L’uomo in tinta

imageNel parcheggio la tinta dei pantaloni, sfumatura di giallo da foglia autunnale, lo distingue nel grigiore piovoso del clima e degli uguali abbigliamenti a toni scuri degli altri viaggiatori. Contrasta poi, il colore delle braghe col giallo limone del trolley, nostalgia dell’estate passata. Lo seguo nel sottopassaggio in un pedinamento obbligato dalla condivisione del tragitto. Accodata a lui, la mia falcata da pendolare accorcia in pochi metri le distanze e d’istinto rallento. Registro un’anomalia in quel suo passo rilassato di prima mattina, da passeggiata domenicale nel parco, senza nessuna fretta, senza quasi una meta. Le spalle un po’ incurvate, lo sguardo basso a seguire i suoi pensieri. Semplicemente va, con una mano in tasca e l’altra a spingere il trolley che non trascina, ma tiene sul fianco, come fosse il guinzaglio di un cane da portare a spasso. Poi rallenta ancora, quasi si ferma nel fissare un ciclista che ci viene incontro nel sottopassaggio. Quello nemmeno s’accorge di come la testa dell’uomo in giallo ruoti lentamente mentre lo sorpassa in senso inverso e a impedirgli una rotazione di 180 gradi è solo l’anatomia di tendini e muscoli del collo. Lo stupore dell’espressione non giustifica l’evento, per nulla insolito, di una bicicletta che attraversa in sotteranea la ferrovia. Poi l’uomo in giallo se ne fa una ragione, riparte, raggiunge il tabellone elettronico e lì lo lascio per raggiungere il binario, mentre osserva senza apparente intetesse una fila di orari e destinazioni, come valutasse in quel momento la sua.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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35 risposte a L’uomo in tinta

  1. Elena ha detto:

    Chissà dove sarà diretto l’uomo in giallo?! Buona settimana!

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  2. vagoneidiota ha detto:

    Personaggio che appare fuori contesto. E già i pantaloni avrebbero dovuto anticipare quella rotazione curiosa di chi, all’improvviso, si ritrova nel luogo e nel tempo a lui mai appartenuto.
    Chissà cosa ha pensato.
    Altro quadro.
    Grazie.
    Da v a v
    Home – kai & kyle feat. ashley jana (main mix)

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  3. Aldievel ha detto:

    Il colore che odio di più. Giallo. Non comprerei nemmeno una maglietta…
    Buona settimana!

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  4. Tratto d'unione ha detto:

    Se il giallo è l’auspicio di una giornata senza meta, da passare al ritmo lento della libertà, allora mi compro subito un paio di calzoni gialli! 🙂

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  5. stravagaria ha detto:

    Esistono uomini così : senza fretta, senza meta…e purtroppo senza gusto. 😉

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  6. tiZ ha detto:

    il contrasto tra una movenza discreta e timida (fa tanto “invisibili”) e il colore catarifrangente del giallo (CHE qualcuno Mi NOTI)… che esseri enigmatici che siamo..

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  7. Miss Fletcher ha detto:

    E un altro splendido fotogramma, certo che r indossare un paio di pantaloni gialli…wow!
    Brava sempre tu, Katia!

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  8. e comunque almeno il piccolo merito di un trolley di quelli a 4 ruote gli va riconosciuto. quelli a due sono il mio peggior nemico sulle banchine (lo sono delle mie caviglie, soprattutto).

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  9. pani ha detto:

    e pensare che anch’io una volta mi ero preso un paio di pantaloni gialli. Ma ero piccolo piccolo…

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  10. pendolo0 ha detto:

    Invidio un po’ il suo non avere una meta e soprattutto il non avere fretta, oggi che è lunedì, anche se non invidio troppo il colore dei pantaloni 😀 ciao!

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  11. tiptoetoyourroom ha detto:

    Anch’io mi schiero a favore del “non avere meta” e decisamente contro i pantaloni gialli! Anche se forse dovrei starmene zitta, visto che, quand’erano di moda, anch’io mi ero comprata quegli orribili jeans rossi!! Eravamo giovani…

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  12. Topper ha detto:

    Forse non ha fretta ma una meta l’ha di sicuro, lo dimostra proprio il giallo dei pantaloni, una scelta non casuale.

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