Irritazioni da contatto

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La ragazza è bella, solida, sicura. Sta leggendo. Per questo la scelgo come compagna di viaggio. Tranquillamente assorta non bada a me che col cellulare mi preparo a immortalare il libro tra le sue mani. Poi un’ombra entra nell’inquadratura, la vista periferica individua un’imponente sagoma maschile e lei trasale quando una voce impostata, da quello che non deve chiedere mai, esordisce con: “E’ libero il posto?”. Ancora non ha messo l’interrogativo finale che le scavalca le gambe e le si siede accanto, lato finestrino. La ragazza s’illumina di gioia, gli si getta al collo come una naufraga a una boa, poi si stringe al suo petto e lì si abbandona alla felicità più totale per qualche secondo, con un fare fanciullesco che sfoca in indefinito il rapporto tra i due. Un bacio chiarisce la situazione, ma delude l’assenza di passione, visto l’entusiasmo iniziale. Lei ha qualche difficoltà a staccarsi dalle labbra chiuse di lui (che se non chiedono mai non concedono neppure troppo). La ragazza esita, ma poi molla, si riprende, chiude rapidamente il libro ancora in bilico sulle gambe, toglie gli occhiali, li getta nella borsa, sposta con foga giacca e foulard, colpevoli di frapporsi tra lei e il suo salvagente. Libera da ingombri, da inutili orpelli che le appartengono, lei si avvinghia al maschio bicipite con entrambe le braccia e vi appoggia la testa, finalmente in salvo.
Lui, che ha assistito con sorriso spocchioso alle grandi manovre, ora le guarda dall’alto la testa soddisfatto, compiaciuto di sè, di quel suo reggerla, di quel suo farsi ed essere colonna. 
Poil’uomo che non chiede, con tono bonariamente paternalistico, rimprovera la ragazza per aver scelto il vagone più affollato. Quella gli fa le moine, cucciolo mansueto che punta alla grattatina dietro le orecchie. Lo scambio di battute che segue non è conversazione, ma precisazione di ruoli.
Sarà che sono ancora con l’obiettivo a mezz’aria pronta a scattare una foto che non farò più, sarà che non ho digerito il cambio d’orario, sarà che la tranquillità del viaggio è stata turbata, ma mi prende un attacco d’orticaria così pruriginosa che al limite della sopportazione mi alzo e cambio di vagone.
Sarà!

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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58 risposte a Irritazioni da contatto

  1. vagoneidiota ha detto:

    E ripensandoci, cosa provi?

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  2. the quiet man ha detto:

    Non sarà che mi stai un po’ inacidendo?
    È l’ammore!

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  3. Elena ha detto:

    Sarà’?! Ma forse una forma di “amore”?

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  4. cinziarobbiano ha detto:

    ti seguo… 😉

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  5. paroledimaru ha detto:

    L’ho sentita anch’io l’orticaria… mi sembrava di essere con te quando hai cambiato vagone! Buona giornata! 🙂

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  6. Tratto d'unione ha detto:

    La ragazza ti era sembrata solida e sicura… infatti lo è. Cosa c’è di più solido e sicuro di una tradizione millenaria, quella della donna fragile e dell’uomo forte? 😉

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    • Pendolante ha detto:

      Credo che parte della mia irritazione sia stata causata anche da questo cambio di registro da parte della ragazza. Un attimo prima “solida e sicura”, un attimo dopo “malleabile cucciolo” (che di solito fanne pure tenerezza). Non che i due aspetti non possano alternarsi in fasi, in circostanze, in momenti, ma così repentinamente per l’arrivo di un uomo che le ha riservato pure un trattamento poco lusinghiero, apparentemente accogliente, ma in realtà teso a fissare delle barriere, anzi, una gerarchia

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    • (questo commento – e la risposta relativa – valgono da soli il senso del post)

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  7. Vitadapendolare ha detto:

    Solo ad immaginare la sopresa che ha provato lei nel vedere che era arrivato lui mi sono venuti gli occhi a cuoricino! Poi non so, da come lo racconti non sembra un rapporto molto equilibrato. E mi fido di te, forse anche io dopo un po’ avrei cambiato carrozza..

