Interviste Pendolari: Passaintreno

Intervista CTQuando ho scoperta Passaintreno, Passaparola dei pendolari in Emilia Romagna, mi sono entusiasmata come una scolaretta. Un blog sui treni scritto da una capo treno e per di più della mia regione! Quando le ho proposto un’intervista non sapevo cosa chiederle, tante cose avevo in mente e lei forse si è un po’ spaventata pensando che volessi fare il tiro al piattello. Alla fine ho scelto le domande e leggendo le risposte mi sono ritrovata a vedere il mio mondo con occhi diversi e scoprire che forse, poi, pendolari e capo treno non sono nemici, ma due facce della stessa medaglia. Grazie a Foxcola per questa bella intervista e la spiritosa immagine a corredo.

Come nasce il tuo blog?

Passaintreno nasce da un’idea: io credo che l’esperienza del treno non possa essere ricondotta alle sole lamentele. Il treno è molto di più, e i pendolari lo sanno.
Io voglio raccontare il treno da dentro, voglio ricreare, attraverso la scrittura, le emozioni e l’esperienza a livello sensoriale che si vive in treno.
Non pretendo di raggiungere questo obbiettivo da sola, voglio collaborare con altri blogger, ospitare post, raccogliere testimonianze direttamente in treno, sebbene quest’ultimo passaggio sia rischioso, in quanto l’intervista in se perde la spontaneità della dichiarazione, in qualche modo l’aspetto empatico viene per così dire “contaminato”.

Perché e come prendi il treno?

Io abito fuori città a dieci chilometri dalla stazione di Imola e da lì ho una mezz’ora di treno per arrivare al lavoro. Sono una pendolare a tutti gli effetti, se non fosse che spesso viaggio con la divisa già addosso, e questo mi pone in modo diverso agli occhi degli altri viaggiatori: per alcuni sono “il nemico”; per altri sono quella vicino a cui sedersi, per curiosità o anche per sentirsi più tranquilli.
Mi sposto raramente negli orari di punta, perché facendo i turni posso iniziare o finire di lavorare a qualsiasi ora, ma quando malauguratamente mi capita di dover prendere quei treni strapieni, per me il disagio è doppio, perché non solo in quel momento sto viaggiando come pendolare, magari stanchissima dopo dieci ore di lavoro, ma devo anche fronteggiare tutti quei viaggiatori che si rivolgono a me pensando che io sia in servizio, e i loro toni spesso non sono troppo gentili.

Dal tuo punto di vista c’è differenza tra i pendolari e i viaggiatori occasionali?

Sì, ma in realtà c’è differenza anche tra i pendolari: ci sono quelli giornalieri che sono perfettamente organizzati: salgono sempre dalla stessa porta, e scelgono il posto sempre con lo stesso criterio, a volte si ritrovano sempre con lo stesso gruppetto di persone, e una volta seduti hanno il loro programma di cose da fare, che spesso non rispettano, perché si lasciano andare alle chiacchiere o al sonno. Poi ci sono i pendolari settimanali, quelli dalle 17.30 alle 19 del venerdì che rientrano a casa per il week and, e lì… si salvi chi può! Hanno borse, borsoni e valige e con queste occupano i sedili alimentando ancora di più la feroce lotta per le risorse, difese coi denti dai pendolari giornalieri che in quel contesto abbandonano la loro abituale rassegnazione e quiete per diventare i fomentatori delle folle… Fortunatamente la situazione si assesta dopo la prima mezz’ora di viaggio quando gli habitué iniziano a scendere e il treno inizia a svuotarsi, gli animi si placano e torna il buon umore, il cielo si rasserena, gli uccellini cantano e si parla di arcobaleni e unicorni…
I viaggiatori occasionali sono tutta un’altra storia, si potrebbero scrivere libri e libri su di loro, i viaggiatori “del tutto è dovuto” e del “sarebbe così semplice fare così”, quelli adorabilmente tranquilli e rilassati, quelli esaltati per l’emozione del viaggio, quelli super ansiosi che vedono il treno fermo e iniziano a sbuffare senza neanche accorgersi che è in anticipo, quelli tutti avvinghiati e “sbaciucchiosi” che si guardano coi cuoricini negli occhi, quelli che pensano che il vagone sia tutto per loro…

Di viaggiatori tu ne vedi tanti, puoi fare una classifica di quello che fanno per passare il tempo in treno?

Da uno a Dieci? “Lavorare” con dispositivi elettronici di vario genere, parlare al telefono, mangiare, chiacchierare, leggere, dormire, ascoltare musica o guardare film, giocare a carte. Più o meno le attività sono queste, poi c’è chi le fa tutte insieme, poi c’è chi allatta, chi si taglia le unghie,chi lavora a maglia, chi si trucca, un po’ di tutto.

Qual’è il peggior viaggiatore?

Quello che si taglia le unghie in treno, naturalmente! A parte gli scherzi alcuni viaggiatori si impegnano particolarmente nell’essere fastidiosi urlando al telefono ad esempio. Quelli super ansiosi o quelli dalla polemica gratuità, giusto per impiegare il tempo, sono invece l’incubo di noi, capitreno.

