I cambiamenti degli alberi da frutto

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Salendo sul vagone la incrocio nel corridoio. Mi sorride di cortesia antica, ricambio con piacere. Mi siedo sola in un blocco di quattro sedili. Ancora il treno non è partito che la signora torna sui suoi passi, annuncia con dolce imbarazzo di aver sbagliato fermata e si risiede al suo posto, di fronte a me, a riprendere una conversazione interrotta con la donna dall’altro lato del corridoio. Sta composta, con la borsa sulle ginocchia tenuta con entrambe le mani, in quella posizione da giovinetta degli anni cinquanta del secolo scorso.
“Signora mia, cosa mi fa fare la fretta. È che non ne posso più di stare in treno. Sono stata a Milano sa?!”
Le due chiacchierano, ma mi perdo la conversazione, con la testa in un libro. Poi si ferma il treno nella campagna, che ancora i nuovi binari non son rodati, che ancora c’è da dare la precedenza ad altri convogli.
Guarda fuori la signora e non si ritrova nel paesaggio.
“Ma dive siamo? A sì, lì c’è la chiesa. Allora mi alzo che manca poco.”
“Signora, le conviene stare comoda, il treno ha cambiato tratta e quella non è la chiesa di San Cataldo … sì, ha ragione, ci assomiglia il campanile…”
Insofferente, ma con rassegnazione, ricomincia a chiacchierare: “Il noce del giardino quest’anno non ha dato frutti. Pochissimi, guardi… Ah, quanto nocino ci ho fatto negli anni! Anche l’albicocco sa?! Niente frutti! Mi han detto che è malato… non c’è niente da fare…”
È dispiaciuta come avesse un parente in ospedale, come parlasse d’un caro amico e forse è così.
“Ce li ho da tanti anni gli alberi sa?! Li ha piantati mio marito, li curava lui… Le prugne, quelle sì! Quante ne ho raccolte di prugne. Dimondi [molte]! Ci ho fatto una marmellata signora mia… Moltissimi vasetti. Sentisse quant’è buona!”
“… Ecco, riparte… ha ragione, non è mica San Cataldo quella … ma la galleria c’era anche prima? Era tanto che non prendevo il treno… tanto zucchero per la marmellata… l’albicocco mi tocca tagliarlo però…”

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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32 risposte a I cambiamenti degli alberi da frutto

  1. Marco ha detto:

    “Dimondi” mi ha sempre fatto ridere molto ☺

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  2. vagoneidiota ha detto:

    Ciao, grandissimo artista.
    Hai disegnato un’altra opera.
    Liquid spirit – break it down (feat. Raffaella)

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  3. uh! mi hai ricordato che e’ tempo di andare in cantina a controllare il nocino, e farlo teste’ diventare strenna per gli amici… (adorabile personaggio. dimondi!)

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  4. Tratto d'unione ha detto:

    Ha ragione la signora, gli alberi si stanno ammalando. Non è venuto freddo, i parassiti non sono morti, l’umidità crea marciume. Pare che i nostri alberi autoctoni, non avvezzi a questo clima, siano quelli che ne soffrano di più. Pare che nel futuro dovremo abituarci a non avere più, per esempio, faggi e castagni, particolarmente sensibili ai cambiamenti climatici. Ho addirittura sentito consigliare di sostituire le nostre con specie esotiche, per esempio il ginkgo biloba (che pure è bellissimo), albero che è stato capace di sopravvivere a duecentocinquanta milioni di anni di cambiamenti climatici e addirittura all’atomica di Hiroshima. Per chi volesse approfondire segnalo questa pagina sul sito del Corpo forestale http://www.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/486

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  5. tiZ ha detto:

    che tenera..

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  6. stravagaria ha detto:

    Volevo mettere un alberello da frutto in terrazzo ma se le cose stanno così ci rinuncio volentieri…o forse no. In questo caso se morisse potrei sempre pensare che non sia colpa del mio terribile “non-pollice-verde”…

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  7. Aldievel ha detto:

    Come darle torto alla signora, questa è stata una stagione di merda.
    Bello pensare che gli alberi sopravvivano alle persone, almeno qualcosa resta, per un po’!

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  8. cinziarobbiano ha detto:

    A pendolare ci vuol pazienza, e un briciolo di amore per il surreale…

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  9. giuliagunda ha detto:

    Mi commuove.

    G.

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  10. lacantatricecalva ha detto:

    Anche io quest’anno ho raccolto “dimondi” prugne dall’albero di mio nonno e ho fatto tanta marmellata … pardon dimondi 🙂

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  11. tiptoetoyourroom ha detto:

    Che tenerezza questa signora… Tagliare l’albicocco è una pena, è capitato anche nel mio giardino ed è dispiaciuto a tutti moltissimo 😦
    Buon sabato, cara.

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