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  8. tiptoetoyourroom ha detto:

    Anch’io sono un po’ allergica alla “precisazione di ruoli”… è più bello confonderli, o no?

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  9. tiZ ha detto:

    ..la rimprovera per aver scelto il vagone più affollatOo? perché veramente si può scegliere un vagone vuoto da inizio a fine viaggio? non lo sapevo !

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  10. stravagaria ha detto:

    Sarà… ma se dovessi azzardare un pronostico sarebbe “Problemi in paradiso a breve…” Ovvero appena il cucciolo mansueto si ricorderà di essere anche altro e di aspirare a un rapporto meno sottomesso. Forse sono un’ottimista o forse sarà che mi hai attaccato l’orticaria 😉

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  11. Wish aka Max ha detto:

    A me pare una forma di dipendenza. Lei avrà il suo tornaconto nell’interpretare una parte. Forse magari le appartiene anche, ma da quel che scrivi è chiaro che recita. Troppo repentino il cambiamento. Si è “venduta” per qualcosa. Ma succede anche al contrario, eh. In questo c’è parità assoluta o quasi.

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    • Pendolante ha detto:

      Sicuro che entrambi hanno il loro tornaconto; in un rapporto (qualsiasi rapporto) c’è sempre un tornaconto. E nemmeno discuto sul fatto che sia equilibrato quello che i due ottengo dal loro scambio. Semplicemente mi ha infastidita.

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      • Wish aka Max ha detto:

        Sì ma è lei che si è venduta. Il mio punto è che mi domando se ti saresti così infastidita se avessi percepito che a vendersi era stato lui.

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        • Pendolante ha detto:

          Buona domanda. In linea di principio sì. M’infastidisce in genere chi si vende

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          • Wish aka Max ha detto:

            Forse non da orticaria… 😉
            Per inciso ho gli stessi tuoi sentimenti. Mi infastidisce maggiormente il meretricio femminile, perché è qualcosa che affonda le radici in tempi lontani sul piano della crescita filosofica delle culture.

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          • Pendolante ha detto:

            Qui Max si apre un gran dibattito. Da un lato il meretricio femminile risponde alla legge della domanda e dell’offerta, quindi è imprescindibile dalla richiesta maschile, dall’altro infastidisce anche a me la complicità femminile nel mantenere viva questa “tradizione” che in tante ci sforziamo di … superare.

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  12. the quiet man ha detto:

    Beh, adesso non esageriamo, il meretricio è un’altra cosa. Trovo che sia sempre pericoloso giudicare certi rituali. I modi di stare insieme sono infiniti e l’unico discrimine utile secondo me è l’eventuale sopraffazione di uno dei due partner sull’altro. E non mi sembra questo il caso, lei sembra essere piuttosto felice.
    Ma davvero all’inizio di una storia d’amore qualcuno di voi ha lo stesso comportamento quando è da solo e quando è con l’oggetto della sua passione?
    Ma davero davero?

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    • Pendolante ha detto:

      Ma davvero per niente! Se fosse così ci sarebbe da preoccuparsi. Sul giudizio dei rituali altrui poi mi astengo, considerando appunto che ognuno ha i propri, anzi, di solito li osservo con interesse, ma ne registro anche l’effetto che hanno su di me: a volte inteneriscono, altre irritano. Poi Max fa il provocatore, sollecita la discussione, l’amplifica e si arriva a generalizzazioni che sfuggono dal contesto. E io abbocco volentieri, ma consapevoli entrambi che stiamo divagando

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  13. Topper ha detto:

    Credo mi avrebbe creato disagio, nonostante io sia a favore delle manifestazioni d’affetto. E’ che forse quelle erano un’altra cosa.

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  14. Veronica Adriani ha detto:

    Io vado addirittura oltre: provo irritazione ogni volta che sono costretta ad osservare l’intimità di qualcuno contro la mia volontà, di qualsiasi rapporto o soggetto si tratti. Condivido perciò doppiamente il tuo fastidio: certo che la ragazza poteva scegliere un vagone meno frequentato 😀

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  15. pani ha detto:

    quindi hai accontentato l’uomo che non chiede mai? Io ci avrei fatto salire una comitiva di pensionati su quel vagone.

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