Tutti giù per terra

Cumuli di neve ricordano con nostalgia il tempo in cui erano candidamente bianchi. Compattati e “inzozzati” dalle pale dei trattori, se ne stamnno tristi ad occupare una buona parte dei parcheggi delle stazione vendicandosi così dell’affronto subito. I pendolari, lungi dal farsi scoraggiare, ingaggiano con loro una lotta fantasiosa a colpi di bizzarri parcheggi, ritenendo le strisce bianche un’opinione più che un limite in cui stare. Per non sentirmi da meno posteggio l’auto col sedere comodamente adagiato sulla neve e il muso che sporge di un buon metro sul passaggio, comunque non ostruito. Sogghigno vittoriosa nello spegnere il motore, ma appena appoggio il piede sull’asfalto, pago l’aver sottovalutato il nemico: una lastra di ghiaccio luccicante s’impossessa del mio piede che perde la presa sul terreno e parte per lidi lontani. In spaccata ginnica esemplare, mi ritrovo con una gamba ancora sull’auto e l’atra distesa poco elegantemente sull’asfalto. Non servono raggi per capire che il mio orgoglio è leggermente incrinato, il resto non ha subito danni.
Dal finestrino del treno la neve appare benevola, ancora candidamente distesa sulla campagna. Io ricambio la simpatia, rassereneta e nemmeno troppo dolorante, che far la pace poi non è difficile. Nel silenzio mattutino del vagone un borbottio di sottofondo, si ripete a cadenza irregolare: “c’àt gnésà un cancher!“[*]. A denti stretti, lasciando appena filtrare il suono delle parole, un uomo senza età, senza nome, senza espressione, senza altre parole. Un uomo senza. Ha capelli unti e il vuoto attorno. Ha una giacca che non riesce a contenere l’enorme ventre e ha il vuoto attorno. Puzza trementadamente e ha il vuoto attorno. Che certe lastre di ghiaccio sulla propria strada, sono difficili da schivare e non tutti si rialzano dalla spaccata.
A ogni frase solleva il braccio, scopre il polso, controlla l’ororlogio.
“c’àt gnésà un cancher!”
solleva il braccio, scopre il polso, controlla l’ororlogio
“c’àt gnésà un cancher!”
solleva il braccio, scopre il polso, controlla l’ororlogio
“c’àt gnésà un cancher!”

[*] Che ti venga un cancro, un accidente.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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19 risposte a Tutti giù per terra

  1. vagoneidiota ha detto:

    Sei la mia pittrice preferita.
    Mi hai fatto vivere, nuovamente, un’opera.
    Ed i tuoi tratti, oggi, sono stati quelli di Bruegel in “cacciatori nella neve”.
    Ho provato lo stesso gusto, il medesimo sapore. Con quella nota colorata in più che ti lascia, dinnanzi alla tela, con un sorriso traverso che, poi, non ti abbandonerà per tutta la giornata.
    Grazie v.
    Grazie.
    Those Things (Migs Salted Dub Deluxe) di Miguel Migs Feat. Lisa Shaw

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    • Pendolante ha detto:

      I pazzi di Bruegel mi sono sempre piaciuti. I bambini, le genti, i mostri, le streghe… chissà come dipingerebbe i passeggeri di un treno? Troppo buono V. Anche i tuoi commenti mi lasciano un sorriso, ma pieno. Grazie a te

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  2. stravagaria ha detto:

    Certi personaggi sono malinconie a tutto tondo anche se fanno sorridere. Meglio la lastra di ghiaccio, hai ragione, è più benevola…specie se riesci ad evitare l’ortopedico 😉

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  3. tiZ ha detto:

    non c’è da stupirsi che abbia il vuoto intorno O.o

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  4. Grazia Lodigiani ha detto:

    Dovevo intervistarti, per i matti.

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  5. tiptoetoyourroom ha detto:

    La spaccata ginnica mi piega! Io credo che sarei rimasta lì, anche per rivincita verso tutte le volte che ci tentai da bambina a ginnastica artistica senza apprezzabili risultati…

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  6. Miss Fletcher ha detto:

    Ha ragione chi ti dice che sei una pittrice di talento con le parole, quell’uomo borbottante lo abbiamo proprio veduto.
    E meno male che la tua scivolata non ha avuto conseguenze cara, il ghiaccio è davvero insidioso.
    Buona giornata Katia!

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  7. io porto ancora i segni di quella in bici di più di tre settimane fa… 😦

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  8. Elena ha detto:

    Mi è sembrato di essere presente ! Sei bravissima !

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