Puoi raccontarci gli aspetti migliori e peggiori del tuo lavoro?

Aspetto migliore: il contatto con il pubblico.
Aspetto peggiore: il contatto con il pubblico.
Scherzo! Il tipo di lavoro è sicuramente anomalo, per gli orari, e la vita da nomade. Una cosa bella è sicuramente il fatto di cambiare tutti i giorni: sia il turno, sia la destinazione, che i colleghi. In questo modo conosci tante persone e vedi… intravedi tante città. Perché in realtà le occasioni di vedere e visitare realmente le città sono poche, ma conosci i luoghi attraverso le persone che salgono e che scendono, e che indirettamente si raccontano. Un altro aspetto che ha i suoi pro e i suoi contro è che sei all’aperto. Nel senso che le stazioni sono al chiuso e quando sei nel treno sei dentro, ma il capotreno sale e scende, con o senza pensilina, fa le manovre o altre operazioni camminando lungo il lato del treno scendendo in mezzo al binario, col sole e con la pioggia. Però quando vado sulla Porrettana, sulla Prato o sulla Ravenna e vedo le montagne e la campagna, e faccio le fermate in mezzo al verde, io “respiro”, mi ricarico e sono di buon umore, ma questo vale per me, ognuno è fatto a modo suo.

Quando non lavori, viaggi in treno?

Quando non lavoro, sono un’universitaria part-time e una mamma a tempo pieno, quindi devo comunque andare a Bologna per esami, lezioni, ricevimenti e laboratori. D’estate poi, faccio la pendolare da Ravenna, dove stanno al mare i miei bimbi. La cosa buffa è che in quel caso non sono in divisa, ma sembra che io abbia scritto “FS” sulla fronte, dal momento che tutti vengono da me a chiedere informazioni! E questo succede indifferentemente, che io sia immersa nei libri, al telefono o che stia mangiando. Altre volte invece dimentico di essere “in borghese” e vado io vicino a qualche signore anziano che vedo spaesato o magari aiuto qualcuno a caricare i bagagli o il passeggino sul treno, senza rendermene conto, a quel punto mi scrutano con uno sguardo di sorpresa e diffidenza che si trasforma in un sorriso, quando imbarazzata chiedo scusa e mi giustifico dicendo che sono un ferroviere.

C’è un episodio particolare che vorresti raccontare? Una richiesta particolare, un viaggiatore singolare…

Sì vorrei ringraziare quei pendolari, probabilmente mossi da pietà o da senso civico… non lo so, che a volte intervengono e si schierano dalla parte del capotreno, quando certi personaggi si rifiutano di pagare il biglietto, fornire le generalità o semplicemente di scendere. E’ bello che qualche volta il capotreno non sia solo nella sua crociata, specialmente dato l’aumento della frequenza delle aggressioni nei nostri confronti.
Quest’ultimo fenomeno deve essere assolutamente indicizzato come scorretto, non immaginate quanto sia potente lo strumento del biasimo sociale, per arginare certi atteggiamenti.
Per non concludere così, che sembra uno spot da pubblicità progresso, vi invito tutti a scrivere e a propormi i vostri post, su aneddoti, emozioni, esperienze vissute in treno, e a visitare il mio blog.

Ciao a tutti, ci vediamo in treno.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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23 risposte a Interviste Pendolari: Passaintreno

  1. paroledimaru ha detto:

    Molto interessante questa intervista e anche molto divertente. La figura del capotreno pendolare che ne viene fuori potrebbe diventare l’icona di cosa significa ‘altro punto di vista’. Complimenti!

    Piace a 1 persona

  2. Personaggio in cerca d'Autore ha detto:

    Salgo subito su questo blog! Voglio vedere dove mi porta… a che ora passa? 🙂

    Piace a 1 persona

  3. foxcola ha detto:

    L’ha ribloggato su passaintrenoe ha commentato:
    pendolante.wordpress.com HA PUBBLICATO L’INTERVISTA A CUI HO PARTECIPATO!!!

    "Mi piace"

  4. 17lastella ha detto:

    abbiamo la stessa opinione sul peggior viaggiatore!! 😀

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  5. stravagaria ha detto:

    Ma che bell’intervista! Questo è un blog da non perdere, un passaggio trasversale tra due mondi… 🙂

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  6. bellissimo cambio di prospettiva, e pregevolissime riflessioni.
    grazie.
    (i peggiori son quelli che si taglian le unghie DEI PIEDI. giuro, m’è capitato.)

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  7. tiptoetoyourroom ha detto:

    Wow! Pendolante che intervista il capotreno!! Credo sia un lavoro affascinante… piuttosto duro, certo, ma gli aspetti positivi messi in luce da Passaintreno mi hanno colpita, fatta sognare un pochino. Non mancherò di seguire questo blog…
    Ciao 🙂

    "Mi piace"

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