Interviste Pendolanti: Esperienze da Autobus

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Sono sempre felice di scoprire nuovi blogger pendolari e se poi viaggiano nel sud Italia la gioia aumenta vista la rarità. Valentina, blogger di Esperienze da autobus, si è svelata in occasione dell’ultimo raduno pendolare a Roma, leggendone l’annuncio che Ilaria, di Vitadapendolare.it, ne ha dato su Facebook. Valentina e Dario sono gli autori di questo blog e dell’omonima pagina Facebook che, contrariamente al titolo, non raccontano solo di autobus, ma spaziano tra tutti i mezzi pubblici.

Come nasce il tuo blog?

Esperienze da autobus è nato per caso. Sia io che Dario abbiamo iniziato a “pendolare” tutti i giorni per frequentare la scuola di giornalismo, io da Taranto e lui da Gravina di Puglia.
La prima ad iniziare a raccontare sono stata io, che descrivevo su Facebook quello che capitava nell’autobus mentre viaggiavo. Lo facevo così senza impegno.
Chi viaggia quotidianamente sa che trascorrerà parte della sua vita all’interno di un mezzo, e in quel viaggio succedono tante situazioni strambe, o tenere, o buffe che fanno sorridere, alla fine è vita anche quella, non è solo l’attesa di arrivare.
Quindi perché non raccontare queste situazioni?
Un giorno, intitolai un mio post “Esperienze da autobus” e così nacque il nome. Ai miei amici piaceva, quando mi incontravano mi dicevano “io le seguo sempre le tue esperienze! Aspetto di leggerle ogni giorno! Perché non scrivi un libro?”
Un giorno mi sono resa conto che lasciare le mie storie così le stavo perdendo, allora ho creato una Funpage e poi il blog.
Il secondo anno della scuola però mi sono resa conto che non riuscivo più a pendolare, era sempre stanca e non vivevo bene le 9 ore di lezione e redazione giornaliere, così ho deciso di prendere casa a Bari, questo significava esperienze da “treno”, perché poi ho iniziato a prendere il treno, solo 2 volte la settimana. Dario invece continuava a viaggiare, e ogni tanto mi raccontava le sue di esperienze da autobus, così gli feci la proposta di scrivere quello che vedeva, che gli capitava, le curiosità insomma. E lui ha portato anche un po’ di pubblico maschile.

Perché e come prendi i mezzi pubblici?

Io prendo i mezzi pubblici, perché non so guidare, quindi anche se non dovessi fare Taranto Bari, li prenderei comunque. Mi piace guardare fuori dal finestrino e vedere cosa accade fuori. Ora che siamo a Roma, poi è più semplice muoversi con i mezzi, ed è anche meno costoso. Destino ha voluto che viaggiassimo durante gli orari clou della giornata, il più delle volte la stessa gente dell’andata la ritroviamo la sera nella corsa di ritorno. Qui Roma stiamo utilizzando qualsiasi tipo di mezzo e dobbiamo ammettere che la frequenza con cui assistiamo a situazioni curiose, o meglio raccontabili, è molto più alta. E poi in due anni, Esperienze da autobus, si è evoluto, abbiamo preso, treni, aerei di linea e militari, navi, traghetti, biciclette, tram, metro e siamo rimasti anche a piedi.

Come passi il tempo del tuo pendolarismo?

Spesso leggiamo, io più libri, Dario più giornali, nel corso della giornata selezioniamo gli articoli che potrebbero essere piacevoli durante il viaggio, soprattutto storie particolari, reportage, eventi culturali e qualche editoriale sportivo. Oppure ascoltiamo musica. Solo che tante volte mi sono resa conto, che mettere le cuffiette e ascoltare una canzone oppure leggere, mi faceva perdere “storie”. Così solitamente osservo, quello che accade dentro e fuori dal mezzo, se proprio non succede nulla leggo e ascolto musica. Se proprio siamo stanchi, dormiamo.

Se leggi, qual è Il miglior libro da treno?

