Il tempo giusto

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Pendolare di tratta breve.
Quindici minuti in treno, ritardi a parte che comunque non sono poi frequenti, ammettiamolo, e solitamente non superano i dieci, quindici minuti.
Una privilegiata, mi rendo conto.
In quindici minuti non ci lavi i pavimenti, non fai la spesa, non scrivi relazioni per il lavoro.
Con quindici minuti a disposizione, in casa non apro un libro che “che vuoi che riesca a leggere?”
Quindici minuti che se separano un appuntamento, sono già ritardo, costringono a correre.
Quindici minuti prima del fine orario ufficio, spegni il PC, ordini, carte, prepari le borse, infili la giacca.
Quindici minuti volano.
Eppure nel viaggio ci stanno una quantità incredibile di letture, scritture, osservazioni, parole al telefono, ozi, paesaggi e a volte anche sonno che, pare strano, ma è ristoratore.
Dilata il tempo, il treno. Ne cambia la qualità: è tempo tuo. Lo vivi, l’ottimizzi, lo gusti. Ogni istante. Poi la stazione arriva, prima o poi, e a volte troppo in fretta. Eppure, nell’eccezionalità di viaggi “lunghi”, il tempo si riperde nella convinzione di averne in abbondanza e sempre mi rimane un senso di spreco.
Quindici minuti, sono il tempo giusto. Eppure, a volte, vorrei averne ancora.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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29 risposte a Il tempo giusto

  1. cinziarobbiano ha detto:

    interessanti osservazioni. tempo guadagnato? tempo sprecato? non saprei scegliere, ogni caso mio tempo, almeno per quel poco 🙂

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  2. tiptoetoyourroom ha detto:

    Fallo leggere a Bergson, credo sarebbe d’accordo…
    Bel post, complimenti 😉

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  3. Aldievel ha detto:

    Ti è andata bene, è un tempo ridotto, minimo.
    E viste tutte le cose belle che scrivi non è nemmeno tempo perso.
    Buona giornata!

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  4. Tratto d'unione ha detto:

    Sei riuscita a farci diventare invidiosi, noi che non pendoliamo. Chi non vorrebbe quindici minuti che durano il doppio?
    Mi viene in mente una canzone di Carla Bruni, si intitola La dernière minute, dura esattamente un minuto e nel testo la protagonista chiede alla fine ancora un solo minuto, per farsi bella, per una sigaretta, per un ultimo brivido, un ultimo gesto, per memorizzare i ricordi prima del grande inverno… insomma, dentro un solo minuto possono starci così tante cose… ma solo in circostanze veramente speciali. Come in treno per esempio 🙂

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  5. stravagaria ha detto:

    Sopra il quarto d’ora il tempo va occupato, così puoi davvero concederti pensieri in libertà 🙂

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  6. tiZ ha detto:

    quindici minuti dove tutto può succedere o tutto resta fermo. quindici minuti che ti cambiano l’umore se sei di fretta e il mondo ti rema contro. quindici minuti per te stessa non bastano mai, ancora quindici grazie …

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  7. sai cosa mi piacerebbe? che a volte con un bacchetta magica potessimo scambiarci così, ma solo qualche volta eh, non sempre, i tuoi quindici e i miei cinquanta di treno. alternare, scoprire che a volte un viaggio può durare poco e fai appena in tempo a leggerti una pagina di internazionale, e un’altra volta dure di più e chissà quante cose fai.

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  8. Miss Fletcher ha detto:

    Quindici minuti è un tempo perfetto da impiegare in pensieri, sensazioni, letture e tutti dovrebbero in ogni giornata avere questo tempo a disposizione.
    Certo poi bisogna saperlo utilizzare e ottimizzare, cosa che tu sai fare molto bene.
    Bello questo post, cara!

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  9. speakermuto ha detto:

    Quando viaggiavo per lavoro in treno, avevo due ore al giorno per leggere, scrivere, studiare, per me stesso solamente.

    Adesso mi sveglio un’ora dopo, uso l’auto e non sono più schiavo di ritardi, scioperi, guasti, attese in stazione eluse con un tè e il mio vecchio netbook; però non ho più quel tempo per me.

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  10. Lisa Agosti ha detto:

    Mi fai venire voglia di fare la pendolante! Come scrivi bene, come ami ciò che fai, la tua passione è contagiosa!

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  11. Elena ha detto:

    Il “giusto” tempo per far volare i pensieri!?

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  12. Bisus ha detto:

    Quando studiavo all’università ho scelto un sacco di volte di andare dal paese a Cagliari col vecchio trenino. Quasi 6 ore di treno per circa 150 km (3 ore e 1/2 con la corriera, 2 e 1/2 con l’autonoleggio). Tutti pensavano fossi matta e forse avevano ragione, ma quanto adoravo quel viaggio e quel tempo dilatato (un bel po’, eh!) che riempivo con i romanzi di Georgette Heyer…

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  13. 'povna ha detto:

    L’anno prossimo potrebbero diventare i miei. Per ora, poco più del doppio, stessa tratta, qualche stazione dopo. Fino a tre anni fa, 8 volte tanto, e un cambio treno. E lì è davvero troppo, quasi sempre, persino per la lettura.

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