostre immagini mentali…
    Buona giornata 🙂

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  8. ecco, io proprio, con quelle biciclettine, non gliela faccio. mi sembra di andare su un triciclo con una sella altissima. ma noi siamo fatti così: se i treni non hanno spazio per le bici, mica sistemiamo i treni, compriamo le bici rimpicciolite per portare in giro 10 chili a mano ogni giorno. due volte deficienti.

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  9. Pingback: Siamo tutti sullo stesso treno | Pendolante

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