Gli obliterati: L’Italia in un vagone

image

Mettete caso di trovarvi seduti in treno in compagnia di un asiatico e due africani, uno del nord e l’altra dell’Africa nera. Mettete caso che l’asiatico sia al telefono e che, in successione, squillino i cellulari degli altri due. I vostri compagni di viaggiano conversano più o meno amabilmente e siccome si disturbano a vicenda, tutti alzano progressivamente la voce.
[continua a leggere…]

Annunci

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
Questa voce è stata pubblicata in Storie di treno e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

13 risposte a Gli obliterati: L’Italia in un vagone

  1. stravagaria ha detto:

    La globalizzazione pendolare è affascinante, mi è sembrato di vederti mentre cerchi di districarti in questo sonoro. A Londra è così dappertutto senza differenze di casta e di status sociale, a volte i bianchi sono i più derelitti.

    Mi piace

  2. vagoneidiota ha detto:

    Come non comprendere? Come non immaginarlo?
    Hai disegnato la medesima scena vissuta ogni giorno sul Treviglio.
    Con la differenza che, vista la consuetudine nella ricerca dei posti, le lingue non cambiano mai.
    Ed allora :
    Napoletano 1 e 2.
    “Chill’ é andat a chiedere perché”
    “Perché checcos’?”
    “Perché è nu déficient”
    Brasiliano figlio. Brasiliana mamma
    “Chegar atrasado!”
    ” mamãe…”
    “O Quê?”
    Senegalese di fronte ad altro senegalese. Sono a 10 cm di distanza ma pare siano lontani tra loro due campi di grano.
    ” Jàmm ngu fannan! Busto nga dekk?”
    “Waaw, fa laa nekk”
    E continuano imperterriti da un campo all’altro.
    La pugliese al telefono.
    “E si. Mo’ eccheccosanesapevo? Che cudd non è normal’. Figurati uattan”
    E poi, vuoi non metterci lo slang milanese degli studenti tra i vari accenti?
    “Bella zio. Quando scendiamo mi dai una paglia.”
    “Sei in sbatti?”
    “Di brutto. Gli esami.”
    “Di merda?”
    “Va’! Fatto un tema scrauso. ”
    “Ah”
    “Cazzo sto pezzando qui. Ma come cazzo gridano qui dentro? Neanche gli annunci si sentono…”

    Ecco. Questo è il senso.
    La babele su rotaie per treviglio si associa alla tua.
    Da v a v
    Jill scott – cross my mind

    Mi piace

  3. mazzamerije ha detto:

    Ma vedi che è pieno di FIFM??

    Mi piace

  4. tiZ ha detto:

    AiutOoo, almeno si capisse qualcosa! ! Si potrebbe partecipare emotivamente 🙂

    Mi piace

  5. Miss Fletcher ha detto:

    Ah, questo è capitato anche a me, le lingue del mondo che si sovrappongono…e non solo in treno, a volte in certe strade senti voci che parlano idiomi che non conosci. Tu sei stata bravissima ad evocare suoni e situazioni, Katia!
    Un obliterato prezioso!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...