Fine corsa

Una massa di capelli bianchi cotonati, in nostalgico ricordo d’altri tempi. Il viso segnato, ma non troppo. Abbigliamento semplice, ma curato. Il cappotto “buono”.  L’altra, più o meno coetanea, è un po’ meno bianca, un po’ meno cotonata. Entrambe sfoggiano un’espressione di circostanza. Non tristezza, ma rassegnato fatalismo. Guardano all’inevitabile. Si scambiano un “mortino”. Commentano la foto, calcolano l’età,  ricordano i legami parentali fino al quinto grado. Ridisegnano la vita del morto in poche pennellate di avvenimenti, ne passano in rassegna le malattie. Poi, estraggono un portafogli e dalla tasca dedicata ai defunti spunta una mazzetta di cinque o sei ricordini e in un gioco di carte, figurine scambiate, passano dalle mani dell’una e dell’altra. E di nuovo si percorrono esistenze in legami famigliari e accadimenti e morbi… E mentre il treno entra in stazione, ripongono in mazzo i santini, ma ne rimane sollevato uno, sventagliato in aria dalla donna cotonata, a indicarlo come oggetto della chiosa: “Ecco cosa rimane, poi, alla fine.”
E quella sporta bianca, coi manici annodati, che dovrei gettare, ma rimando. Gonfia di “luttini”, quelli che nonna teneva in casa: foto, date, epigrafi, grocefissi e angeli alati. Anonimi visi, quasi tutti. Parenti alla lontana, cugini di cognati, fratelli di vicini, conoscenti di amici. Rimanenze di relazioni andate,  avanzi di vita passata, gente a cui era sopravvissuta… Ecco cosa rimane, poi, alla fine.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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25 risposte a Fine corsa

  1. stravagaria ha detto:

    Non pensavo si usasse ancora distribuire la foto del defunto tipo santino. È da tanto che non mi capita di vederne e non ho neppure quelli dei miei nonni. Forse è un’usanza che i milanesi si son persi per strada. Tra un po’ qui saranno obsoleti persino i cimiteri visto che tutti si fanno cremare e i più tengono l’urna a…casa. Oddio, non tutti…un’amica un giorno ha estratto un portachiavi in cui teneva delle ceneri del suo babbo. No comment, forse preferivo le foto.

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  2. Annibale ha detto:

    Sì resta ben poco, ma a me farebbe piacere se qualcuno tenesse una mia foto (si spera sorridente) nel portafogli dopo che non ci sarò più. Chissà se qualcuno salverà i nostri blog da qualche parte per sfogliarli ogni tanto…

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  3. Tratto d'unione ha detto:

    Le donne arrabbiate di una volta. Passavano la vita a lavorare gratis per la famiglia e questo sviluppava in loro un’astio e un cinismo che le portava alla conclusione che la vita fosse inutile. Non lasciare niente al mondo era una frustrazione condivisa che nemmeno l’aver messo al mondo dei figli consolava, dato che per quei tempi partorire era un destino e non una scelta. Perciò ecco le frasi amare sul fatto che di loro sarebbe rimasto solo il ricordino della defunta, una partecipazione di morte, un luttino o mortino che dir si voglia. Mi è capitato spesso, soprattutto durante l’infanzia, di rimanere molto colpita da questi atteggiamenti nichilisti, soprattutto considerando che spesso queste donne erano assidue frequentatrici della chiesa e ferventi credenti. Mi chiedevo perché esprimessero disprezzo per la vita e avvertivo irrazionalmente che c’era una contraddizione con la rabbia che mostravano. Oggi capisco che tutto nasceva dall’impotenza alla quale la loro esistenza era costretta.

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  4. cinziarobbiano ha detto:

    poesia 🙂 tienili i santini, ti prego. se proprio vuoi disfartene, li adotto io… ❤

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  5. tiZ ha detto:

    io ho lasciato scritto “niente luttini” e ceneri al vento.

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  6. Lisa Agosti ha detto:

    Mia madre tiene tanti “santini”, non avevo mai sentito chiamarli in modo diverso. Potrebbe essere stata lei, su quel treno!

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  7. tiptoetoyourroom ha detto:

    A me i “mortini” o “luttini” non sono mai piaciuti, mi inquietano! Come le foto sulle tombe, anche se ultimamente giro per cimiteri a fotografare i morti, per le mie ricerche genealogiche, per avere almeno una foto di tutti. Potrei passare per necrofila, ma giuro che non lo sono!
    Bello il tuo post, molto profondo.
    Ciao 🙂

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  8. Miss Fletcher ha detto:

    Mistero gaudioso, la notifica di questo post mi arriva solo adesso.
    Che tenere queste due signore, io credo che resti qualcosa di più di un’immagine sbiadita, già solo pensarci è una maniera di ricordare.
    “Mortino” e “luttino” non li avevo proprio mai sentiti, sai?
    Ciao cara!

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