Dario tende a leggere i giornali, io non credo di poter dire di avere un miglior libro da treno. Ogni volta che un libro mi è piaciuto, dico “questo è il miglior libro da treno”!
In realtà, mi faccio influenzare anche dalla forma. Su un mezzo è difficile leggere un libro grande o grosso, e con la copertina rigida. Il mio formato da mezzo è copertina morbida, scrittura larga e capitoli brevi, così da non perdere il filo se distogli l’attenzione. Per questo sui mezzi adoro i libri di Alan Bennet, e per colpa de “La Sovrana Lettrice” ho perso anche qualche fermata. L’ultimo libro che ha letto Dario e che consiglia è stato “Il paese del male” di Domenico Quirico.
Invece il libro che ho adorato leggere in viaggio è stato “La mia anima è ovunque tu sia” di Aldo Cazzullo, un giallo avvincente e se non sbaglio una storia vera. Perfetto se letto attentamente. Ma “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani è il libro da treno perfetto. Per un anno, il 1993 lui non poté prendere aerei, perché un indovino gli predisse di non farlo. Lui prese treni, autobus e qualsiasi altro mezzo, non perché credesse all’indovino, ma perché si rese conto che c’erano storie di vita da raccontare. Solo che all’epoca era inviato nel Sud Est Asiatico per il Sole 24 Ore.

Cosa attrae maggiormente la tua attenzione negli altri pendolari/viaggiatori?

Sono loro che si fanno notare, spesso. Anche perché su un mezzo, è facile che venga destata l’attenzione o il fastidio di un altro viaggiatore. Tendo spesso ad ascoltare i discorsi di chi mi è vicino, certe volte anche coattamente. Ma di solito sono dettagli, movimenti, fatti strani.

Come influisce il pendolarismo sulla tua vita?

All’inizio era un peso, ora scandisce la giornata. In più ogni mezzo non preso, ogni volta che qualcuno dice “ti accompagno”, diventa una storia o un’occasione persa. Oramai sappiamo che la nostra giornata di lavoro non finisce quando mettiamo il piedi fuori dalla redazione, perché il tempo che trascorro in un mezzo pubblico è tanto. Io, Valentina, viaggio quasi per trovare storie. Una volta in un post scrissi “prendo il treno perché è meglio di guardare la televisione”. Mi piace raccontare storie che vedo solo io. Di politica, sport e spettacolo, scrivano i distratti… quelli troppo impegnati a fare altro, quelli che vanno di fretta e per arrivare preferiscono “guidare”. A me piace guardare il mondo e leggere le persone.

Se non scrivessi di pendolarismo, scriveresti ugualmente?

Be certo siamo giornalisti, ma forse scriveremmo quello che scrivono gli altri!! Io racconti ne ho sempre scritti.

Sei tra le poche blogger pendolari del sud Italia. Secondo te come mai i pendolari scrivano delle loro (dis)avventure prevalentemente da Roma in su?

Ci sono in realtà altri blog, ma sono quasi tutti di “servizio”. Non raccontano storie come noi. Un cliché potrebbe essere che forse al Sud siamo talmente abituati a viaggiare in pessime condizioni che quasi ci sembra normale. A noi conviene c’è meno concorrenza!

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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23 risposte a Interviste Pendolanti: Esperienze da Autobus

  1. stravagaria ha detto:

    Ora capisco che non ti eri dimenticata il link la volta scorsa ma che il post era sfuggito alle bozze prima di essere completato. Un’ansia comprendibile da parte sua perché è davvero molto interessante! Ed io sono sempre felice di scoprire pendolari curiosi che osservano il mondo con ironia ed attenzione. Buona domenica! 🙂

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  2. tiptoetoyourroom ha detto:

    Bell’intervista, grazie della segnalazione: utile per scoprire nuovi blog da seguire… 🙂

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  3. Elena ha detto:

    Bellissima intervista! Nuovi blog interessanti da seguire! Sai che leggendo le storie dei pendolanti mi viene un po’ di nostalgia. Buona domenica!

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  4. tiZ ha detto:

    Benvenuta Vale 😉

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  5. ahahah! ho molto riso, parafrasando nella mia testa una frase ben più nota: “non sono io che li noto, sono loro che sono dei pendolari…”

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  6. Vitadapendolare ha detto:

    Benvenuta Vale! Con grande stupore e piacere ho accolto la tua richiesta di partecipare al raduno pendolare di Roma dopo che lo avevo annunciato sulla mia pagina FB. E sono molto contenta che tu l’abbia fatto! Ora ci manca solo di conoscere anche Dario! 🙂

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  7. Veronica Adriani ha detto:

    MI associo alla quantità di mezzi pubblici presi e descritti…tranne gli aerei militari! Quelli effettivamente ancora mi mancano, ma non si sa mai 😀

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