Il treno nei libri: 6.41

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Jean-Philippe Blondel. 6.41. Einaudi, 2014.

Un treno di pendolari parte alle 6.41. Destinazione: Parigi. Un uomo e una donna si trovano seduti l’uno accanto all’altra. Si riconoscono subito, ma fingeranno per tutto il viaggio, rivivendo nei ricordi la loro relazione di ventenni, il loro viaggio a Londra, a distanza di 27 anni. Rancori, bugie, cambiamenti. Solo all’arrivo in stazione cercheranno un pretesto per parlarsi.

– Ho visto il suo…
– Le ferrovie sono…
– Scusi, diceva…
– Mi dispiace, l’ho interr…

Silenzio.
Una scossa.
Due scosse.
Un sospiro.
Il treno si rimette in moto.
Davanti, dietro, i passeggeri del treno delle 6.41 arrivato alla Gare de l’Est si alzano, tirano giù i bagagli dagli appositi compartimenti, si sfregano gli occhi, si passano la mano sulla faccia, strizzano le palpebre, si rimettono in prospettiva: binario, metropolitana, scale, marciapiede, duecento metri, edificio, ufficio, caffé presto in fretta alla macchinetta, un bungiorno buttato lì alla svelta, fascicoli, riunione, sorriso leggermente contratto, un’altra settimana che comincia.
Mettono soggezione, tutti questi passeggeri che aspettano il momento in cui la coda comincerà a sgranarsi, uno dopo l’altro, la discesa, fare attenzione ai gradini, posare il piede sull’asfalto e iniziare la corsa. Si schiariscono la voce, consultano gli orologi per la ventesima volta. Hanno piccoli tic – si grattano la parte superiore delle sopracciglia, la gola, il lobo dell’orecchio. Si ripetono l’elenco delle cose da fare. Della gente da raggiungere. La danza dei nomi. In mezzo, incongrui, il coniuge, i figli – quelli che si vedono troppo poco aspettando il prossimo week-end.
Mettono così sggezione che non si osa quardarli. E siccome non osano neppure guardarsi tra loro, Cécile Duffaut e Philippe Leduc, eccoli lì che fissano il pavimento sporco del vagone – una gommada da masticare rosa spiaccicata, una bottiglia d’acqua minerale vuota. Maledicono il momento in cui hanno ripreso il dialogo.
Oppure si maledicono per non averlo fatto prima. Sono un po’ perplessi. Sono un po’ sperduti. Non capiscono bene quale sarà la prossima fase. […]
[pp. 125-126]

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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6 risposte a Il treno nei libri: 6.41

  1. stravagaria ha detto:

    Mi sembra uno spunto interessante, adesso sono curiosa.

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  2. Miss Fletcher ha detto:

    Uh, sono curiosa anch’io, mi intriga questo libro!

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  3. roceresale ha detto:

    Ce l’ho in lista, la famosa lista da comodino che ci vorrebbe una vita da insonne per. E io dormo, dormo…

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