Il treno nei libri: Narratori delle pianure

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Gianni Celati. Narratori delle pianure. Universale Economica Feltrinelli, decima edizione 2012.

Bambini pendolari che si sono perduti
Salivano in treno a Codogno tutti i venerdì, e il bambino andava a Milano perché i suoi genitori erano separati; doveva passare cinque giorni col padre a Codogno e il fine settimana a Milano con la madre. La bambina andava a Milano perché era in cura da uno psicanalista, per un suggerimento di qualche dottore, che suo padre aveva trovato giustissimo.
Lei forse aveva 13 anni, lui forse 11. Siccome a casa entrambi si annoiano sempre a sentir parlare i loro genitori, s’erano formati l’idea che i genitori sono tutti noiosi. Poi hanno sviluppato l’idea, giungendo alla conclusione che tutti gli adulti sono noiosi. Infine alcune circostanze li hanno portati a credere che genitori e adulti, più che noiosi, sono cretini: veramente così cretini che non val la pena di badare a ciò che dicono o fanno.
È successo così. Durante il fine settimana a Milano, i due bambini andavano in giro per vedere se riuscivano a individuare per strada qualcuno che non fosse noioso, e ad esempio seguivano qualcuno sugli autobus o in metropolitana facendo scommesse: “Scommettiamo che quello lì non è noioso.” E tenevano i conteggi delle scommesse scritti su un taccuino.
Però poi si annoiavano moltissimo, soprattutto in metropolitano a osservare la gente che non sa mai dove mettersi perché ha sempre paura che gli altri la guardino, o quelli che vogliono far capire agli altri che loro se ne infischiano di tutto, o quelli che vogliono far capire agli altri che loro sono stanchissimi di tutto. Queste cose facevano venir loro la malinconia.
[p. 21-22]

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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15 risposte a Il treno nei libri: Narratori delle pianure

  1. Tratto d'unione ha detto:

    Essere piccoli… io non me lo sono dimenticata ma, ugualmente, non posso farci niente, sono adulta 😦

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  2. tiptoetoyourroom ha detto:

    Bellissimo pezzo e come dare torto a quei bambini?

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  3. stravagaria ha detto:

    Eh sì a volte gli adulti sono davvero noiosi… Ma com’è che a una certa età si diventa dei vecchi barbogi? 😉

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  4. Elena ha detto:

    Ho fatto fare a mia figlia il liceo non in città (milano) per non farla pendolare! PS ho visto le foto del raduno pendolanti, ma sei giovanissima!

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  5. Elena ha detto:

    Ribadisco il commento!!! Io sono del 67 quindi…fai i tuoi conti 😦

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  6. Miss Fletcher ha detto:

    Oh, quanto hanno ragione quei bambini, a volte gli adulti sono davvero noiosi, grazie Katia, mi hai fatto scoprire un libro che mi piacerebbe leggere.

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