Il treno nei libri: Il mastino dei Baskerville

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Arthur Conan Doyle. Il mastino dei Baskerville. In: Sherlock Holmes. L’opera completa. Vol. 2. Alberto Peruzzo Editore, 1988.
Sherlock Holmes è senz’altro uno dei personaggi letterari più conosciuti. Ne abbiamo sentito parlare, visto le trasposizioni cinematografiche o televisive e ne conosciamo le storie anche senza aver mai aperto i libri di Sir Arthur Conan Doyle. Eppure per chi non lo avesse ancora fatto, ne consiglio vivamente la lettura. Il mastino dei Baskerville è senz’altro un buon inizio.

Guardai indietro verso la banchina appena lasciata e vidi l’alta ed austera figura di Holmes in piedi e immobile che guardava verso di noi. Il viaggio fu molto veloce e piacevole e lo trascorsi conoscendo più intimamente i miei due compagni di viaggio e giocando con lo 《spaniel》del Dr. Mortimer. In pochissime ore la terra da marrone che era diventò color rosso; la creta aveva ceduto il posto al granito e delle mucche rossastre pascolavano in campi ben recintati, dove l’erba lussureggiante e la vegetazione ancor più lussureggiante ci introduceva in un clima più bello anche se più umido. Il giovane Baskerville guardava avidamente fuori dalla finestra e gridava ad alta voce dal piacere quando riconosceva le caratteristiche familiari del paesaggio del Devon.
《Ho visto una buona parte del mondo da quando ho lasciato queste terre, Dr. Watson》 disse 《ma non ho mai incontrato dei luoghi che si possano paragonare ad esse》. […]
Oltre i verdi quadrati dei campi e la piccola curva di bosco, in lontananza si vedeva una collina grigia e malinconica con una strana cima dentellata che sembrava oscura e indefinita come in un fantastico panorama da sogno. Baskerville rimase a lungo con gli occhi fissi verso di essa e nei suoi occhi avidi lessi quanto significasse per lui questa prima visione di quello strano luogo che i suoi consanguinei dominarono per così tanto tempo e sul quale lasciarono un segno così marcato. Egli era seduto con il suo abito di 《tweed》 e il suo accento americano e tuttavia, osservando il suo viso scuro ed espressivo, mi resi conto ancor più di che vero discendente egli fosse di quella lunga stirpe di uomini nobili, fieri e autoritari. Sulle sue spesse sopracciglia, nelle sue narici sottili e nei suoi grandi occhi color nocciola c’era orgoglio, coraggio e forza e, anche se da questa brughiera minacciosa fosse venuto una persecuzione pericolosa e difficile nei nostri confronti, questo giovane almeno era un compagno per cui valeva la pena correre i rischio con la certezza che lo avrebbe condiviso il coraggio.
Il trano si fermò in una piccola stazione lungo la strada e noi scendemmo. Fuori, al di là della bassa staccionata bianca, ci aspettava una carrozzelola a due cavalli. Evidentemente il nostro arrivo fu un grande evento, visto che il capostazione e i facchini facevano cerchio intorno a noi per portarci il bagaglio.
[pp. 311-312]

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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8 risposte a Il treno nei libri: Il mastino dei Baskerville

  1. Guido Sperandio ha detto:

    Anche voi alla stazione d’arrivo siete circondati da capostazione e personale di servizio che vi aspetta per riservarvi ogni onore?

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  2. stravagaria ha detto:

    Il mastino dei B. appartiene a un passato così lontano che a stento ne ricordo qualcosa. Una fortuna in fondo perché potrei rileggerlo mantenendo intatta la suspance 🙂

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  3. Miss Fletcher ha detto:

    Questo l’ho letto anch’io, secoli fa… e questo è uno dei libri che non può mancare sullo scaffale di coloro che amano leggere!
    Buona domenica cara!

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  4. Affy ha detto:

    Bella segnalazione, l’ho letto ma lo rileggo sempre volentieri.
    Felice domenica 🙂

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