I colleghi in trasferta

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Allineati, imboccano il sottopasso dal parcheggio a passo di marcia. Scanzonati, ridanciani, ciarlieri. Nulla a che vedere coi pendolari mesti e taciturni. Sono colleghi in trasferta che affrontano il viaggio in treno come una gita al luna park. E non sbagliano poi di tanto!
La linea dei quattro si spezza gradualmente nel procedere, sfasandosi di un passo solo, ma sufficiente ad isolare la coppia di testa. Un uomo e una donna che nel partecipare ai discorsi del gruppo, trovano un loro spazio, fatto di sorrisi più aperti e di un contatto tra le braccia che casualmente si toccano, si urtano leggere, camminando. Equidistanti, i due uomini in coda non si sfiorano mai. Nulla di ché, solo quel feeling tra colleghi che allevia le giornate di lavoro, quella complicità che, se tra i due sessi, a volte, sfiora possibilità, oppure esiste solo tra le mura dell’ufficio che fuori poi c’è tutta un’altra vita. E allora una trasferta è una piccola bolla inaspettata, sospesa tra questo e quello.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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28 risposte a I colleghi in trasferta

  1. stravagaria ha detto:

    Secondo me saresti stupita persino tu nel verificare quante volte ci azzecchi. 🙂

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  2. ma quale è la donna?!?

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  3. DeathEndorphin ha detto:

    Osservi un sacco di dettagli!:)
    Anche io non ho capito quale di quelli è la donna?!

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  4. tiZ ha detto:

    quel feeling che fa tanto gita 🙂

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  5. cinziarobbiano ha detto:

    è che se pensi donna pensi tacco o jeans aderente, se si veste come una suora laica non se la fila nessuno. Faccio parte del Comitato “evviva il sandalo alla tedesca” (purché non col calzino) 🙂

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  6. Tratto d'unione ha detto:

    Brrr…ividi… di caldo 😉

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  7. Guido Sperandio ha detto:

    Quadretto perfetto… lo vivo!

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  8. Miss Fletcher ha detto:

    Una categoria a parte, questi si riconoscono tra mille, è vero? Con quelle facce da italiani in gita, un bellissimo ritratto il tuo!

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  9. vagoneidiota ha detto:

    Dovrei cominciare a svegliarmi ogni mattina con la convinzione stia partendo per Dublino.
    Certo, anche se quando entro sul vagone diranno che è in ritardo.
    Pure quando si starà in piedi perché è sovraffollato.
    Anche quando si ferma tra le campagne lombarde.
    Io, penserò a Dublino. E già sto meglio.
    Grazie, pittrice.
    Big muff – my funny Valentine (hotel costes)

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  10. pendolo0 ha detto:

    Anche secondo me la trasferta di lavoro è un po’ la versione adulta della gita di scuola… almeno durante il viaggio 😉

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  11. rodixidor ha detto:

    Bella la descrizione acuta, l’osservazione del disporsi in gruppo tra questo e quello … Brava. 🙂

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