Impunità amatoriale

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Il tranquillo, anonimo signore di mezz’età, se ne sta sul treno con la sua Nikon al collo, accessoriata d’obbiettivo. Punta il paesaggio fuori dal finestrino e ogni tanto scatta foto senza controllarne il risultato nel display della macchina, forse per non perdersi il successivo campo coltivato, frutteto, casa colonica… Poi d’improvviso cambia espressione e con malizia, rapido, gira l’obbiettivo all’interno del vagone, scatta furtivo e velocemente abbassa la macchina rivolgendo nuovamente lo sguardo alla campagna. Il sonoro “clik” della Nikon è ancora nell’aria e già lui ha ripreso l’apparente indifferenza dell’innocquo fotoamatore di paesaggi campestri. Poi, di nuovo si fa faina, ruba i volti ai viaggiatori e ancora si nasconde volgendosi al finestrino. Qualche minuto di apparente quiete ed ecco che inizia ad agitarsi sul sedile: una coppia indiana con neonato lo interessa, ma deve ruotare su se stesso per immortalarli. Li guarda, li studia, aspetta che si girino, alza la macchina, la riabbassa. Non trova il momento. Se dovesse rubar loro il portafogli sarebbe meno furtivo. Il treno ferma, la coppia scende, lui corre al lato opposto del corridoio per poterli fotografare sul binario. Scatta foto avidamente e si risiede con lubrico compiacimento. A questo punto mi trovo a tiro del suo obiettivo e alla sua prima occhiata, per non correre rischi, gli do le spalle coprendomi con la mano il viso.
Certo, anche io faccio foto nei vagoni e sui binari, ma questo tizio è al limite della molestia e io lo ripago con la stessa moneta, ma qualche sotterfugio in meno.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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32 risposte a Impunità amatoriale

  1. Spartaco Mencaroni ha detto:

    Poche cose al mondo mandano in tilt il cervello e distruggono le inibizioni sociali quanto una reflex nuova!

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  2. vagoneidiota ha detto:

    Oh, quanto avrei voluto incontrarlo.
    Lui fotografare me ed io scrivere di lui.
    Ha incontrato, però, chi ha saputo dipingere un quadro.
    Bellissime le tue righe.
    Maxwell – til the cops come knockin’

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  3. stravagaria ha detto:

    Difficile passare inosservati con quell’armamentario…tu almeno ti muovi con discrezione e non pubblichi mai i volti. 🙂

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  4. Vitadapendolare ha detto:

    La difficile missione di immortalare persone in treno.. per nulla facile! Complimenti per esserci riuscita anche questa volta, per di più con molta più discrezione del soggetto immortatato. 😉

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  5. paroledimaru ha detto:

    Mi piacciono i ladri gentiluomini dei romanzi d’appendice. I rubagalline mi hanno sempre rattristato. Le tue foto senza volto sono scintille che accendono la nostra fantasia e ci portano lontano, regalando fama all’ordinario. Non li considererei furti ma prestiti che restituisci con interessi degni di nota.

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  6. paroledimaru ha detto:

    Gentiluomini o gentildonne….:-)

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  7. tiptoetoyourroom ha detto:

    La discrezione non è roba di tutti…
    Ciao 🙂

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  8. pani ha detto:

    insomma, chi la fa l’aspetti?

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  9. Miss Fletcher ha detto:

    Eh, ma lui non poteva sapere di aver di fornte la professionista dello scatto discreto da scompartimento.
    Discreto, appunto, senza invadere lo spazio e la vita altrui.
    Bello questo post, mi è parso di esserci su quel treno!
    Buona giornata cara!

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  10. tiZ ha detto:

    SpudoratO!

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  11. cioè, in pratica era diventato una sfida, a un certo punto. però partivi in vantaggio, con il tablet è più facile. se ti ha fatto una foto e non ti sei accorta ha vinto lui 😉

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  12. the quiet man ha detto:

    Mi sembra un po’ la storia del bue che dà del cornuto all’asino.

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  13. aldievel ha detto:

    Mi chiedo come si possa pensare di passare inosservati con un bazooka appeso al collo…

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  14. pendolo0 ha detto:

    Si vede che non è un pendolare blogger professionista… la reflex è pericolosa, ti sgamano subito! Meglio il cellulare o il tablet! 😉

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