Patti chiari

Che io debba scoprire che la scuola elementare di mia figlia intende far firmare ai genitori un “Patto educativo di corresponsabilità”, cosa per altro già in vigore alle medie. Che i genitori debbano essere avvisati che hanno la responsabilità di educare i propri figli, di insegnare loro le regole della convivenza, del vivere civile, dello stare assieme in comunità; dovere condiviso con le insegnanti che operano però su un territorio definito che non è la vita, anche se ne è una parte fondamentale come la scuola. Che sia con una firma che i genitori debbano prendere atto di un impegno che è alla base del loro essere genitori. Che si debba leggere su un pezzo di carta che sono responsabili delle azioni dei propri figli, dei danni che possono provocare a cose o persone.
Che si debba spiegare che esiste un diritto alla privacy che è tanto più fondamentale se applicato a dei bambini che anche se compiono atti occasionali di violenza all’interno della scuola, se sono estremamente vivaci, se disturbano, se sono portatori di problematiche che spesso derivano da una situazione di disagio, se non patologica, sono pur sempre bambini. Che chiamarli bulli, etichettarli, emarginarli, promuoverne l’isolamento sociale con la maldicenza è senz’altro deplorevole da parte dei loro pari, ma penalmente rilevante se fatto da degli adulti. Si chiama diffamazione. Che si debba spiegare a quegli adulti che lo strumento più appropriato per risolvere i problemi di una prima elementare che ospita un bambino difficile, non è rivolgersi alla Gazzetta locale che titola “Quell’alunno è violento e pericoloso”, perchè quell’alunno è un bambino di sei anni che semmai va aiutato, non messo alla gogna. Che poi un’etichetta ti si cuce addosso ad un età in cui non sai difenderti, diventa parte di te, diventa te e ti ci identifichi e te la incolli e ti ci adegui e ti comporti di conseguenza e poi solo i casi fortuiti della vita e i giusti incontri e libri letti col vocabolario e la fatica quotidiana per togliere quella colla ti porteranno a essere qualcosa di diverso, qualcun altro…
Che debba partecipare a riunioni in cui si dichiari di voler applicare un codice disciplinare per i bambini all’interno della scuola elementare e subito dopo assistere alla lite tra due genitori che s’insultano a suon di “mettiti il cazzo in bocca” e minacce di denuncia perchè “della puttana davanti a mio figlio non me lo dici”.
Che per giorni e settimane debba leggere i commenti su tutto questo nei gruppi WathsApp dei rappresentanti dei genitori, della classe, delle mamme e dover spiegare a mia figlia cosa succede perchè davanti a scuola lei li sente gli adulti che incuranti delle orecchie che li ascoltano si danno al pettegolezzo sfrenato, spesso intriso di cattiveria gratuita, di un malsano gusto dello scoop, il tutto condito con la presunzione d’essere migliori, con la sicurezza mal riposta che a loro certo non può capitare…
Che tutto questo porti a scrivere un post che non parli di pendolarismo, ecco, io spero lo capirete.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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67 risposte a Patti chiari

  1. Melusina ha detto:

    Allibita.

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  2. vagoneidiota ha detto:

    L’essere umano, spesso, sa essere gretto. E per farlo, adotta codici, blatera disciplina senza peraltro sapere cosa è davvero, la disciplina.
    Immaturi che parlano di regole senza conoscere il rispetto.

    Come non comprenderti.
    Il treno, oggi, può aspettare.
    Da v a v
    The magician – (Darius remix) sunlight feat. Years & amp.

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  3. stravagaria ha detto:

    Tocchi un argomento che mi ha sempre coinvolto da vicino. Troppi immaturi che si ritrovano a far da genitori con danni che non si contano… A volte ancora oggi mi guardo intorno e non mi capacito di quanta mancata assunzione di responsabilità ci sia tra gli adulti, omissione nei migliore dei casi e malafede negli altri. Hai voglia a spiegarlo a tua figlia…

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  4. tiptoetoyourroom ha detto:

    Benvenuta nella scuola 😉
    Per questo ho cercato in tutti i modi di andarmene dalle medie: perché tra medie ed elementari ho assistito all’inverosimile e mi è stato chiesto di tutto fuorché di insegnare. Non già da dirigenze e colleghi che comunque non risparmio delle critiche che meritano, ma dai “signori genitori”, che mi mandano il figlio col libretto su cui sta scritto che io dovrei applicare un provvedimento di ammonizione nei confronti di un altro alunno che ha preso in giro il loro bambino su whatsapp…
    Alle superiori a volte non va meglio, ma almeno il centro rimane l’insegnamento e non l’educazione che noi non insegniamo…

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    • Pendolante ha detto:

      Le insegnanti di mia figlia sono splendide e ringrazio siano capitate a noi, ma per quanto aiutino i bambini nella comprensione dei giusti comportamenti da tenere a scuola, remano spesso contro alla mala educazione che insegnano i genitori e comunque non sarebbe compito loro

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  5. romolo giacani ha detto:

    Purtroppo questa è la realtà di oggi. Mia moglie lavora nella segreteria di una scuola elementare e mi racconta le stesse cose raccapriccianti che hai descritto tu…povera Italia!

