Oro che cola

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Siobhan Dowd, Il mistero del London Eye (uovonero). Foto di Cartaresistente.wordpress.com

Sul solito vagone di seconda classe, la piccola parla con la madre. Ha chiuso un libricino e glielo vuole raccontare. Una storia fantastica di streghe e principesse, una trama ingarbugliata da un linguaggio ancora non fluente, che inciampa nei prima e nei dopo, perdendo la sequenzialità degli eventi. Eppure il senso, quello resta: streghe cattive, principesse buone. Stop. E meno male che non le ha mai incontrate lei le streghe… la madre le sorride dolcemente e la rassicura che le streghe non esistono. “Sì mamma, esistono. C’è scritto sul libro!”
Improvvisa retromarcia temporale dei pensieri. La sala della mia casa di famiglia. Non ero una bambina, non leggevo libri volentieri nell’infanzia, solo fumetti. Forse un ricordo delle superiori, non saprei dire. Comunque anch’io dissi quella frase, per tagliare ogni forma di discussione, con fiducia inamovibile sulla veridicità della carta stampata, con quell’approccio verso il verbo scritto di chi con quello non ha dimistichezza, lo affronta forse con timore, certo con riverenza. “L’ho letto in un libro!” Una ribellione adolescenziale, un rivendicare un’autonomia di pensiero ancora da venire.
E’ stato in quel momento che mia madre, forte e non di letture, mi ha riportata sul terreno della sua concretezza, solida, antica di generazioni, saggia d’esperienza. Con orgoglioso piglio, a rivendicare la propria auterevolezza genitoriale, mi ha offerto un “quello che sta nei libri non è oro colato, lo ha scritto pur sempre una persona!”
Un’epifania. Un concetto banale a cui non avevo mai pensato. Uno schiaffo così forte alle mia arroganza che ancora lo ricordo. Con affetto… e gratitudine.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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20 risposte a Oro che cola

  1. stravagaria ha detto:

    Ricorda un po’ “quei “l’ha detto…” che si sentivano, e purtroppo si sentono ancora oggi, riguardo alla tv e ai giornali.
    Saggia tua madre che ti ha rispedito nell’incertezza del pensiero critico con la semplicità di poche parole autentiche 🙂

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  2. tiZ ha detto:

    E’ bello che tu lo ricordi con affetto.

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  3. 17lastella ha detto:

    io invece a mia figlia ho spiegato che le streghe esistono, sono persone reali, che hanno sofferto nella vita e non hanno saputo far fronte a quel dolore. Così hanno negato a se stesse la possibilità di amare e di essere amate. Le streghe esistono, solo che il loro aspetto non è quello che ci aspettiamo.

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  4. Bel post e quello che dici è assolutamente vero. Chi non è mai caduto nella tentazione di dire “se è scritto in un libro allora deve essere vero per forza” salvo poi rendersi conto che sempre vero non è. Bell’insegnamento da tenere sempre presente: non dimenticarsi di conservare quel pizzico di dubbio che stimola la curiosità a l’approfondimento delle cose.

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    • Pendolante ha detto:

      Grazie Fabio. Approfondimento è una parola chiave che fatichiamo a mettere in pratica e oggi poi si potrebbe sostituire “l’ho letto in un libro” con l’ancora più dubbio “l’ho letto in internet”

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  5. Lisa Agosti ha detto:

    Un momento indimenticabile! Io non l’ho vissuto, infatti ci credo ancora. Credo a tutto quello che leggo sui libri. E su Internet. Sono una credulona!

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  6. Miss Fletcher ha detto:

    Saggia, saggia, saggia la tua mamma.
    E bellissimo il modo nel quale ci hai raccontato questo tuo frammento di vita, a leggerlo sembra di essere lì!

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  7. 'povna ha detto:

    Saggia massima, quella della mamma. Di quelle che servono per la vita.

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  8. tiptoetoyourroom ha detto:

    Che bella però una bimba che legge e vuole raccontare alla sua mamma quello che ha letto…
    Oggi i genitori dovrebbero dire che quello che sta su internet non è mica oro colato, che l’ha scritto qualcuno che magari non è nemmeno preparato sull’argomento di cui parla. I ragazzi sono davvero convinti che quello che trovano in rete (compiti compresi) sia un dogma, una sottospecie di verbo per loro divino! Ed è davvero dura fargli capire che non è affatto così! W la tua mamma, allora!!

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  9. Elena ha detto:

    Belli questi ricordi!

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  10. Marco ha detto:

    Vallo a spiegare ai fan della Bibbia :-p

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