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  6. BassaVelocità ha detto:

    “Ma è solo un bambino!”
    Disse la madre dell’ingenuo fanciullo che se si annoia prende le forbici ed inizia a pugnalare i banchi degli amichetti…
    (true story…)

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    • Pendolante ha detto:

      “tu sei il male, io sono la cura”. Marion Cobretti.
      Stefano, fuori dallo scherzo un bambino che prende a forbiciate i banchi dei compagni è solo un bambino a cui vanno spiegate alcune cose, magari pure alla famiglia, magari bisogna indagare le ragioni del disagio proteggendo nel contempo i compagni. Oppure, provocatoriamente, se non funziona, potremmo incarcerarlo o ricorre all’esorcismo

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    • Pendolante ha detto:

      Scusa E. rileggendo i commenti mi sono accorta di averti risposto pensando a un’altra persona.

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  7. tiZ ha detto:

    io mi sono trovata in difficoltà a dover spiegare a mia figlia perché io e le sue maestre non siamo amiche su fb e per quale motivo non sono nel gruppo mamme su whats’ Up. questa contaminazione di ruoli sta facendo dei danni inimmaginabili. siamo al punto che siamo tutti amici, che a tutti è lecito mettere bocca. pensa che una sua compagna mi ha definito AntiquaTa !! anche se viene isolata a tratti (per colpa delle mie scelte) andiamo avanti , cerco di parlarle sull’importanza del rispetto dei ruoli e del valore delle persone e non dell’agglomerazione. forse per lei le cose saranno un po’ più complicate ma di sicuro sarà più libera .

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    • Pendolante ha detto:

      I gruppi watshAp (come diavolo si scrive non lo imparerò mai) sono molto utili per scambio di compiti e informazioni. Io poi da rappresentante li uso molto per evitarmi decine di telefonate e cerco di moderarli. Sono molto più dannose le chiacchiere di paese davanti a scuola

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      • (per me è assurdo: non mi ricordo se già ne parlavamo nei giorni scorsi, è escludente in maniera ingiustificata nei confronti di chi non possiede smarcosi… io ‘sta cosa non la concepisco proprio…)

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        • Pendolante ha detto:

          Noi siamo tutti nel gruppo. Non fosse così non esisterebbe. Voglio dire che prima di riuscire a crearlo davo comunicazioni per metà via e-mai, in parte fotocopiando bigliettini (a mie spese), in parte per telefono (a mie spese). La tecnologia mi ha aiutato, ma come tutti gli strumenti può essere usato in modo improprio o dannoso

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          • beh, così è diverso. il problema è che qua non tutti i genitori sono smarcoso- o uozzap-muniti, il che mi fa ritenere la scelta quantomeno opinabile (in realtà c’è un altro problema, e questo lo sollevo io perché credo sia moooooooolto interessante da un punto di vista antropologico: nonostante i contatti ci fossero di tutti, chi ha creato il gruppo ha inserito solo mamme – tranne i tre papà di origine nordafricana. qua è un casino, pendolante, siamo in un fuoco incrociato di patti educativi, bigottismi, sessismi e chi più ne ha più ne metta)

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          • Pendolante ha detto:

            Noi abbiamo mamme e papà, alcuni genitori, divisi, ci sono entrambi e non sono certo stati esclusi i genitori stranieri… Problemi diversi quelli che tu citi…

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      • tiZ ha detto:

        Rappresentante? Ahiiii 😉

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  8. 17lastella ha detto:

    comprendo benissimo.

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  9. roceresale ha detto:

    Non so cosa dire. O apro un commento da diciassettemila battute o taccio, ti leggo, ti ascolto.

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  10. Aldievel ha detto:

    Che bella porcheria.
    Non mi stupisco più di tanto però. I risultati di questa (dis)educazione sono già palesi. Basta ascoltare un po’ di ragazzini per strada.
    Non posso permettermi di giudicare perché non ho figli, ma anche senza giudizio mi basta guardare i fatti…
    Ciao!

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  11. ilmiosguardo ha detto:

    Sono sempre più convinta che bisognerebbe prendere a sberle alcuni genitori:
    la colpa non è dei bambini se sono stati allevati da decerebrati che per comodità dicono sempre di sì ai figli, allevando tiranni, irresponsabili e maleducati che non sanno dove sta di casa il rispetto.

    E sono sempre più allibita e schifata… 😦
    Ciao
    Ondina

    ps. il sorriso stamattina mica mi viene, eh 😦

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  12. Tratto d'unione ha detto:

    Sì, concordo con Ondina, qualche sberla ai genitori. Ma mica con cattiveria, no. Solo per farli risvegliare dallo “svenimento” morale nel quale sono caduti. I sali presto, i saliiiiiiiiiiii…

    Piace a 1 persona

  13. Gintoki ha detto:

    Sto pensando che se un giorno avrò un figlio lo educherò a casa con un precettore.

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  14. Miss Fletcher ha detto:

    Argomento tosto, ieri ho letto il tuo post e sai che ero convinta di aver commentato?
    Sono senza parole, ecco.

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  15. Bill Lee ha detto:

    ah, io lo sapevo già che tanti adulti sono più stupidi dei loro bambini.
    Tempo fa ho assistito ad una cena in cui un gruppo di adulti dava della puttana e simili alla madre(che non era presente) di una ragazzina di 9 anni seduta con loro.
    Pensavano che la bambina non capisse ciò di cui parlavano perchè non usavano esplicitamente termini come troia o puttana.
    Lei ovviamente capiva tutto.
    io, in quella situazione ero veramente allibito, e schifato.
    Ora so che è una roba che capita e, anche se è sbagliatissima, non mi stupisco più di tanto.
    Come quando al tg dicono che un romeno sbronzo ha stirato una famiglia.
    Routine.

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